MILINDAPAÑHA
LE DOMANDE DEL RE MILINDA
LIBRO II - Capitolo I
Mld:II.1.1 - Il carro
Traduzione in Inglese dalla versione Pâli
di
T. W. Rhys Davids
Sacred Books of the East, Volume 35 [1890]
fonte: http://sacred-texts.com/bud/milinda.htm
Tradotto in italiano da Enzo Alfano
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne
che a fini di lucro
Ora Milinda il re si recò dove si trovava Nagasena, e dopo averlo
salutato cortesemente e amichevolmente, si sedette ad un lato. E Nagasena
ricambiò la cortesia, tanto che il cuore del re ne fu propiziato.
Poi Milinda chiese: “Come siete conosciuto Reverendo, e qual è
il vostro nome?”
“Sono conosciuto come Nagasena, o re, e con tale nome i miei fratelli
a me si rivolgono. Ma anche se i genitori, o re, mi hanno dato tale nome come
Nagasena, o Surasena, o Virasena, o Sihasena, questo, Maestà, - Nagasena
o altro - è soltanto un termine generalmente conosciuto, una designazione
di uso comune. Pertanto non vi è una individualità permanente
(nessuna anima) coinvolta nella questione.
Poi Milinda chiamò i Greci ed i monaci come testimoni: “Questo
Nagasena afferma che non vi è una individualità permanente (nessun
anima) coinvolta nel suo nome. Ora è possibile approvarlo in ciò?”
Poi rivolto a Nagasena disse: “Se, venerabile Nagasena, non vi è
una individualità permanente (nessuna anima) coinvolta nella questione,
chi è che, prega, dona a voi membri dell’Ordine le vostre vesti,
il cibo, le dimore e le medicine? Chi è che gode di tali cose quando
sono offerte? Chi è che vive una vita di rettitudine? Chi è
che medita? Chi è che raggiunge la suprema meta del Santo Sentiero,
al Nibbana dello stato di Arahat? E chi è uccide le creature viventi?
Chi è che prende ciò che non è dato? Chi è che
vive una vita malvagia colma di lussuria, chi che mente, che beve bevande
alcoliche, chi (in una parola) commette ognuno delle cinque colpe che conducono
al loro amaro frutto anche in questa vita? Se è così, allora
non vi sono meriti o demeriti; se non vi sono buone o cattive azioni; se non
vi sono frutti del buon o del cattivo kamma. – Se, venerabile Nagasena,
pensiamo che un uomo vi possa uccidere senza commettere assassinio, allora
ne consegue che non vi sono veri maestri o insegnanti nel vostro Ordine, e
le vostre ordinazioni sono inutili. Ditemi che i vostri fratelli nell’Ordine
sono abituati a rivolgersi a voi come Nagasena. Ora che cos’è
quel Nagasena? Volete dire che i capelli sono Nagasena?”
“Non dico questo, gran re.”
“O i peli del corpo?”
“Certamente no.”
“O sono le unghie, i denti, la pelle, la carne, i nervi, le ossa, il
midollo, i reni, il cuore, il fegato, l’addome, la milza, i polmoni,
l’intestino grasso, l’intestino tenue, lo stomaco, la bile, la
flemma, il pus, il sangue, il sudore, il grasso, le lacrime, il siero, la
saliva, il muco, l’olio che lubrifica le giunture, l’urina, o
il cervello, o una o tutte queste cose sono Nagasena?”
Ed ad ognuna di queste rispose di no.
“Allora la forma esterna (rupa) è Nagasena, o le sensazioni (vedana),
o le percezioni (sanna), o le formazioni karmiche (samsara), o la coscienza
sono Nagasena?”
Ed ad ognuna di queste rispose di no.
“Allora tutti quest’insieme di aggregati (kandha) sono Nagasena?”
“No! Gran re.”
“Allora qualcosa esterna ai cinque aggregati sono Nagasena?”
Ed egli rispose ancora di no.
“Allora, anche se chiedo, non posso scoprire Nagasena. Nagasena è
un suono vuoto e vano. Chi allora è Nagasena che vediamo di fronte?
E’ una falsità ciò che avete detto, un inganno!”
Il venerabile Nagasena disse al re Milinda: “Voi, Maestà, siete
cresciuto nel lusso, come si addice alla vostra nobile nascita. Quindi se
camminate con questo tempo arido su un terreno caldo o sabbioso, calpestando
i duri granelli di sabbia, i vostri piedi vi procurerebbero dolore. Il vostro
corpo ne soffrirebbe, la vostra mente ne sarebbe disturbata, tanto da provare
un senso di sofferenza fisica. Come dunque siete giunto, a piedi o in un carro?”
“Non sono venuto a piedi, signore. Sono giunto in un carro.”
“Allora se siete venuto in un carro, Maestà, spiegatemi cosa
esso è. E’ il polo il carro?”
“Non ho detto questo.”
“E’ l’asse il carro?”
“Certo che no.”
“Sono le ruote, o il telaio, o le corde, o il giogo, o i raggi delle
ruote, o il pungolo sono il carro?”
E a tutte queste domande rispose di no.
“Allora tutte queste parti insieme sono il carro?”
“No, signore.”
“Allora qualcosa esterna a loro è il carro?”
Rispose ancora di no.
“Allora, anche se chiedo, non posso scoprire nessun carro. Carro è
un suono vuoto e vano. Con quale carro siete giunto? E’ una falsità
ciò che avete detto, un inganno! Non esiste nessuna cosa come carro!
Voi siete re di tutta l’India, un possente monarca. Perché dite
cose false?”
Poi chiamò i Greci ed i monaci come testimoni, dicendo: “Milinda
il re ha detto di essere venuto con un carro. Ma quando gli è stato
chiesto di spiegare cosa fosse un carro, è stato incapace di stabilire
ciò che aveva detto. E’ mai possibile approvarlo in ciò?”
Così parlato i cinquecento Greci applaudirono, e dissero al re: "Ora,
Maestà, rispondete se ne siete capace! '
E Milinda il re rispose a Nâgasena,dicendo: 'Io non ho detto nessuna
falsità, venerabile signore. L'insieme di tutte queste cose - il polo,
l'asse, le ruote, il telaio, le corde, il giogo, i raggi ed il pungolo –
generalmente inteso, indica la designazione comune di "carro".
“Molto bene! Sua maestà ha esattamente capito il significato
di “carro”. Perciò è l’insieme di tutte quelle
cose che voi mi chiedeste – i trentadue tipi di materia organica ed
i cinque elementi che formano un essere –generalmente inteso, indica
la designazione nell’uso comune di “Nagasena”.
Così è stato detto, Maestà, da nostra Sorella Vagira
in presenza del Beato:
“Come per la precedente condizione della coesistenza delle sue varie
parti che la parola ‘carro’ viene usata, così quando vi
sono gli aggregati noi parliamo di un ‘essere’.
“Meraviglioso, Nagasena, e straordinario. Avete risolto una difficile
questione. Lo stesso Buddha avrebbe approvato la vostra risposta. Ben fatto,
Nagasena!”