SN 12.18: Timbaruka - Timbaruka

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Bodhi.
The Connected Discourses of the Buddha: A New Translation of the Samyutta Nikaya. VoI 1., by 2000: Wisdom Publications.
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
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A Savatthi. L’asceta errante Timbaruka si avvicinò al Beato e lo salutò con rispetto. Dopo i saluti e un cordiale colloquio, egli sedette a lato e chiese:

“Maestro Gotama, il piacere e il dolore sono generati da noi stessi?”
“No, Kassapa.”

“Allora sono generati dagli altri?”
“No, Kassapa.”

“Allora sono generati sia dagli altri sia da noi stessi?”
“No, Kassapa.”

“Allora se non sono generati né da noi stessi né da altri nascono spontaneamente?”
“No, Kassapa.”

“Allora il piacere e il dolore non esistono?”
“Non è così, Kassapa, non è vero che il piacere e il dolore non esistono. Il piacere e il dolore esistono.”

“Allora il Maestro Gotama non conosce il piacere e il dolore, o non li vede?”
“Kassapa , non è che io non conosca o non veda il piacere e il dolore. Conosco il piacere e il dolore. Vedo il piacere e il dolore.”

“Però quando ho chiesto: “Maestro Gotama, il piacere e il dolore sono generati da noi stessi?” mi ha risposto:“No, Kassapa.”. Poi quando ho chiesto: “Allora sono generati dagli altri?” mi ha risposto: “No, Kassapa.” Poi quando ho chiesto: “Allora sono generati sia dagli altri sia da noi stessi?” mi ha risposto: “No, Kassapa.”. Poi quando ho chiesto: “Allora se non sono generati né da noi stessi né dagli altri nascono spontaneamente?” mi ha risposto: “No, Kassapa.” Allora spiegami il piacere e il dolore, signore Benedetto. Insegnami cosa sono il piacere e il dolore, signore Benedetto!”

“Timbaruka, se si crede: “La sensazione e chi prova una sensazione sono la stessa cosa.”, allora si afferma che: “Il piacere e il dolore sono generate da se stessi.” Io non dico questo. Invece, Timbaruka, se si crede: “La sensazione è una cosa, chi prova una sensazione è un altro”, allora si afferma che: “Il piacere e il dolore sono generati dagli altri.” Ma io non dico questo. Evitando questi estremi il Tathagata insegna la via di mezzo del Dhamma: “Dall’ignoranza come condizione derivano le formazioni mentali; dalle formazioni mentali come condizione deriva la coscienza … Tale è l’origine di questa intera massa di sofferenza.

Ora dalla totale cessazione dell’ignoranza stessa deriva la cessazione delle formazioni mentali; dalla cessazione delle formazioni mentali deriva la cessazione della coscienza … Così avviene la cessazione di tutta questa massa di sofferenza .”