SN 22.86: Anuradha Sutta – Per Anuradha

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Thanissaro Bhikkhu.
PTS: S iii 116/ CDB i 936
Copyright © 2004 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 2004
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
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Così ho sentito. Una volta il Benedetto soggiornava presso Vesali, nella Grande Foresta, nella Sala a Pinnacolo. In quell’occasione il Ven. Anuradha soggiornava non molto lontano dal Benedetto in una capanna nella foresta.
Allora alcuni asceti erranti si recarono dal Ven. Anuradha ed appena giunti scambiarono con lui cortesi saluti. Dopo questi saluti, si sedettero da parte. Appena seduti dissero al Ven. Anuradha: “Amico Anuradha, il Tathagata – il supremo, il magnifico, l’eccelso – viene descritto con queste quattro caratteristiche: il Tathagata esiste dopo la morte, non esiste dopo a morte, esiste e non esiste dopo la morte, né esiste né non esiste dopo la morte?”
Dette queste parole, il Ven. Anuradha disse agli asceti erranti: “Amici, il Tathagata – il supremo, il magnifico, l’eccelso – viene descritto con queste quattro caratteristiche: il Tathagata esiste dopo la morte, non esiste dopo a morte, esiste e non esiste dopo la morte, né esiste né non esiste dopo la morte.”
Dette queste parole, gli asceti erranti dissero al Ven. Anuradha: “Questo monaco è o un novizio, non ancora esperto, o un monaco anziano stupido ed inesperto.” Così gli asceti erranti, dopo aver accusato il Ven. Anuradha di essere un novizio, o uno stupido monaco anziano, si alzarono dai loro posti ed andarono via.
Non molto tempo dopo, il Ven. Anuradha pensò: “Se dovessi rispondere di nuovo a questi asceti erranti, come dovrei rispondere rispettando gli insegnamenti del Benedetto, senza diffamarlo, in linea con il Dhamma, senza essere criticato?”
Quindi il Ven. Anuradha si recò dal Benedetto ed, ivi giunto, dopo averlo salutato con riverenza, si sedette ad un lato. Appena seduto disse al Benedetto: “Mentre dimoravo in una capanna nella foresta, non molto lontano dal Benedetto, alcuni asceti erranti si sono da me recati ed appena giunti, dopo esserci salutati con rispetto, si sono seduti da parte. Appena seduti mi hanno chiesto: 'Amico Anuradha, il Tathagata – il supremo, il magnifico, l’eccelso – viene descritto con queste quattro caratteristiche: il Tathagata esiste dopo la morte, non esiste dopo a morte, esiste e non esiste dopo la morte, né esiste né non esiste dopo la morte?'
Dette queste parole, ho così risposto:'Amici, il Tathagata – il supremo, il magnifico, l’eccelso – viene descritto con queste quattro caratteristiche: il Tathagata esiste dopo la morte, non esiste dopo a morte, esiste e non esiste dopo la morte, né esiste né non esiste dopo la morte.'
Loro così mi hanno risposto:'Questo monaco è o un novizio, non ancora esperto, o un monaco anziano stupido ed inesperto.' Così dopo avermi accusato di essere un novizio, o uno stupido monaco anziano, si alzarono dai loro posti ed andarono via.”
“Cosa pensi, Anuradha: la forma è permanente o impermanente?”
“Impermanente, Signore.”
“E ciò che è impermanente è piacevole o doloroso?”
“Doloroso, Signore.”
“Ed è retto dire per ciò che è impermanente, doloroso e mutevole:'Questo è mio. Questo è il mio sé. Questo è ciò che sono.'?”
“No, Signore.”
“La sensazione è permanente o impermanente?”......
“Impermanente, Signore.”....
“La percezione è permanente o impermanente?”
“Impermanente, Signore.”.....
“Le formazioni karmiche sono permanenti o impermanenti?”
“Impermanenti, Signore.”....
“La coscienza è permanente o impermanente?”
“Impermanente, Signore.”
“E ciò che è impermanente è piacevole o doloroso?”
“Doloroso, Signore.”
“Ed è retto dire per ciò che è impermanente, doloroso e mutevole:'Questo è mio. Questo è il mio sé. Questo è ciò che sono.'?”
“No, Signore.”
“Cosa pensi, Anuradha: consideri la forma come Tathagatha?”
“No, signore.”
“La sensazione come Tathagata?”
“No, signore.”
“La percezione come Tathagata?”
“No, signore.”
“Le formazioni karmiche come Tathagata?”
“No, signore.”
“La coscienza come Tathagtha?”
“No, signore.”
“Cosa pensi, Anuradha: consideri il Tathagata essere nella forma? ....Oltre la forma? ...Nella sensazione?.... Oltre la sensazione?...Nella percezione?....Oltre la percezione?...Nelle formazioni karmiche?...Oltre le formazioni karmiche?....Nella coscienza?...Oltre la coscienza?”
“No, Signore.”
“Cosa pensi: consideri il Tathagata come forma-sensazione-percezione-formazioni karmiche-coscienza?”
“No, Signore.”
“Cosa pensi, consideri il Tathagata privo di forma, di sensazione, di percezione, di formazioni karmiche, di coscienza?”
“No, Signore.”
“Perciò Anuradha – quando non puoi conoscere, in questa esistenza, il Tathagata come realmente è – è retto fare queste affermazioni:'Amici, il Tathagata – il supremo, il magnifico, l’eccelso – viene descritto con queste quattro caratteristiche: il Tathagata esiste dopo la morte, non esiste dopo a morte, esiste e non esiste dopo la morte, né esiste né non esiste dopo la morte?'
“No, Signore.”
“Molto bene, Anuradha. Molto bene. Sia oggi che in passato, ho soltanto descritto la sofferenza e la cessazione della sofferenza.”