SN 3.24: Issattha Sutta - L'indole dell'arciere

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Thanissaro Bhikkhu.
PTS: S i 98 / CDB i 190
Copyright © 1999 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 1999
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro.

A Savatthi. Seduto da un lato, il re Pasenadi del Kosala dice al Benedetto: "Dove, signore, si deve fare un dono"?

"Dovunque la mente provi della fede, grande re."

"Ma dove si fa un dono, signore, porta grande frutto?"

"Questa domanda, grande re:'Dove si deve fare un dono?' è una cosa -mentre questa -'Dove si fa un dono porta grande frutto ? -è un'altra. Ciò che si dona ad una persona virtuosa - piuttosto che ad una che è senza virtù - porta grande frutto. In questo caso, grande re, vado a porvi una controdomanda. Rispondete come vi sembra giusto.

"Cosa pensate, grande re? Supponete che ci sia una guerra imminente e un giovane guerriero si presentasse - volontario, non addestrato, non disciplinato, timoroso, impaurito, codardo, pronto a fuggire. Lo prendereste? Avreste bisogno di un uomo come quello"?

"No, signore, non lo prenderei. Non avrei bisogno di un uomo come quello".

"Così un giovane bramano... un giovane artigiano... un giovane servitore ... Lo prendereste? Avreste bisogno di un uomo come quello"?

"No, signore, non lo prenderei. Non avrei bisogno di un uomo come quello".

"Quindi cosa pensate, grande re? Supponiamo,adesso, che ci sia una guerra imminente e un giovane guerriero si presentasse - motivato, addestrato, disciplinato, esperto, senza paura, non atterrito, non codardo, non pronto a fuggire. Lo prendereste? Avreste bisogno di un uomo come quello"?

"Sì, signore, lo prenderei. Avrei bisogno di un uomo come quello".

"Così un giovane bramano... un giovane artigiano... un giovane servitore ..... Lo prendereste? Avreste bisogno di un uomo come quello"?

"Sì, signore, lo prenderei. Avrei bisogno di un uomo come quello".

"Allo stesso modo, grande re. Quando qualcuno ha lasciato la vita domestica per l'ascetismo - importa poco di che clan è - ed ha abbandonato cinque fattori per dotarsi di altri cinque, ciò che gli si dona porta grande frutto.

"E quali cinque fattori ha abbandonato? Ha abbandonato il desiderio sensuale... la cattiva volontà... l'indolenza e il torpore... l'agitazione e l'ansietà... il dubbio. Questi sono i cinque fattori che ha abbandonato. E di quali cinque fattori si è provvisto? È dotato dell'aggregato di virtù della pratica... l'aggregato della concentrazione ... l'aggregato della conoscenza... l'aggregato della liberazione ... l'aggregato della conoscenza e della visione della liberazione. Questi sono i cinque fattori di cui si è dotato.

"Ciò che si dona a costui, che ha abbandonato cinque fattori e si è dotato di altri cinque, porta grande frutto."

Questo disse il Benedetto. Quindi il Compiuto, il Maestro aggiunse:

"Come un re deciso alla battaglia
assumerebbe un giovane
che non ha
dei talenti di arciere,
della persistenza,
e della forza,
e non, sulla base della nascita,
un codardo;
dovreste onorarvi parimenti
una persona di nobile condotta, saggio,
che ha stabilito
il sangue freddo
e la pazienza,
anche se
la sua nascita può essere inferiore.

Che i donatori costruiscano
delle piacevoli dimore
ed invitano là i nobili a restare.

Che diano delle riserve d'acqua
nelle foreste senz'acqua
e sentieri
dove è difficile arrivare.

Che diano, con una chiara, calma coscienza,
del cibo, da bere,
dei vestiti, e delle dimore
a coloro che sono diventati
saggi.

Proprio come una nuvola tonante,
strapazzata di lampi,
piovendo sulla terra fertile,
riempie valli e burroni,
allo stesso modo
una persona di fede e di conoscenza,
saggio,
avendo accumulato dei viveri,
soddisfa gli asceti erranti
con cibo e bevande.

Dopo aver offerto un buon pranzo,
'Dona loro!
Dona!' dice.

Ecco
il suo tuono,
come una nuvola di pioggia.

Ecco il suo frutto meritevole, abbondante,
che ricade su colui
che dona."