SN 15.5: Pabbata Sutta – Una montagna

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Sujato.
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro.

A Savatthi. Un monaco si recò dal Beato e, dopo averlo riverito, si sedette a un lato e chiese: “Signore, quanto è lungo un eone?”

“Monaco, è lungo un eone. E’ difficile calcolare quanti anni, quante centinaia di anni o migliaia o centinaia di migliaia di anni dura un eone.”

“Ma, signore, è possibile fare una similitudine?”

“Certamente.” – disse il Buddha. “Supponiamo che ci fosse un’enorme montagna rocciosa larga, lunga e alta una lega, senza crepe o fessure, una massa ben solida. E un uomo ogni secolo la toccasse con una delicata stoffa di Kasi. In questo modo l’enorme montagna si consumerebbe prima della durata di un eone. Così è lungo un eone.  E noi trasmigriamo attraverso moltissimi eoni, molte centinaia, molte migliaia, molte centinaia di migliaia di anni. Perché? Da un inconoscibile inizio deriva la trasmigrazione. Il punto di inizio non è evidente, sebbene degli esseri impediti dall’ignoranza ed incatenati per la brama trasmigrano e continuano ad errare. Voi avete per molto tempo sperimentato il dolore, la sofferenza, riempito cimiteri – abbastanza per disingannarvi da ogni realtà composta, abbastanza per eliminare ogni attaccamento e desiderio, abbastanza per liberarvi da ogni condizione.”