SN 16.10: Upassaya Sutta – Gli alloggi delle monache

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Bodhi, © The Connected Discourses of the Buddha (Wisdom Publications, 2000).
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro.

Così ho sentito. Un tempo il Venerabile Mahakassapa dimorava presso Savatthi nel Boschetto di Jeta, nel parco di Anathapiṇḍika. Quindi, di mattina presto, il Venerabile Ananda, dopo essersi vestito e aver preso mantello e scodella, si recò dal Venerabile Mahakassapa e disse: “Vieni, Venerabile Kassapa, andiamo agli alloggi delle monache.”

“Vai tu, amico Ananda, ho molte cose da fare.”

Una seconda volta il Venerabile Ananda disse al Venerabile Mahakassapa: “Vieni, Venerabile Kassapa, andiamo agli alloggi delle monache.”
“Vai tu, amico Ananda, ho molte cose da fare.”

Una terza volta il Venerabile Ananda disse al Venerabile Mahakassapa: “Vieni, Venerabile Kassapa, andiamo negli alloggi delle monache.”

Quindi, di mattina presto, il Venerabile Mahakassapa, dopo essersi vestito e aver preso mantello e scodella si recò agli alloggi delle monache con il Venerabile Ananda come compagno.

Appena arrivati si sedettero ai posti preparati. Poi alcune monache si recarono dal Venerabile Mahakassapa, lo salutarono con rispetto, e si sedettero a lato. Appena sedute, il Venerabile Mahakassapa  istruì, esortò,  ispirò e  rallegrò quelle monache con un discorso sul Dhamma, dopo si alzò dal suo posto e se ne andò.

Allora la monaca Thullatissa, dispiaciuta, così mostrò il suo dispiacere: “Come può il Maestro Mahakassapa pensare di esporre il Dhamma in presenza del Maestro Ananda, il saggio di Videha? Per il Maestro Mahakassapa pensare di esporre il Dhamma in presenza del Maestro Ananda, il saggio di Videha – è come se un venditore ambulante pensasse di vendere un ago a un fabbricante di aghi!”

Il Venerabile Mahakassapa udì le parole della monaca Thullatissa e disse al Venerabile Ananda: “Com’è, amico Ananda, io sono il fabbricante di aghi e tu il venditore o sono io il venditore e tu il fabbricante di aghi?”
“Sii paziente, Venerabile Kassapa, le donne sono sciocche.”

“Aspetta, amico Ananda! Non dare modo al Sangha di indagare ulteriormente. Cosa pensi, amico Ananda, eri tu che il Beato presentò al Sangha, dicendo: ‘Quando voglio, distaccato da desideri sensuali, distaccato da idee nocive,  entro e dimoro nel primo jhana, nato dal distacco, accompagnato dall’idea razionale e dal pensiero discorsivo. Anche Ananda, quando vuole, distaccato da desideri sensuali, distaccato da idee nocive, entra e dimora nel primo jhana.?’”
“No, venerabile signore.”

“Io, amico, sono stato l’unico da essere presentato dal Beato al Sangha con queste parole: “Monaci, quando voglio, distaccato da desideri sensuali, distaccato da idee nocive, entro e dimoro nel primo jhana, …. anche Kassapa, quando vuole, distaccato da desideri sensuali, distaccato da idee nocive, entra e dimora nel primo jhana.
(La stessa formula viene ripetuta per i successivi assorbimenti mentali, come in SN 16.9.)

Io, amico, sono stato l’unico da essere presentato dal Beato al Sangha con queste parole: ‘Monaci, con la distruzione degli influssi impuri, io entro e dimoro in questa stessa vita nella pura liberazione della mente, attraverso la saggezza, avendola realizzata tramite la conoscenza diretta. Anche Kassapa, con la distruzione degli influssi impuri, entra e dimora in questa stessa vita nella pura liberazione della mente, attraverso la saggezza, avendola realizzata tramite la conoscenza diretta.’

Amico, chi crede che un possente elefante alto sette o sette cubiti e mezzo possa nascondersi dietro una foglia di palma allora può anche credere che le mie sei conoscenze si possono nascondere.”

Intanto la monaca Thullatissa abbandonò la vita santa.