MN 63: Cûla-Malunkyovâda Sutta - Il figlio della Malunkya

Riscrittura a partire dall'italiano di De Lorenzo, da Pier Antonio Morniroli ed Enrico Federici.
Per distribuzione gratuita esclusivamente.

Questo ho sentito. Una volta il Sublime dimorava presso Sâvatthî, nella Selva del Vincitore, nel giardino di Anâthapindiko.

Ecco che ora all'on. Mâlunkyâputto, mentre ritirato meditava, venne in mente questo pensiero: "Vi sono opinioni non esposte dal Sublime, non partecipate, ignorate, come: 'Il mondo è eterno o non lo è; il mondo è finito o infinito; vita e corpo sono la stessa cosa o bisogna distinguere uno dall'altra; il Compiuto, dopo la morte, esiste o non esiste, o esiste e non esiste, o ancora non esiste né non esiste'. Questo il Sublime non me lo ha partecipato, e ciò non mi va, non mi piace. Quindi io, recandomi da lui, lo interrogherò su ciò. Se il Sublime me ne farà partecipe, allora io condurrò vita religiosa presso di lui; se non lo fa, allora, rinunciando all'ascesi, ritornerò alla vita ordinaria."

Quindi, verso sera, finita la meditazione, l'on. Mâlunkyâputto si recò là dove si trovava il Sublime. Salutò con rispetto, si sedette accanto e, dopo avergli riferito ciò che gli era venuto in mente durante la meditazione, aggiunse: "Se il Sublime sa se il mondo è eterno o non lo è; se il mondo è finito o infinito; se vita e corpo sono la stessa cosa o se bisogna distinguere uno dall'altra; se il Compiuto, dopo la morte, esiste o non esiste, o esiste e non esiste, o ancora non esiste né non esiste, che il Sublime mi renda partecipe di ciò; ma se non lo sa, è bene che riconosca che chi non sa, chi non vede, conviene che lo dica lealmente: non so, non vedo."

"Ma, Mâlunkyâputto, ti ho forse detto: 'Vieni a seguire presso di me la vita religiosa: io ti farò partecipe di tutti quei problemi che hai detto'?"

"Questo no, Signore!"

"O forse sei stato tu a chiedermi che ti partecipassi tutti quei problemi che hai detto?"

"Questo no, Signore!"

"Così confessi che né io ho detto ciò a te, né tu hai detto ciò a me. Se è così, stolto, chi critichi? Chi pretendesse: 'Io non condurrò vita religiosa presso il Sublime, se prima egli non mi farà partecipe di tutti questi problemi'; il Compiuto non giungerebbe a partecipargli abbastanza, che quegli se ne morrebbe.È come se un uomo fosse colpito da una freccia con la punta spalmata di veleno; ed i suoi amici e compagni, parenti e congiunti, gli procurassero un medico chirurgo; ed egli però dicesse: 'Non voglio fare estrarre questa freccia prima che io sappia che uomo mi ha colpito: se un guerriero, un sacerdote, un borghese o un servo'. Non voglio estrarre questa freccia prima che io sappia di che nome, di che gente è l'uomo che mi ha colpito. Se è alto o basso; se nero o bruno o giallo di pelle; di quale villaggio o borgata o città è abitante. Non voglio estrarre questa freccia prima che io sappia che arco mi ha colpito: se piccolo o grande; se la corda è di fune o filo o tendine o cordone o budella; se la freccia è di canna o di giunco, di che penne è fornita: se di avvoltoio o di airone o di corvo o di pavone o di beccaccia; se la freccia è guarnita di cuoio di bue o di bufalo o di cervo o di leone; se la punta è diritta o curva o uncinata o attorcigliata o a forma di dente di vaccina o di foglia di oleandro'. Non riuscirebbe, Mâlunkyâputto, quell'uomo a saperne abbastanza perché egli morrebbe prima. Lo stesso accadrebbe a colui che pretendesse di seguire la vita religiosa presso di me a patto che io chiarissi tutti i suoi dubbi: egli morrebbe prima. Che sia vera un'opinione o l'altra,che il mondo sia eterno o no, e che così tutte le altre questioni siano vere o no, la vita religiosa può ugualmente essere seguita: è certo che v'è nascita, vecchiezza, morte, pene, guai, dolore, strazio e disperazione di cui io già durante la vita insegno a conoscere la distruzione.

Perciò ritenete come non partecipato ciò che da me non è stato partecipato, e come partecipato ciò che da me è stato partecipato. E cos'è stato da me non partecipato? 'Il mondo è eterno o il mondo non è eterno'; 'Il mondo è finito o il mondo è infinito'; 'vita e corpo sono lo stesso o altro è la vita ed altro il corpo'; 'il Compiuto esiste dopo la morte o il Compiuto non esiste dopo la morte'; 'il Compiuto esiste e non esiste dopo la morte o il Compiuto non esiste né non esiste dopo la morte'.

E perché non l'ho partecipato? Perché ciò non è salutare, non è il massimo dell'ascetismo, non mena al disgusto, non al distacco, non all'annientamento, non all'acquietamento, non alla contemplazione, non al risveglio, non all'estinzione.

E cos'è stato da me partecipato? 'Questo è il dolore, questa è l'origine del dolore; questo è l'annientamento del dolore; questa è la via che conduce all'annientamento del dolore'. E perché l'ho partecipato? Perché ciò è salutare, è il massimo dell'ascetismo, mena al disgusto, al distacco, all’annientamento, all'acquietamento, alla contemplazione, al risveglio, all'estinzione.

Questo disse il Sublime. Contento si rallegrò l'onorevole Mâlunkyâputto della sua parola.