MN 110: Cûla-punnama Sutta - Plenilunio [2]

Riscrittura a partire dall'italiano di De Lorenzo, da Pier Antonio Morniroli ed Enrico Federici.
Per distribuzione gratuita esclusivamente.

Questo ho sentito. Una volta il Sublime dimorava presso Sâvatthî, nel parco orientale, nel palazzo della madre di Migâro.

In quella occasione, un dì della riunione settimanale, in una notte di plenilunio sereno, il Sublime s'era seduto all'aperto, circondato dall'assemblea dei monaci. Il Sublime, dopo aver contemplato la silente assemblea, si rivolse ai monaci: "Potrebbe forse un uomo cattivo riconoscere un uomo cattivo?"

"No di certo, Signore!"

"Bene, monaci! È irragionevole ed inammissibile che ciò accada. Potrebbe però un uomo cattivo riconoscere un uomo buono?"

"No di certo, Signore!"

"Bene, monaci! È irragionevole ed inammissibile che ciò accada. Un uomo cattivo è dotato di cattive qualità, ha inclinazioni, pensieri, delibere, parole, azioni, credenze, doni da cattivo. Egli è infedele, imprudente, incurante, ignorante, indolente, incosciente, stolto. Egli è amico e compagno di quegli asceti e sacerdoti che hanno le sue stesse cattive qualità. Egli pensa a danno proprio e a danno altrui, a danno d'entrambi. Egli delibera a danno proprio e a danno altrui, a danno d'entrambi. Egli è bugiardo, calunniatore, maldicente, chiacchierone. Egli uccide viventi, prende il non dato, è dedito alla lussuria. Egli crede: 'Non v'è dono, non v'è elemosina, non sacrificio, non frutto risultante da buone o cattive azioni, non v'è questo mondo né altro mondo, non v'è madre, non padre, non nascita spirituale, non asceti e sacerdoti che, avendo da sé conosciuto e provato questo e l'altro mondo, lo partecipano'. Egli dona senza attenzione, non di sua mano, senza riflessione, sperperando, non credendo alla restituzione. E così facendo, dopo la morte, egli risorge là dov'è il cammino degli uomini cattivi. E il cammino dei malvagi è l'inferno o una matrice animale. Ma potrebbe un uomo buono riconoscere un uomo buono?"

"Sì, Signore!"

"Bene, monaci! È ragionevole ed ammissibile che ciò accada. Potrebbe però un uomo buono riconoscere un uomo cattivo?"

"Sì, Signore!"

"Bene, monaci! È ragionevole ed ammissibile che ciò accada. Un uomo buono è dotato di buone qualità, inclinazioni, pensieri, delibere, parole, azioni, credenze e doni. Egli è fedele, modesto, accurato, istruito, diligente, cosciente e saggio. Egli è amico di quegli asceti e sacerdoti che hanno le sue stesse qualità. Non pensa a danno proprio, né a danno altrui, né a danno d'entrambi. Non delibera a danno proprio, né a danno altrui, né a danno d'entrambi. Si astiene da menzogna, da calunnia, da maldicenza, da chiacchiera. Si astiene dall'uccidere viventi, dal prendere il non dato, dalla lussuria. Egli crede: 'V'è dono, v'è elemosina, sacrificio, frutto risultante da buone o cattive azioni, v'è questo e l'altro mondo, v'è madre, padre, nascita spirituale, vi sono nel mondo asceti e sacerdoti che, avendo da sé conosciuto e provato questo e l'altro mondo, lo partecipano'. Egli dona con attenzione, di sua mano, con riflessione, con purezza, credendo alla restituzione. E così facendo, con la dissoluzione del corpo, dopo la morte, egli risorge là dov'è il cammino degli uomini buoni. Cammino che conduce ad essere magnanimi dèi o magnanimi uomini."

Questo disse il Sublime. Contenti quei monaci approvarono le sue parole.