SAMYUTTA NIKAYA 11.5
Subhasita-jaya Sutta
La vittoria attraverso una bella frase
Traduzione in Inglese dalla versione Pâli
di
Thanissaro Bhikkhu
PTS: S i 222/ CDB i 323
Copyright © 1999 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 1999
fonte: www.accesstoinsight.org
Tradotto in italiano da Enzo Alfano
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne
che a fini di lucro
Una volta il Benedetto soggiornava presso Savatthi al Boschetto
di Jeta, al convento di Anathapindika. Là lui si rivolse i monaci,
"Monaci! "
"Sì, signore", i monaci risposero.
Il Benedetto disse: "Una volta i deva e gli asura erano pronti per una
battaglia. Poi Vepacitti il re degli asura disse a Sakka il re dei deva: 'Ci
sia vittoria attraverso una bella frase.'
"'Sì, Vepacitti, ci sia vittoria attraverso ciò che è
parlato bene.'
"Quindi i deva e gli asura nominarono dei giudici, [pensando,] 'Costoro
decideranno per noi ciò le varie frasi.'
"Poi Vepacitti il re degli asura disse a Sakka il re dei deva, 'Declama
dei versi, re dei deva! '
"Allora, Sakka, il re dei deva, disse a Vepacitti, il re degli asura:
'Voi siete la divinità più anziana, Vepacitti. Declamate voi
dei versi.'
"Allora, Vepacitti recitò a memoria questi versi:
'Gli stolti sarebbero sempre insolenti
se non venissero frenati.
Perciò un illuminato
dovrebbe frenare lo sciocco
con un bastone pesante.'
"Quando Vepacitti ebbe recitato questi versi, gli asura applaudirono,
ma i deva rimasero silenziosi. Quindi Vepacitti disse a Sakka, 'Declamate
dei versi, re dei deva! '
"Allora, Sakka recitò a memoria questi versi:
'Questo, io penso,
solo così si può frenare uno stolto:
Quando, essendo provocati,
si rimane calmi.'
"Quando Sakka ebbe recitato questi versi, i deva applaudirono, ma gli
asura rimasero silenziosi. Quindi Sakka disse a Vepacitti, 'Declamate dei
versi, Vepacitti! '
"Allora, Vepacitti recitò a memoria questi versi:
'Vasava, io vedo una colpa
in questa troppa indulgenza:
quando lo stolto pensa,
"Lui si astiene
per paura di me",
lo stolto diviene più spavaldo -
come una vacca imbizzarita.'
"Quando Vepacitti ebbe recitato questi versi, gli asura applaudirono,
ma i deva rimasero silenziosi. Quindi Vepacitti disse a Sakka, 'Declamate
dei versi, re dei deva! '
"Allora, Sakka recitò a memoria questi versi:
'Non importa
se pensa,
"Lui si astiene
per paura di me."
Colui che si controlla
è migliore.
Nulla meglio
della pazienza
non si trova.
Chiunque, quando è forte,
si astiene
con uno che è debole:
costui è il sommo paziente.
Sempre si devono difendere i deboli.
Ciò che chiamano forza
non è forza affatto:
chiunque abbia forza
è la forza di uno stolto.
Non c'è rimprovero
per colui che è forte,
che protegge ed è protetto dal Dhamma.
Si fa peggio
quando ci si infervora
con qualcuno che è adirato.
Chi non si infervora
con qualcuno che è adirato
vince una battaglia
difficile da vincere.
Vivi per il bene di tutti
- il tuo e quello dell'altro -
quando, conoscendo le provocazioni dell'altro,
rimani calmo.
Quando ti prendi cura di tutti
- di te stesso e degli altri -
se pensano che sei uno stolto
non conoscono il Dhamma.'
"Quando Sakka ebbe recitato questi versi, i deva applaudirono, ma gli
asura rimasero silenziosi. Poi i deva e gli asura udirono le parole dei giudici:
'I versi detti da Vepacitti, il re degli asura, si trovano nella sfera delle
armi e delle spade- per questo motivo vi sono dispute e conflitti. Mentre
i versi detti da Sakka, il re dei deva, non si trovano nella sfera delle armi
e delle spade - per questo motivo non vi sono dispute e conflitti. La vittoria
spetta a Sakka, il re dei deva. '
"Monaci, ecco come la vittoria attraverso una bella frase andò
a Sakka il re dei deva. "