SN 12.70: Susima Sutta - Susima

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Thanissaro Bhikkhu.
PTS: S ii 94/ CDB i 595
Copyright © 2005 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 2000
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro.

 Così ho sentito. Un tempo il Beato soggiornava presso Rajagaha nel Boschetto di Bambù, al Santuario degli scoiattoli. Ora in quella occasione il Beato era adorato, riverito, onorato, venerato e omaggiato con vesti, cibo, dimore e medicine. La comunità dei monaci era anch’essa adorata, riverita, onorata, venerata e omaggiata con vesti, cibo, dimore e medicine. Invece gli asceti erranti di alcune sette non erano adorati, riveriti, onorati, venerati e omaggiati con vesti, cibo, dimore e medicine.

Ora in quel tempo l’asceta errante Susima viveva a Rajagaha con una grande comunità di asceti erranti. Così gli asceti erranti seguaci di Susima gli dissero: “Su, amico Susima. Va a vivere la vita santa presso l’asceta Gotama. Una volta compreso pienamente il Dhamma, ce lo esponi; una volta che anche noi l’abbiamo pienamente compreso, lo insegneremo ai capifamiglia, così anche noi saremo adorati, riveriti, onorati, venerati e omaggiati con vesti, cibo, dimore e medicine.

Dopo aver risposto ai suoi seguaci: “Come volete, amici.”, l’asceta errante Susima si recò dal Ven. Ananda e, appena giunto, scambiò dei cortesi saluti con lui. Dopo aver scambiato dei cortesi saluti, sedette a lato. Appena seduto disse al Ven. Ananda: “Amico Ananda, vorrei vivere la vita santa seguendo questo Dhamma e  questa Disciplina.”

Allora il Ven. Ananda condusse Susima l’asceta errante dal Beato e, appena giunto, dopo aver salutato il Beato con rispetto, sedette a lato. Appena seduto disse al Beato: “Signore, questo asceta errante Susima, così mi ha detto: “Amico Ananda, vorrei vivere la vita santa seguendo questo Dhamma e  questa Disciplina.”

“Allora, in questo caso, Ananda, fai praticare il sentiero dell’ascetismo.” Così Susima l’asceta errante iniziò a seguire il sentiero dell’ascetismo in presenza del Beato, e prese il Noviziato (nella comunità dei monaci).

Ora in quel tempo parecchi monaci avevano manifestato la suprema conoscenza dinanzi al Beato: “Comprendiamo che “La nascita è distrutta, la vita santa vissuta, lo scopo raggiunto. Non rimane altro da compiere in questo mondo."

Il Ven. Susima udì: “Sembra che parecchi monaci abbiano manifestato la suprema conoscenza dinanzi al Beato: “Comprendiamo che “La nascita è distrutta, la vita santa vissuta, lo scopo raggiunto. Non rimane altro da compiere in questo mondo." Quindi il Ven. Susima si recò da quei monaci e, appena giunto, scambiò con loro dei cortesi saluti. Dopo questo scambio dei cortesi saluti, si sedette a lato. Appena seduto, disse: “E’ vero ciò che si dice che avete manifestato la  suprema conoscenza dinanzi al Beato: “Comprendiamo che “La nascita è distrutta, la vita santa vissuta, lo scopo raggiunto. Non rimane altro da compiere in questo mondo."?

“Sì, amico.”

“Allora, con questa conoscenza, con questa visione, esercitate i molteplici poteri ultramondani? Essendo uno divenite molti; essendo molti divenite uno? Apparite? Scomparite? Passate senza ostacoli attraverso i muri, i bastioni, le montagne come attraverso lo spazio? Vi immergete nella terra come se fosse acqua? Camminate sull’acqua senza annegare come se fosse terra? Sedendo a gambe incrociate volate nell’aria come un uccello? Con la vostra mano toccate e sfiorate il sole e la luna, così potenti e possenti? Influenzate con il vostro corpo persino i mondi di Brahma?”

“No, amico.”

“Allora, con questa conoscenza, con questa visione,  sentite – attraverso l’orecchio divino puro e sovrumano – ogni tipo di suono: divino e umano, vicino e lontano?

“No, amico.”

“Allora, con questa conoscenza, con questa visione, conoscete la consapevolezza di altri esseri, di altri individui attraverso la vostra consapevolezza? Conoscete una mente colma di brama come una mente colma di brama, e una mente priva di brama come una mente priva di brama; una mente colma di avversione come una mente colma di avversione, e una mente senza avversione come una mente senza avversione; una mente colma di ignoranza come una mente colma di ignoranza, e una mente senza ignoranza come una mente senza ignoranza; una mente limitata come una mente limitata, e una mente confusa come una mente confusa; una mente estesa come una mente estesa, e una mente non estesa come una mente non estesa; una mente eccelsa come una mente eccelsa, e una mente mediocre come una mente mediocre; una mente concentrata come una mente concentrata, e una mente non concentrata come una mente non concentrata; una mente liberata come una mente liberata, e una mente non liberata come una mente non liberata?

“No, amico.”

“Allora, con questa conoscenza, con questa visione, ricordate le vostre molteplici vite passate, come una nascita, due nascite, tre nascite, quattro, cinque, dieci, venti, trenta, quaranta, cinquanta, cento, mille, centomila nascite, molti eoni di contrazione cosmica, molti eoni di espansione cosmica, molti eoni di contrazione ed espansione cosmica, [ricordando]: “in quell’epoca avevo tale nome, appartenevo a tale famiglia, avevo tale aspetto. Così era il mio cibo, così la mia esperienza di piacere e dolore, così fu la mia morte. Trasmigrando da quella condizione, in quel luogo sono rinato. In quel luogo avevo tale nome, appartenevo a tale famiglia, avevo tale aspetto. Così era il mio cibo, così la mia esperienza di  piacere e dolore, così fu la mia morte. Trasmigrando da quella condizione, in quel luogo sono rinato.”?

“No, amico.”

“Allora, con questa conoscenza, con questa visione, vedete – tramite l’occhio divino, puro e sovrumano – la trasmigrazione e la rinascita degli esseri, e sapete se sono inferiori o superiori, belli o brutti, fortunati o sfortunati in base al loro kamma: “Tali esseri –  dotati di una cattiva condotta fisica, verbale e mentale, che oltraggiavano i nobili, avevano false visioni e agivano sotto l’influenza delle false visioni – con la dissoluzione del corpo, dopo la morte, sono rinati in cattive destinazioni, in mondi inferiori, negli inferi. Ma gli esseri – dotati di una buona condotta fisica, verbale e mentale, che non oltraggiavano i nobili, avevano rette visioni e agivano sotto l’influenza delle rette visioni – con la dissoluzione del corpo, dopo la morte, sono rinati in buone destinazioni, nei mondi celesti.”?”

“No, amico.”

“Allora, con questa conoscenza, con questa visione, sperimentate con il vostro corpo le pacifiche liberazioni, gli stati immateriali oltre la materia [i jhana senza forma]?”

“No, amico.”

“Allora, amici, non fate quell’affermazione senza aver raggiunto nessuno di questi Dhamma?”

“Abbiamo raggiunto la liberazione con la conoscenza, amico Susima.”

“Non capisco il vero significato della vostra breve affermazione. Sarebbe bene se parlaste in modo che io possa comprendere il vero significato.”

“Comprendi o non comprendi, amico Susima, noi abbiamo raggiunto la liberazione con la conoscenza.”

Quindi il Ven. Susima si alzò per recarsi dal Beato. Appena giunto, dopo aver salutato con rispetto il  Beato, si sedette a lato. Appena seduto, riferì al Beato l’intera conversazione avuta con quei monaci.

[Il Beato disse:] “Susima, prima vi è la conoscenza del Dhamma [la genesi interdipendente], dopo vi è la conoscenza del Nibbana.”

“Non capisco il vero significato della breve affermazione del Beato. Sarebbe bene se il Beato parlasse in modo che io possa comprendere il vero significato.”

“Comprendi o non comprendi, Susima, prima vi è la conoscenza del Dhamma e dopo vi è la conoscenza del Nibbana.
Cosa pensi,Susima: la materia (ogni fenomeno fisico) è permanente o impermanente?” - “Impermanente, signore.” - “E ciò che è impermanente è piacevole o doloroso?” - “Doloroso, signore.” - “Ed è giusto considerare ciò che è impermanente, doloroso e soggetto al cambiamento, come “Questo è mio. Questo è il mio sé. Questo sono io”?”

“No, signore.”

"... la sensazione è permanente o impermanente?" — "Impermanente, signore."...

"... la percezione è permanente o impermanente?" — "Impermanente, signore."...

"... le formazioni mentali sono permanenti o impermanenti " — "Impermanenti, signore."...

“Cosa pensi, Susima: la coscienza è permanente o impermanente?” - “Impermanente, signore.” - “E ciò che è impermanente è piacevole o doloroso?” -
“Doloroso, signore.” - “Ed è giusto considerare ciò che è impermanente, doloroso e soggetto al cambiamento, come “Questo è mio. Questo è il mio sé. Questo sono io”?”

"No, signore."

“Quindi, Susima, qualsiasi forma passata, futura o presente; interna o esterna; grossolana o sottile; comune o sublime; vicina o lontana; ogni forma deve essere vista come è in realtà con retta conoscenza, come: “Questo non è mio. Questo non è il mio sé. Questo non è ciò che sono.

Ogni sensazione...

Ogni percezione...

Ogni formazione mentale...

Ogni coscienza passata, futura o presente; interna o esterna; grossolana o sottile; comune o sublime; vicina o lontana; ogni coscienza deve essere vista come è in realtà con retta conoscenza, come: “Questo non è mio. Questo non è il mio sé. Questo non è ciò che sono.”

Così vedendo, il discepolo ben istruito dai nobili cresce distaccato dalla forma, distaccato dalla sensazione, distaccato dalla percezione, distaccato dalle formazioni mentali, distaccato dalla coscienza. Così distaccato, egli annulla il desiderio. Attraverso l’annullamento del desiderio, egli è completamente liberato. Con la piena liberazione sorge la conoscenza, “Totalmente liberato”. Egli comprende che: “La nascita è distrutta, la vita santa vissuta, lo scopo raggiunto. Non rimane altro da compiere in questo mondo.”
Susima, comprendi che dalla nascita come condizione derivano vecchiaia e morte?”

"Sì, signore."

Susima, comprendi che dal divenire come condizione deriva la nascita?”

“Sì, signore.”

“Comprendi che dall’attaccamento come condizione deriva il divenire?”

“Sì, signore.”

“Comprendi che dalla brama come condizione deriva l’attaccamento?”

“Sì, signore.”

“Comprendi che dalla sensazione come condizione deriva la brama?”

“Sì, signore.”

“Comprendi che dal contatto come condizione deriva la sensazione?

“Sì, signore.”

“Comprendi che dai sei sensi come condizione deriva il contatto?”

“Sì, signore.”

“Comprendi che dal nome-e-forma come condizione derivano i sei sensi?”

“Sì, signore.”

“Comprendi che dalla coscienza come condizione deriva il nome-e-forma?”

“Sì, signore.”

“Comprendi che dalle formazioni mentali come condizione deriva la coscienza?”

“Sì, signore.”

“Comprendi che dall’ignoranza come condizione derivano le formazioni mentali?”

“Sì, signore.”

“Ora, Susima, comprendi che dalla cessazione della nascita deriva la cessazione di vecchiaia e morte?”

“Sì, signore.”

“Comprendi che dalla cessazione del divenire deriva la cessazione della nascita?”

“Sì, signore.”

“Comprendi che dalla cessazione dell’attaccamento deriva la cessazione del divenire?”

“Sì, signore.”

“Compendi che dalla cessazione della brama deriva la cessazione dell’attaccamento?”

“Sì, signore.”

“Comprendi che dalla cessazione della sensazione deriva la cessazione della brama?”

“Sì, signore.”

“Comprendi che dalla cessazione del contatto deriva la cessazione della sensazione?”

“Sì, signore.”

“Comprendi che dalla cessazione dei sei sensi deriva la cessazione del contatto?”

“Sì, signore.”

“Comprendi che dalla cessazione di nome-e-forma deriva la cessazione dei sei sensi?”

“Sì, signore.”

“Comprendi che dalla cessazione della coscienza deriva la cessazione di nome-e-forma?”

“Sì, signore.”

“Comprendi che dalla cessazione delle formazioni mentali deriva la cessazione della coscienza?”

“Sì, signore.”

“Comprendi che dalla cessazione dell’ignoranza deriva la cessazione delle formazioni mentali?”

“Sì, signore.”

“Allora, con questa conoscenza, con questa visione, eserciti i molteplici poteri ultramondani? Essendo uno diventi molti; essendo molti diventi uno? Appari? Scompari? Riesci a passare senza ostacoli attraverso i muri, i bastioni, le montagne come attraverso lo spazio? Ti immergi nella terra come se fosse acqua? Cammini sull’acqua senza annegare come se fosse terra? Sedendo a gambe incrociate voli nell’aria come un uccello? Con la tua mano tocchi e sfiori il sole e la luna, così potenti e possenti? Influenzi con il tuo corpo persino i mondi di Brahma?”

“No, signore.”

“Allora, con questa conoscenza, con questa visione, senti – attraverso l’orecchio divino puro e sovrumano – ogni tipo di suono: divino e umano, sia
vicino sia lontano?

“No, signore.”

“Allora, con questa conoscenza, con questa visione, conosci la consapevolezza di altri esseri, di altri individui attraverso la tua consapevolezza? Conosci una mente colma di brama come una mente colma di brama, e una mente priva di brama come una mente priva di brama; una mente colma di avversione come una mente colma di avversione, e una mente senza avversione come una mente senza avversione; una mente colma di ignoranza come una mente colma di ignoranza, e una mente senza ignoranza come una mente senza ignoranza; una mente limitata come una mente limitata, e una mente confusa come una mente confusa; una mente estesa come una mente estesa, e una mente non estesa come una mente non estesa; una mente eccelsa come una mente eccelsa, e una mente mediocre come una mente mediocre; una mente concentrata come una mente concentrata, e una mente non concentrata come una mente non concentrata; una mente liberata come una mente liberata, e una mente non liberata come una mente non liberata?

“No, signore.”

“Allora, con questa conoscenza, con questa visione, ricordi le tue molteplici vite passate, come una nascita, due nascite, tre nascite, quattro, cinque, dieci, venti, trenta, quaranta, cinquanta, cento, mille, centomila nascite, molti eoni di contrazione cosmica, molti eoni di espansione cosmica, molti eoni di contrazione ed espansione cosmica, [ricordando]: “in quell’epoca avevo tale nome, appartenevo a tale famiglia, avevo tale aspetto. Così era il mio cibo, così la mia esperienza di   piacere e dolore, così fu la mia morte. Trasmigrando da quella condizione, in quel luogo sono rinato. In quel luogo avevo tale nome, appartenevo a tale famiglia, avevo tale aspetto. Così era il mio cibo, così la mia esperienza di  piacere e dolore, così fu la mia morte. Trasmigrando da quella condizione, in quel luogo sono rinato.”?

“No, signore.”

“Allora, con questa conoscenza, con questa visione, vedi – tramite l’occhio divino, puro e sovrumano – la trasmigrazione e la rinascita degli esseri, e sai se sono inferiori o superiori, belli o brutti, fortunati o sfortunati in base al loro kamma: “Tali esseri –  dotati di una cattiva condotta fisica, verbale e mentale, che oltraggiavano i nobili, avevano false visioni e agivano sotto l’influenza delle false visioni – con la dissoluzione del corpo, dopo la morte, sono rinati in cattive destinazioni, in mondi inferiori, negli inferi. Ma gli esseri – dotati di una buona condotta fisica, verbale e mentale, che non oltraggiavano i nobili, avevano rette visioni e agivano sotto l’influenza delle rette visioni – con la dissoluzione del corpo, dopo la morte, sono rinati in buone destinazioni, nei mondi celesti.”?”

“No, signore.”

“Allora, con questa conoscenza, con questa visione, sperimenti con il tuo corpo le pacifiche liberazioni, gli stati immateriali oltre la materia [i jhana senza forma]?”

“No, signore.”

“Allora, Susima, non fai quell’affermazione senza aver raggiunto nessuno di questi Dhamma?”

“Allora, prostrandosi ai piedi del Beato, il Ven. Susima gli disse: “Signore, ho sbagliato come uno stolto, come uno sciocco, come un novellino e come un ladro del Dhamma in questa Disciplina e in questo Dhamma ben esposto! Possa il Beato accettare questa confessione della mia colpa in quanto tale, così da potermi limitare nel futuro. "

“Sì, Susima, hai sbagliato come uno stolto, come uno sciocco, come un novellino e come un ladro del Dhamma in questa Disciplina e in questo Dhamma ben esposto. Supponiamo, Susima, che un ladro, un malfattore, essendo stato catturato, fosse condotto dinanzi a un re: "Maestà, costui è un ladro, un malfattore. Decreta quale punizione desideri per lui. " E il re dicesse: "Andate e ... dopo averlo legato con una robusta fune con le braccia dietro la schiena, dopo avergli rasato il capo, fatelo marciare al suono di un tamburo di strada in strada, di piazza in piazza; poi, conducetelo alle porte della città e lì tagliategli la testa ». Allora gli uomini del re, dopo aver legato l'uomo con una robusta fune con le braccia dietro la schiena, dopo avergli rasato il capo, lo fanno marciare al suono di un tamburo di strada in strada, di piazza in piazza; poi, dopo averlo condotto alle porte della città, gli tagliano la testa. Cosa ne pensi, Susima? Quell'uomo non proverebbe dolore e angoscia?"

"Sì, signore."

“Quell’uomo proverebbe, Susima, molto dolore e sofferenza per aver intrapreso l’ascetismo come un ladro del Dhamma in questa Disciplina e in questo Dhamma ben esposto e ancora più dolore e sofferenza nei suoi effetti, tanto da condurlo anche nei regni infernali. Ma siccome tu comprendi la tua colpa, più dolorosa nel suo effetto e ne fai ammenda secondo il Dhamma, noi accettiamo la tua confessione. Pertanto, Susima, ciò è causa di crescita nel Dhamma e nella Disciplina dei nobili quando, comprendendo la propria colpa, si fa ammenda secondo il Dhamma e si esercita per evitare colpe future.”