MILINDAPAÑHA
LE DOMANDE DEL RE MILINDA
LIBRO II - Capitolo I
Mld:II.1.10 - Il segno distintivo della fede
Traduzione in Inglese dalla versione Pâli
di
T. W. Rhys Davids
Sacred Books of the East, Volume 35 [1890]
fonte: http://sacred-texts.com/bud/milinda.htm
Tradotto in italiano da Enzo Alfano
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne
che a fini di lucro
Il re chiese: “Venerabile Nagasena, qual è il segno distintivo
della fede?”
“La serenità e l’aspirazione, o re.”
“E come la serenità è il segno distintivo della fede?”
“Appena la fede irrompe, o re, penetra nei cinque ostacoli – concupiscenza,
malevolenza, accidia mentale, orgoglio spirituale e dubbio – e la mente,
libera da questi ostacoli, diviene pura, serena e calma.”
“Datemi un esempio.”
“Proprio come, o re, un monarca, quando marcia con il suo quadruplice
esercito, può attraversare un piccolo ruscello e l’acqua, mossa
dagli elefanti e dalla cavalleria, dai carri e dagli arcieri, può diventare
sporca, torbida e fangosa. E quando è sull’altra sponda il monarca
potrebbe ordinare ai suoi attendenti, dicendo: “Portatemi dell’acqua,
miei brav’uomini, che devo bere.” Ora supponete che il monarca
avesse una gemma che rendesse l’acqua pura, e quegli uomini, eseguendo
l’ordine, gettassero il gioiello nell’acqua; allora tutto il fango
svanirebbe e gli atomi sabbiosi delle conchiglie e delle piante acquatiche
scomparirebbero, e l’acqua diventa pura,trasparente e calma, e quindi
potrebbero portare un po’ d’acqua al monarca per farlo bere. L’acqua
è la mente; i servi del re sono i monaci; il fango, gli atomi sabbiosi
e le piante acquatiche sono le cattive intenzioni; e il gioiello che rende
pura l’acqua è la fede.
“E come l’aspirazione è il segno distintivo della fede?”
“Perché il monaco, nel percepire come sono state liberate le
menti degli altri, aspira ad entrare con un balzo sul frutto del primo stadio,
o del secondo, o del terzo dell’Eccelso Sentiero, o a raggiungere lo
stato di Arahat, e così si applica per raggiungere ciò che
ancora non ha raggiunto, di sperimentare ciò che ancora non ha provato,
o di realizzare ciò che ancora non ha realizzato . Pertanto così
l’aspirazione è il segno distintivo della fede.”
“Datemi un altro esempio.”
“Proprio come, o re, se una forte tempesta si abbattesse sulla cima
di una montagna recando tanta pioggia, l’acqua scorrerebbe verso il
basso attraverso vari dislivelli, e dopo aver riempito crepacci, baratri e
burroni della collina, si riverserebbe nel ruscello sottostante, tanto che
la corrente precipitando inonderebbe le sue rive. Ora supponete che un folla
di gente, uno dopo l’altro, giungesse nei pressi, ed ignorando la reale
larghezza o profondità dell’acqua, stesse timorosa ed esitante
sui bordi. E supponete che un certo uomo arrivasse, il quale conoscendo esattamente
la propria forza e potenza, con un salto, raggiungesse l’altra riva.
Allora il resto della gente, vedendolo salvo all’altra parte, farebbe
la stessa cosa. In questo modo il monaco, mediante la fede, aspira a saltare,
come per attraversare un confine, verso le cose più alte. Perciò
così è stato detto dal Beato nel Samyutta Nikaya, o re:
“Con la fede si supera la corrente,
con lo zelo il mare della vita;
con la perseveranza tutte le sofferenze,
con la saggezza si diventa puri.”
“Ben detto, Nagasena.”