SN 35.206: Chappana Sutta – I sei animali (estratto)

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli
di
Maurice O'Connell Walshe
PTS: S iv 198 / CDB ii 1255 (corrisponde a CDB SN 35.247)
Fonte: Samyutta Nikaya: An Anthology (WH 318-321), di M. O'C. Walshe (Kandy: Buddhist Publication Society, 1985).
Copyright © 1985 Buddhist Publication Society.
Access to Insight edition © 2007
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro.

"Supponete, monaci, un uomo catturasse sei animali di specie diverse — un serpente, un coccodrillo, un uccello, un cane, uno sciacallo ed una scimmia, e li legasse ognuno con una robusta corda . Dopo averli legati con una robusta corda, annodasse le corde al centro, e poi li lasciasse andare.
Ora, monaci, questi sei animali di specie diverse iniziassero a girare in tondo ed a lottare tentando di ritornare al loro naturale territorio.
Il serpente lottasse, pensando: 'Arriverò al formicaio’; il coccodrillo: ‘Tornerò nell’acqua’; l'uccello: 'Io volerò’ ; il cane: ‘Tornerò al villaggio'; lo sciacallo: 'Raggiungerò l’ossario. ’; la scimmia: ‘Ritornerò nella foresta.'
Ora, monaci, quando quei sei animali affamati fossero esausti, si sottomettessero al più forte, e si arrendessero al suo potere. Allo stesso modo, monaci, ogni qualvolta un monaco non riesce a praticare e a sviluppare la presenza mentale del corpo, l’occhio lotta per attirare un oggetto attraente, e ripugna quelli non attraenti … La mente lotta per attirare oggetti mentali attraenti, mentre oggetti mentali poco attraenti sono rifiutati. Ciò accade, monaci, quando si è privi di distacco. E cos’è, monaci, il distacco?
Quando, un monaco, nel vedere un oggetto con l’occhio, non è né attratto né disgustato. Egli dimora saldamente con presenza mentale del corpo, la sua mente non è limitata. Egli è consapevole di quella liberazione della mente e di quella liberazione della conoscenza attraverso cui quegli stati nocivi, non salutari vengono totalmente distrutti senza residuo.
Supponete che un uomo catturasse i sei animali, li legasse ognuno con una robusta corda ad una colonna. Dopo averli legati … (come prima). Poi, quando quei sei animali fossero esausti, si fermassero, si accovacciassero o giacessero accanto alla colonna. Allo stesso modo, monaci , quando un monaco pratica e sviluppa la presenza mentale del corpo, l’occhio non lotta per attirare un oggetto attraente, né ripugna quelli non attraenti … La mente non lotta per attirare oggetti mentali attraenti, né rifiuta oggetti mentali poco attraenti. Questa, monaci, è il distacco.
‘Legato ad una colonna,’ monaci, indica la presenza mentale del corpo.
Quindi, monaci, così dovete esercitarvi: “Dobbiamo praticare la presenza mentale del corpo, svilupparla, renderla nostra guida, nostra dimora, nostra risorsa, farla rettamente crescere. Così, monaci, dovete esercitarvi.