MILINDAPAÑHA
LE DOMANDE DEL RE MILINDA
LIBRO II - Capitolo I
Mld:II.1.9 - Le buone qualità
Traduzione in Inglese dalla versione Pâli
di
T. W. Rhys Davids
Sacred Books of the East, Volume 35 [1890]
fonte: http://sacred-texts.com/bud/milinda.htm
Tradotto in italiano da Enzo Alfano
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne
che a fini di lucro
Il re disse: “Ciò che hai appena detto, ‘e da altre buone
qualità’, a cosa è riferito?”
“La buona condotta, grande re, la fede, la perseveranza, la presenza
mentale e la meditazione.”
“E qual è il segno distintivo della buona condotta?”
“Essa ha come segno distintivo di essere la base di tutte le buone qualità.
Le cinque qualità morali: fede, perseveranza, presenza mentale, meditazione
e saggezza; le sette condizioni dello stato di Arahant: padronanza di sé,
investigazione del Dhamma, perseveranza, gioia, calma, meditazione ed equanimità;
il Sentiero; buona memoria (avere sempre una buona padronanza di sé);
i quattro tipi di retto sforzo; le quattro basi costituenti dei poteri straordinari;
i quattro stadi dell’estasi; le otto forme di emancipazione spirituale;
i quattro modi di concentrazione; e gli otto stati di intensa contemplazione
hanno tutte come loro base la buona condotta (l’osservanza della
moralità esteriore). E colui che costruisce su queste fondamenta,
o re, svilupperà tutte queste buone condizioni.”
“Datemi una spiegazione.”
“Proprio come, o re, tutte quelle forme di vita animale e vegetale crescono,
si sviluppano e maturano avendo come base la terra, così il monaco,
dotato di sforzo, sviluppa in sé le cinque qualità morali e
così via, mediante la virtù, con la virtù come base.”
“Datemi un’altra spiegazione.”
“Proprio come, o re, tutte le occupazioni che comportano lo sforzo fisico
sono eseguite in assoluta dipendenza sulla terra, così il monaco, dotato
di sforzo, sviluppa in sé le cinque qualità morali e così
via, mediante la virtù, con la virtù come base.”
“Datemi una ulteriore spiegazione?”
“Proprio come , o re, l’architetto di una città, quando
ne costruisce una, per prima cosa sceglie il luogo della città, poi
procede liberandosi di tutti le erbacce e cespugli spinosi, poi lo spiana,
e soltanto allora traccia le strade e le piazze, gli incroci e i mercati,
e così costruisce la città; così il monaco, dotato di
sforzo, sviluppa in sé le cinque qualità morali e così
via, mediante la virtù, con la virtù come base.”
“Potete darmi un’altra similitudine?”
“Proprio come, o re, un acrobata, quando vuole dimostrare la sua bravura,
per prima cosa solca il terreno, e procede a pulirlo da tutte le pietre ed
i sassi, e lo rende livellato, e soltanto poi, sul terreno soffice, mostra
le sue acrobazie; così il monaco, dotato di sforzo, sviluppa in sé
le cinque qualità morali e così via, mediante la virtù,
con la virtù come base. Così è stato detto, Maestà,
dal Beato:
“La virtù è la base su cui il saggio
può esercitare la sua mente e sviluppare la saggezza.
Così il monaco, indomito e distaccato,
scioglierà l’intricata matassa della vita.
Questa è la base – come la grande terra per l’umanità
–
e questa la radice di ogni crescita del bene.
Il punto focale di tutti gli insegnamenti del Buddha
è la virtù, da cui dipende la vera beatitudine.”
“Ben detto, Nagasena.”