MN 117: Mahâ-cattârîsaka Sutta - Grande quarantina

Traduzione dal Pâli a cura di Ashin Mahapannya.

Questo ho sentito. Una volta il Sublime dimorava presso Sâvatthî, nella Selva del Vincitore, nel parco di Anâthapindika. Là egli si rivolse ai monaci: "Vi esporrò la nobile, retta contemplazione (samadhi), con i suoi precedenti ed i suoi requisiti: ascoltate con attenzione. Cos'è dunque la nobile contemplazione, con i suoi precedenti ed i suoi requisiti? È come dire: retta visione, intenzione, parola, azione, vita, applicazione e consapevolezza. Proprio l’unificazione dell'animo, fornita di questi sette attributi, si chiama la nobile, retta contemplazione, con i suoi precedenti ed i suoi requisiti.
La retta visione precede: riconoscendo la falsa visione da quella retta.

1.1 La falsa visione è questa: ‘Non importa fare donazioni, elemosine, offerte; non v'è frutto risultante da buone e da cattive azioni; non v'è questo mondo né quell'altro; non v'è madre, né padre [Commento del traduttore: potrebbe significare un’assenza di rispetto per il ruolo di madre e padre]; non vi sono esseri nati spontaneamente; non vi sono nel mondo asceti e religiosi (brahmana), perfetti e realizzati, che, avendo da sé stessi conosciuto e sperimentato questo mondo e l'altro, possano rivelarlo'.
La retta visione è di due tipi: con desiderio di avere meriti e risultati karmici; e nobile, trascendente, senza desideri illusori che è parte della Via.

1.2 La retta visione con desiderio di avere meriti e risultati karmici è questa: ‘E’ importante fare donazioni, elemosine, offerte; v'è frutto risultante da buone e da cattive azioni; v'è questo mondo e quell'altro; v'è madre, padre; vi sono esseri nati spontaneamente; vi sono nel mondo asceti e religiosi, perfetti e realizzati, che, avendo da sé stessi conosciuto e sperimentato questo mondo e l'altro, possano rivelarlo'.

1.3 La retta visione nobile, trascendente, senza desideri illusori che è parte della Via è quella che proviene da uno spirito nobile senza desideri illusori; proviene dal nobile sentiero e procede sul nobile sentiero; è la comprensione, la capacità e la forza di conoscere, l'investigazione della verità che fa parte del perfetto risveglio. Chi si sforza d’abbandonare la falsa visione e di acquistare quella retta, fa retta applicazione. Egli meditando abbandona la falsa visione e acquista e mantiene quella retta: pratica la retta consapevolezza. Così per lui queste tre cose circondano la retta visione: retta visione, retta applicazione e retta consapevolezza.
Qui la retta visione precede: riconoscendo la falsa intenzione come tale e quella retta come tale.

2.1 Falsa intenzione è quella bramosa, astiosa e nociva.
La retta intenzione è di due tipi: con desiderio di avere meriti e risultati karmici; e nobile, trascendente, senza desideri illusori che è parte della Via.

2.2 La retta intenzione con desiderio di avere meriti e risultati karmici è intenzione di rinuncia, di non odio, di non nuocere.

2.3 L'altra è quella che proviene da uno spirito nobile senza desideri illusori; proviene dal nobile sentiero e procede sul nobile sentiero; intenzione pensata, ripensata, ponderata, formata e discussa nell'animo. La retta applicazione e la retta consapevolezza sono di chi si sforza d’abbandonare la falsa intenzione e di acquisire quella retta. Così per chi lo fa, queste tre cose circondano la retta visione: retta visione, retta applicazione e retta consapevolezza.
Qui la retta visione precede: riconoscendo la falsa parola come tale e quella retta come tale.

3.1 La falsa parola è menzogna, calunnia, turpiloquio, vaniloquio.
La retta parola è di due tipi: con desiderio di avere meriti e risultati karmici; e nobile, trascendente, senza desideri illusori che è parte della Via.

3.2 La retta parola con desiderio di avere meriti e risultati karmici è astensione da menzogna, calunnia, turpiloquio, vaniloquio.
3.3 L'altra è quella che proviene da uno spirito nobile senza desideri illusori; proviene dal nobile sentiero e procede sul nobile sentiero; che si trattiene, si ritiene, si astiene e si distacca dalle quattro cattive condotte nella parola. La retta applicazione e la retta consapevolezza sono di chi si sforza d’abbandonare la falsa parola e di acquistare la retta parola. Così per chi lo fa, queste tre cose circondano la retta parola: retta visione, retta applicazione e retta consapevolezza.
Qui la retta visione precede: riconoscendo la falsa azione come tale e quella retta come tale.

4.1 La falsa azione è uccidere, rubare, fornicare.
La retta azione è di due tipi: con desiderio di avere meriti e risultati karmici; e nobile, trascendente, senza desideri illusori che è parte della Via.

4.2 La retta azione con desiderio di avere meriti e risultati karmici è astensione dall'uccidere, dal rubare, dal fornicare.

4.3 L'altra è quella che proviene da uno spirito nobile senza desideri illusori; proviene dal nobile sentiero e procede sul nobile sentiero; che si trattiene, si ritiene, si astiene e si distacca dalle tre cattive condotte nelle opere. La retta applicazione e la retta consapevolezza sono di chi si sforza d’abbandonare la falsa azione e di acquistare la retta azione. Così per chi lo fa, queste tre cose circondano la retta azione: retta visione, retta applicazione e retta consapevolezza.
Qui la retta visione precede: riconoscendo la falsa vita come tale e quella retta come tale.

5.1 La falsa vita è truffare, intrigare, fare il profeta, fare l'indovino, guadagnare disonestamente.
La retta vita è di due tipi: con desiderio di avere meriti e risultati karmici; e nobile, trascendente, senza desideri illusori che è parte della Via.

5.2 La retta vita con desiderio di avere meriti e risultati karmici è questa: il nobile discepolo, abbandonando la falsa vita, si procaccia il mantenimento con la retta vita.

5.3 L'altra è quella che proviene da uno spirito nobile senza desideri illusori; proviene dal nobile sentiero e procede sul nobile sentiero; che si trattiene, si ritiene, si astiene e si distacca dalla falsa vita. La retta applicazione e la retta consapevolezza sono di chi si sforza d’abbandonare la falsa vita e di acquistare la retta vita. Così per chi lo fa, queste tre cose circondano la retta vita: retta visione, retta applicazione e retta consapevolezza.
Qui la retta visione precede. E come la retta visione precede? La retta visione fa sorgere la retta intenzione, la retta intenzione fa sorgere la retta parola, la retta parola fa sorgere la retta azione, la retta azione fa sorgere la retta vita, la retta vita fa sorgere la retta applicazione, la retta applicazione fa sorgere la retta consapevolezza, la retta consapevolezza fa sorgere la retta contemplazione, la retta contemplazione fa sorgere la retta comprensione (gnosi), la retta comprensione fa sorgere la retta liberazione. Così un praticante dotato degli otto aspetti diviene un santo (arhat) dotato dei dieci aspetti.

Qui la retta visione precede: dalla retta visione vengono eliminate la falsa visione e le diverse cose cattive, non salutari da essa derivate; mentre le cose salutari derivanti dalla retta visione giungono a compimento.
Dalla retta intenzione vengono eliminate la falsa intenzione e le diverse cose cattive, non salutari da essa derivate; mentre le cose salutari derivanti dalla retta intenzione giungono a compimento.
Dalla retta parola vengono eliminate la falsa parola e le diverse cose cattive, non salutari da essa derivate; mentre le cose salutari derivanti dalla retta parola giungono a compimento.
Dalla retta azione vengono eliminate la falsa azione e le diverse cose cattive, non salutari da essa derivate; mentre le cose salutari derivanti dalla retta azione giungono a compimento.
Dalla retta vita vengono eliminate la falsa vita e le diverse cose cattive, non salutari da essa derivate; mentre le cose salutari derivanti dalla retta vita giungono a compimento.
Dalla retta applicazione vengono eliminate la falsa applicazione e le diverse cose cattive, non salutari da essa derivate; mentre le cose salutari derivanti dalla retta applicazione giungono a compimento.
Dalla retta consapevolezza vengono eliminate la falsa consapevolezza e le diverse cose cattive, non salutari da essa derivate; mentre le cose salutari derivanti dalla retta consapevolezza giungono a compimento.
Dalla retta contemplazione vengono eliminate la falsa contemplazione e le diverse cose cattive, non salutari da essa derivate; mentre le cose salutari derivanti dalla retta contemplazione giungono a compimento.
Dalla retta comprensione vengono eliminate la falsa comprensione e le diverse cose cattive, non salutari da essa derivate; mentre le cose salutari derivanti dalla retta comprensione giungono a compimento.
Dalla retta liberazione vengono eliminate la falsa liberazione e le diverse cose cattive, non salutari da essa derivate; mentre le cose salutari derivanti dalla retta liberazione giungono a compimento.
Così dunque, monaci, con venti parti salutari e venti non salutari, una grande quarantina di cose che non può essere sovvertita da alcun asceta o religioso o deva, da cattivo o buono spirito, o da chicchessia altro al mondo, è stata esposta. Se qualunque asceta o religioso pensasse di biasimare e riprovare quanto ho esposto, a lui ancora in vita dieci concezioni correligionarie procurerebbero biasimo. Se biasima la retta visione allora significa che gli asceti e religiosi di falsa visione sono da lui rispettati e venerati. Se biasima la retta intenzione, parola, azione, vita, applicazione, consapevolezza, contemplazione, comprensione e liberazione allora significa che gli asceti e religiosi di falsa intenzione, parola, azione, vita, applicazione, consapevolezza, contemplazione, comprensione e liberazione, sono da lui rispettati e venerati.

E perfino gli scettici Vassa e Bhañña di Okkala che non ammettono le cause ed effetti, non ammettono che le azioni creano risultati e non credono a niente, non penserebbero di biasimare e riprovare questa grande quarantina di cose esposte, per evitare d'incorrere in polemica, rabbia e deplorazione."
Questo disse il Sublime. Contenti quei monaci approvarono quello che aveva detto.