SN 12.13: Samanabrahmana Sutta – Asceti e Bramani (1)

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Bodhi da “The Connected Discourses of the Buddha, A new translation of the Samyutta Nikaya, vol. I, 2000 Wisdom Publications, ppg. 542-543.
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro.

A Savatti. “Monaci, quegli asceti o bramani che non comprendono vecchiaia e morte, la loro origine, la loro cessazione e il sentiero che conduce alla loro cessazione; che non comprendono la nascita … l’esistenza … l’attaccamento … la brama … la sensazione … il contatto … le sei sedi dei sensi … il nome e forma … la coscienza … le formazioni mentali, la loro origine, la loro cessazione e il sentiero che conduce alla loro cessazione; costoro non li considero né asceti fra gli asceti né bramani fra i bramani, siccome questi venerabili non hanno raggiunto da soli la diretta conoscenza durante questa vita non dimorano né nella meta dell’ascetismo né nella meta del brahmanesimo.

Ma, monaci, quegli asceti o bramani che comprendono vecchiaia e morte, la loro origine, la loro cessazione e il sentiero che conduce alla loro cessazione; che comprendono la nascita … l’esistenza … l’attaccamento … la brama … la sensazione … il contatto … le sei sedi dei sensi … il nome e forma … la coscienza … le formazioni mentali, la loro origine, la loro cessazione e il sentiero che conduce alla loro cessazione; costoro li considero asceti fra gli asceti o bramani fra i bramani, e questi venerabili che hanno raggiunto da soli la diretta conoscenza durante questa vita dimorano nella meta dell’ascetismo o nella meta del brahmanesimo.