Skip to content

SN 18.11: Cakkhu Sutta – L’occhio, ecc.

(Il Buddha insegna a Rahula le tre caratteristiche degli organi interni dei sensi.)

Così ho sentito. Un tempo il Buddha soggiornava presso Savatthi. Allora il Venerabile Rahula si recò dal Buddha e, dopo rispettosi saluti, si sedette a lato. Il Buddha gli disse: 
“Cosa pensi Rahula? L’occhio è permanente o impermanente?”“Impermanente, signore.”
“Quindi se è impermanente, vi è sofferenza o felicità?”
“Sofferenza, signore.”
“Ma se è impermanente, colmo di sofferenza e deperibile, si può affermare: “Questo è mio, io sono questo, questo è il mio sé?”“No, signore.”
“… l’orecchio … “Il naso … la lingua … “Il corpo … “la mente è permanente o impermanente?”
“Impermanente, signore.” … 
“Quindi se è impermanente, vi è sofferenza o felicità?”
“Sofferenza, signore.”
“Ma se è impermanente, colmo di sofferenza e deperibile, si può affermare: “Questo è mio, io sono questo, questo è il mio sé?”
“No, signore.”
Vedendo questo, un saggio e nobile discepolo non si fa illudere dall’occhio, dall’orecchio, dal naso, dalla lingua, dal corpo e dalla mente. Essendo libero da tale illusione, il desiderio svanisce. Quando il desiderio svanisce si ottiene la liberazione. Quando si ottiene la liberazione, comprende di essere libero. Egli comprende: “La rinascita è finita, il sentiero dell’ascetismo è stato compiuto, non rimane altro da compiere in questo mondo, non vi sarà ritorno in un’altra esistenza.”

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Sujato. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.