MILINDAPAÑHA
LE DOMANDE DEL RE MILINDA
LIBRO II - Capitolo I
Mld:II.1.4 - L’anima
Traduzione in Inglese dalla versione Pâli
di
T. W. Rhys Davids
Sacred Books of the East, Volume 35 [1890]
fonte: http://sacred-texts.com/bud/milinda.htm
Tradotto in italiano da Enzo Alfano
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne
che a fini di lucro
Devamantiya, Anantakaya e Mankura si recarono da Nagasena e gli riferirono
ciò che aveva detto il re.
Il venerabile Nagasena di mattina si vestì, e dopo aver preso mantello
e scodella, si recò a Sagala con tutta la comunità dei monaci.
Anantakaya, camminando a fianco di Nagasena, gli disse: “Venerabile,
quando io dico “Nagasena”, cos’è quel Nagasena?”
Il monaco rispose: “Cosa pensi che sia Nagasena?”
“L’anima, il respiro interno che viene e che va, ciò credo
che sia Nagasena.”
“Ma se quel respiro che va non dovesse ritornare, o quando ritorna non
dovesse andare di nuovo, un uomo sarebbe vivo?”
“Certo che no, Signore.”
“Ma i trombettieri quando soffiano nelle loro trombe il loro soffio
gli ritorna di nuovo?”
“No, Signore, non ritorna.”
“Oppure quei pifferai quando soffiano nei loro pifferi o corni il loro
soffio gli ritorna di nuovo?”
“No, Signore.”
“Allora perché non muoiono?”
“Io non sono in grado di discutere con tale dicitore. Ti prego, ditemi
Signore, come stanno le cose.”
“Non esiste anima nel respiro. Queste inspirazioni ed espirazioni sono
semplicemente delle funzioni della struttura fisica dell’uomo.”
– disse il monaco. Ed egli gli parlò dell’Abhidhamma, dopodiché
Anantakaya divenne suo discepolo nell’Ordine.