MILINDAPAÑHA
LE DOMANDE DEL RE MILINDA
LIBRO I

L'antica narrazione
paragrafi 10/11/12

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli
di
T. W. Rhys Davids
Sacred Books of the East, Volume 35 [1890]
fonte: http://sacred-texts.com/bud/milinda.htm
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro.

10. Ora un giorno Milinda il re lasciò la città per passare in rassegna le innumerevoli truppe del suo possente esercito nelle sue quattro armate (di elefanti, cavalleria, arcieri e fanteria). E quando la parata delle armate era finita, il re, amante delle dispute verbali con i casuisti, sofisti e gente di questo tipo, osservò il sole (per vedere l’ora) e poi disse ai suoi ministri: “Il giorno è ancora giovane. Perché tornare in città così presto? Non vi è una persona dotta, o un maestro errante o un Brahmano, guida di qualche ordine o scuola, o il maestro di un gruppo di discepoli (anche se professano la fede nel Buddha), disposto a discutere con me e risolvere i miei dubbi?”

11. Quindi i cinquecento Greci dissero a Milinda il re: “Vi sono sei Maestri, o re! Purana Kassapa, Makkhali, il Nigantha del clan dei Nata, Sangaya il figlio della donna Belattha, Agita vestito di peli e Pakudha Kakkayana. Costoro sono molto conosciuti e famosi fondatori di scuole, con molti seguaci loro discepoli ed uditori, e molto venerati dalle persone. Andiamo, gran re!Poniamo a loro i vostri dilemmi e risolviamo ogni dubbio.”

12. Così il re Milinda, seguito dai cinquecento Greci, salì sul carro regale con il suo splendido equipaggio, e si recò dove dimorava Purana Kassapa, (ivi giunto) lo salutò con cortesi parole per poi sedersi a lato. Sedutosi gli chiese: “Chi è, venerabile Kassapa, che governa il mondo?”
“La Terra, grande re, governa il mondo!”
“Ma, venerabile Kassapa, se la Terra governa il mondo, come è possibile che alcune persone cadono nell’inferno di Aviki, uscendo fuori dalla sfera della Terra?”
Così detto, Purana Kassapa non riuscì né a dissolvere il dubbio né a discuterlo; sconfortato, rimase in silenzio e con aria triste rimase seduto.

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