SAMYUTTA NIKAYA 17.8
Sigala Sutta
Lo sciacallo
Traduzione in Inglese dalla versione Pâli
di
Thanissaro Bhikkhu
PTS: S ii 230/ CDB i 685
Copyright © 1998 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 1998
fonte: www.accesstoinsight.org
Tradotto in italiano da Enzo Alfano
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne
che a fini di lucro
A Savatthi. "Monaci, i guadagni, le offerte, e la fama sono cose crudeli,
un duro ed amaro ostacolo alla realizzazione della liberazione.
Avete sentito urlare lo sciacallo, alle ultime ore della notte"?
"Sì, signore."
"Questo sciacallo soffre di scabbia. Non trova nessun piacere ad andare
presso una scogliera, ai piedi di un albero o all'aria aperta. Dovunque va,
dovunque dimora, dovunque si siede, dovunque si distende, è immerso
nella miseria.
"Allo stesso modo quando un monaco è conquistato dai guadagni,
dalle offerte e dalla fama, la sua mente si consuma. Non trova nessun piacere
nel recarsi in un eremo, ai piedi di un albero o all'aria aperta. Dovunque
va, dovunque dimora, dovunque si siede, dovunque si distende, è immerso
nella miseria. Perciò i guadagni, le offerte, sono un duro ed amaro
ostacolo alla realizzazione della liberazione.
"Occorre dunque che vi esercitiate così: 'Metteremo da parte ogni
guadagno, offerta e fama che nasceranno; e non lasceremo nessun guadagno,
offerta e fama consumare le nostre menti.' Così dovete esercitarvi."