MILINDAPAÑHA
LE DOMANDE DEL RE MILINDA
LIBRO I
L'antica narrazione
paragrafi 1/2/3
Traduzione in Inglese dalla versione Pâli
di
T. W. Rhys Davids
Sacred Books of the East, Volume 35 [1890]
fonte: http://sacred-texts.com/bud/milinda.htm
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne
che a fini di lucro.
1. Re Milinda si recò a Sagala, la città
antica più conosciuta,
da Nagasena, il saggio più conosciuto al mondo.
(Come il profondo Gange scorre verso l’oceano più profondo.)
A lui, all’eloquente, al portatore della fiaccola
della Verità, il dilapidatore dell’oscurità delle menti
degli uomini,
sottili e complesse domande egli rivolse,
illuminando molti punti. Allora furono date soluzioni
profonde nel significato, che toccano il cuore,
dolci all’orecchio, meravigliose e strane.
Il discorso di Nagasena immerso nelle nascoste profondità
del Vinaya e dell’ABhidhamma (Legge e Pensiero)
districando tutti i nodi della rete dei Discorsi,
rese chiari i quesiti con metafore ed eccelsi ragionamenti.
Forza allora! Concentrate le vostre menti, e lasciate gioire i vostri cuori,
ascoltando queste sottili questioni, dove
ogni dubbio è ben risolto.
2. Così narra la tradizione. Vi era nel
paese dei Yonaka (parola pāli per indicare gli antichi greci, Ionici
o i greci della regione Bactria, oggi parte di Afghanistan, Tajikistan, Uzbekistan)
un grande centro di commercio, una città chiamata Sagala, situata in
una deliziosa località collinare e ricca d’acqua, piena di parchi
e giardini, boschetti e laghi sia naturali sia artificiali, un paradiso di
fiumi, montagne e boschi.
Saggi architetti l’avevano progettata, e la popolazione non conosceva
oppressione, da quando erano stati sconfitti tutti i suoi nemici ed avversari.
Possente è la sua difesa, con parecchie torri e inaccessibili bastioni,
con superbe porte ed archi d’entrata; e nel mezzo la cittadella reale,
con bianche mura e profondi fossati. Ben disposte sono le sue strade, le sue
piazze, i suoi incroci ed i suoi mercati. Ben in mostra sono le innumerevoli
merci che riempiono le varie botteghe. E’ riccamente adornata con centinaia
di bettole di vari tipi; e splendida con centinaia di migliaia di meravigliose
locande, che si elevano al cielo come le vette dell’Himalaya. Le sue
strade sono piene di elefanti, cavalli, carri e pedoni, e popolate da gruppi
di belle persone, uomini e donne, di qualsiasi condizione sociale, Brahmani,
nobili, artigiani e servi. E dappertutto si odono parole di benvenuto ai maestri
di ogni credo, e la città è il ritrovo delle guide spirituali
di tutte le sette. Vi sono botteghe per la vendita della mussolina di Benares,
delle stoffe di Kotumbara, e altri tessuti di vario genere; dai bazar fuoriescono
dei profumi, dove si trovano ogni tipo di fiori e profumi. Vi sono tutti i
tipi di gioielli, desiderati da cuori umani, le compagnie dei mercanti mettono
in bella mostra le loro mercanzie che riempiono ogni celeste direzione. Molto
denaro circola in città, così oro, argento, rame e pietre preziose.
I depositi erano colmi di beni, di grano, di cose di valore, di cibi, di bevande
di ogni genere, sciroppi e dolci. Competeva in ricchezza con Uttara-Kurn,
ed i gloria con Alakamanda, la città degli dèi.
3. Dopo aver detto questo, dobbiamo adesso narrare
la storia della precedente nascita di queste due persone (Milinda e Nagasena)
ei vari enigmi. Così divisi:
1. La loro precedente storia (pubba-yoga)
2. I problemi di Milinda
3. Le domande sui segni distintivi
4. Problemi sorti da alcune contraddizioni
5. Problemi sorti da ambiguità
6. Discussioni sulla metafora
Inoltre i problemi di Milinda sono divisi in due parti, e cioè domande
sui segni distintivi e domande sorte per risolvere il dubbio; e i problemi
sorti da stati contraddittori vengono, a loro volta, divisi in:
• il lungo capitolo, e i problemi sulla vita ascetica.