SAMYUTTA NIKAYA 2.26
Rohitassa Sutta - A Rohitassa
Traduzione in Inglese dalla versione Pâli
di
Thanissaro Bhikkhu
PTS: S i 61 / CDB i 157
Copyright © 1997 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 1997
fonte: www.accesstoinsight.org
Tradotto in italiano da Enzo Alfano
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne
che a fini di lucro
Una volta il Benedetto soggiornava presso Savatthi, nel Boschetto di Jeta,
al monastero di Anathapindika. Allora Rohitassa, il figlio di un deva, in
piena notte, illuminando completamente il Boschetto di Jeta, si avvicinò
al Benedetto. Dopo averlo riverito, sostò da parte. Poi chiese al Benedetto:
"E' possibile, signore, viaggiando, conoscere, vedere o raggiungere la
fine del cosmo dove non si nasce, non si invecchia, non si muore o non si
rinasce?"
"Ti dico, amico, che non è possibile viaggiando, conoscere, vedere
o raggiungere la fine del cosmo dove non si nasce, non si invecchia, non si
muore o non si rinasce."
"E' meraviglioso, signore, e straordinario, come ha ben parlato il Benedetto:
'Ti dico, amico, che non è possibile viaggiando, conoscere, vedere
o raggiungere la fine del cosmo dove non si nasce, non si invecchia, non si
muore o non si rinasce.'
Una volta ero un profeta di nome Rohitassa, discepolo di Bhoja, con il potere
di camminare in aria. La mia velocità era come la freccia di un arciere
— esperto, abile, allenato — scagliata attraverso l'ombra di una
palma. Il mio passo si allungava dal mare orientale a quello occidentale.
Così, dotato di tale velocità, di tale falcata, mi venne un
desiderio: 'Viaggerò fino alla fine del cosmo.' Così —
per la durata di cento anni — ho viaggiato — senza mangiare, bere,
masticare o gustare, urinare o defecare, dormire, senza alcuna fatica —
ma mi spensi senza raggiungere la fine del cosmo. Perciò è'
meraviglioso e straordinario, come ha ben parlato il Benedetto: 'Ti dico,
amico, che non è possibile viaggiando, conoscere, vedere o raggiungere
la fine del cosmo dove non si nasce, non si invecchia, non si muore o non
si rinasce.'
[Dopo queste parole, il Benedetto rispose:] "Ti dico, amico, che non
è possibile viaggiando, conoscere, vedere o raggiungere la fine del
cosmo dove non si nasce, non si invecchia, non si muore o non si rinasce.
Allo stesso tempo, ti dico che non c'è fine del dolore e della sofferenza
senza raggiungere la fine del cosmo. In questo corpo lungo un braccio, fatto
di percezioni e di mente, vi è il cosmo, l'origine del cosmo, la cessazione
del cosmo, e il sentiero di pratica che conduce alla cassazione del cosmo."
Viaggiando non si raggiunge,
la fine del cosmo —
d'altronde.
E senza raggiungere
la fine del cosmo
ci si può liberare
dalla sofferenza e dal dolore.
Perciò il saggio,
conoscitore del cosmo,
conoscitore della fine del cosmo,
dopo aver intrapreso la vita santa,
sereno,
conoscendo la fine del cosmo,
non desidera questo cosmo
né un altro.