SN 3.3: Jaramarana Sutta - Vecchiaia e morte

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhuni Uppalavanna.
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
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1. A Savatthi.

2. Il re Pasenadi del Kosala si avvicinò al Beato, e dopo averlo salutato con rispetto ed essersi seduto a lato, così disse: “Signore venerabile, per chi è nato vi è qualche altra cosa oltre la vecchiaia e la morte?”

3. “Grande re, non vi è altra cosa oltre vecchiaia e morte.

4. Grande re, persino i guerrieri, con grandi palazzi, ricchezze e mezzi, oro ed argento, provviste e grano, anche per loro che sono nati vi è vecchiaia e morte.

5. Grande re, persino i bramani, persino i capifamiglia, con grandi palazzi, con grandi palazzi, ricchezze e mezzi, oro ed argento, provviste e grano, anche per loro che sono nati vi è vecchiaia e morte.

6. Grande re, persino i monaci, malgrado siano perfetti, malgrado abbiano annientato i desideri, colmi di virtù, malgrado abbiano deposto il fardello, raggiunto il bene più alto, distrutto la catena dell'essere, conseguito la liberazione tramite la retta conoscenza, anche per loro vi è la dissoluzione totale del corpo.

Anche i colorati carri reali decadono,
ed anche il corpo decade.
Il Dhamma della mente non decade.
Chi possiede una mente quieta è ovunque conosciuto.”