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SN 3.17: Appamada Sutta – La presenza mentale

A Savatthi. Appena seduto ad un lato, il Re Pasenadi del Kosala disse al Benedetto: “C’è, signore, qualche qualità che dia benefici – in questa vita e nelle vite a venire? ”

C’è una qualità, grande re che dà benefici sicuri – in questa vita e nelle vite a venire.”

“Ma qual è, signore? ”

“La presenza mentale, grande re. Nel momento in cui le impronte di tutti gli esseri viventi possono essere incluse nell’impronta dell’elefante, e l’impronta dell’elefante è dichiarata per essere suprema fra di loro a causa della sua grande taglia; allo stesso modo, la presenza mentale è la qualità che dà benefici sicuri – in questa vita e nelle vite future.”

Così disse il Benedetto. Poi aggiunse:

Per uno che desidera
vita lunga, salute
bellezza, paradiso e nascita nobile,
– delizie prodighe, uno dopo l’altra –
la presenza mentale è l’encomio del saggio
nel compiere atti meritori.

Con la piena presenza mentale, il saggio,
realizza ogni beneficio:
benefici in questa vita,
e benefici nelle vite future.

Così attraverso il suo beneficio,
è chiamato illuminato, saggio.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Thanissaro Bhikkhu. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.