La visione buddhista su mente e corpo

Tutti gli esseri secondo il Buddha possiedono una mente ed un corpo. Le eccezioni sono quegli esseri che dimorano nella Sfera dei Senzaforma – Arupa Loka. Costoro non hanno corpo, ma solo mente. Gli esseri che dimorano nell’Asannasatta Brahma loka non hanno mente, ma solo un corpo. Le religioni teistiche parlano di un’anima o Atma, la quale è permanente e donata da un Dio Onnipotente che ha creato questo mondo e controlla il destino degli esseri umani. Il Buddhismo non accetta l’esistenza di un’anima. La mente controlla il comportamento umano.

Il corpo senza la mente è un corpo morto. Non si muove nulla, neanche un pollice, senza la mente. Questo dimostra l’importanza della mente. La mente è stata definita dal Buddha come una successione di elementi di pensieri, che accadono uno per volta. Il Buddha ha chiaramente dimostrato che la mente non è qualcosa di permanente ma cambia continuamente. Un elemento di pensiero ha due principali componenti, Citta o coscienza e Cetasika, fattore mentale associato. Ciò è spiegato pienamente e chiaramente nell’Abhidhamma, l’insegnamento più importante e particolare del Buddha.

La maggior parte degli esseri umani spende molto tempo a curare il corpo. Passano il loro tempo e la loro energia nell’esercizio fisico, come correre, camminare, nuotare, ecc., per mantenere il corpo in forma. Quando si ammalano, si recano dal medico che gli prescrive delle cure e medicine per guarire quel malanno. Alcune malattie come il diabete e problemi cardiaci sono, a volte, causati dalla mente. Le persone malate spesso devono controllare la loro dieta e curarsi per tutta la vita. La maggior parte delle persone non è consapevole che la mente è più importante del corpo, il quale è molto influenzato dalla mente. Le malattie psicosomatiche sono causate da una mente impura.

Comunque anche se si ha cura del corpo, prima o poi deperirà col tempo e con l’età. Al momento della morte la mente lascia il corpo e va a rinascere in un altro corpo, e nel luogo destinato per la rinascita. Il luogo dove si rinasce dipende dal proprio kamma o kamma nimitta che è l’oggetto di morte dell’ultimo pensiero, maranasana cilia veethi. Alla morte il corpo inizia a deperire mentre l’ultimo pensiero mentale continua. Esso continua come un’energia karmica che cerca l’utero materno prescelto per la prossima rinascita, a meno che non si diventa “Colui che non ritorna”, un Arahat.

Elementi fondamentali di Rupa (materia, fenomeno fisico)

Secondo la scienza moderna il corpo è un insieme di cellule. Le cellule non rappresentano i componenti finali del corpo. Il Buddha ha spiegato che la materia nei nostri corpi è formata di “rupa”, gli elementi fondamentali della materia. Essi esistono in gruppi chiamati “kalapa”. Il kalapa più piccolo è detto sudastaka. E’ formato da quattro cellule primarie (mahabuta rupa) e quattro da loro derivate, quali vanna, ganda, rasa e oja, o colore, odore, gusto e sostanze nutritive. I quattro elementi fondamentali di rupa sono patavi, apo, thejo e voyo. Patavi è la qualità di durezza o morbidezza. Apo è la qualità di fluidità. Tejo è la qualità di caldo e freddo, e vajo è la qualità dell’elemento aria.

Gli stati di rupa o materia sono formati da quattro cause: kamma, citta, utu ed ahara. Kamma è cetana o intenzioni di pensieri passati. Citta sono i pensieri presenti. Utu è il calore ed Ahara è il nutrimento. La materia esterna è causata soltanto di utuja o calore. I nostri corpi hanno una materia formata da tutte e quattro le cause, di queste, due sono mentali. Cioè kammaja e cittaja. Questo indica l’importanza di controllare e sviluppare la mente, anche per avere una salute fisica.

La mente di un essere comune è di solito costituita da kilesa o akusala, pensieri nocivi. Essi sono causati da fattori mentali nocivi chiamati akusala cetasika. Le radici di pensieri ed azioni cattive sono tre fattori mentali nocivi. Esse sono Lobha o attaccamento, Dosa o avversione e Moha o ignoranza della realtà. La maggior parte degli esseri nei kamavacara o mondi sensuali cercano felicità col soddisfare il piacere attraverso i cinque sensi. Quel piacere Buddha lo ha descritto momentaneo o impermanente. Perciò conduce alla sofferenza. Inoltre creano pensieri nocivi basati soprattutto su lobha o attaccamento. Il Signore Buddha ha consigliato a coloro che ricercano la felicità di rinunciare al piacere dei sensi. Ciò è chiamato Indriya-samvara-sila. Così si allontanerà la proliferazione di pensieri nocivi tramite i sensi.

Tutti i pensieri nocivi creano kamma nocivo (akusala kamma), il quale possiede la forza di recare sofferenza in tempi futuri come akusala vipaka. Akusala si basa su dosa o avversione e reca sofferenza persino nel presente. I pensieri nocivi basati su lobha o attaccamento donano una temporanea felicità quando sono presenti. Perciò, la maggior parte degli esseri trascorrono molto tempo con pensieri intrisi di lobha e moha ignorando che sono akusala.
Una parte del kamma vipaka può produrre risultati durante questa nascita come dhitta-dhamma-vedaniya kamma. Altre durante la prossima nascita come upapaccha-vedaniya kamma ed altre ancora in una qualsiasi nascita futura come aparapariya-vedaniya kamma. Il vipaka può avverarsi come pathsandhi vipaka o coscienza di rinascita. Se il kamma è stato completato è un kammapatha ed influisce su dove si deve rinascere o se non è un kamma completo può dare vipaka dopo che si è nati e quindi durante quell’esistenza come pravurti vipaka.

Kamma

Comunque si può affermare che i pensieri kusala, positivi – kusala kamma con radici di Alobha o non attaccamento, distacco, Adosa o non avversione, amore universale e Amoha non ignoranza, saggezza – sono più potenti dell’akusala kamma. Sono capaci di rendere inefficienti gli effetti akusala come Ahosi kamma.
Moha o ignoranza della realtà è la causa principale di tutti i mali. E’ comune a tutti i pensieri akusala. Il Buddha ha spiegato che moha può essere gradualmente eliminata con lo sviluppare la saggezza in tre stadi:
1. Sutamaya-panna – Ascoltare e leggere il Dhamma, l’insegnamento originale del Buddha, presente solo nel Theravada Tipitaka ed i rispettivi commentari e simili.
2. Chintamaya-panna – pensare e riflettere su ciò che si è letto ed ascoltato.
3. Bahavamaya-panna – sviluppare la mente attraverso la meditazione vipassana.

Il modo più facile e veloce di sviluppare sutamaya nana è leggere e studiare l’Abhidhamma che rappresenta il peculiare insegnamento del Buddha. Studiare almeno l’Abhidhamma-sangaha che rappresenta un sunto dei sette libri dell’Abhidhamma Pitaka ci aiuterà notevolmente a comprendere la realtà.
Il Sutta Pitaka è una raccolta casuale di sintesi degli insegnamenti del Buddha, raccolti e codificati nel primo sangayana o Consiglio. Una conoscenza delle basi dell’Abhidhamma ci aiuterà a comprendere correttamente i difficili insegnamenti presenti nel Sutta Pitaka.

Studiando l’Abhidhamma, Bhikkhu Bodhi ha dichiarato che ci sono quattordici cetasika akusala o fattori mentali nocivi che operano nella mente. Le tre radici del male sono stati esposte in precedenza. Altre indicate nell’Abhidhamma e che dovrebbero essere riconosciute ed evitate sono:

1. Uddhacca – agitazione o inquietudine della mente che induce anche il corpo ad essere inquieto. Questo è comune a tutti i pensieri akusala.
2. Miccha ditthi – false teorie o visioni come non credere al Kamma, al vipaka, alla rinascita, ecc.
3. Mana – complesso di inferiorità o di superiorità
4. Issa o Gelosia verso gli altri
5. Macchariya – avarizia, non godere della propria ricchezza o permettere agli altri di beneficiarne
6. Kukkuccha – pentirsi del male compiuto e del bene non fatto
7. Vicikiccha – dubitare su argomenti certi, come le qualità del Buddha, del Dhamma e del Sangha, della rinascita, del kamma e del vipaka, della legge di causa ed effetto, paticca samuppada, ecc.

Importanza di Sati (consapevolezza)

Per condurre una vita felice ci si deve prendere cura non solo del corpo, ma mantenere anche la mente sana cercando di evitare gli influssi nocivi. A questo scopo, si deve sviluppare Sati o consapevolezza, riconoscere ed evitare i fattori mentali nocivi, dichiarati precedentemente, che si presentano nella mente. Questo può essere fatto coltivando i fattori mentali positivi come Alobha o non attaccamento, distacco, Adosa o metta, Karuna o compassione, mudita o gioia riconoscente, che è l’opposto della gelosia, ed upekkha o equilibrio mentale. Il fattore mentale più importante che si dovrebbe sviluppare è la profonda saggezza ovvero panna vipassana. In questo modo possiamo vedere le varie realtà come realmente sono.

Il fattore mentale di consapevolezza o Sati può essere applicato nella vita quotidiana al fine di riconoscere i fattori mentali non salutari che si presentano nella mente, così da evitare molti guai e fastidi. Sati, se sviluppata secondo le istruzioni contenute nel Satipatthana Sutta, può gradualmente eliminare tutto il male dalla mente. Infine è possibile sviluppare la Profonda saggezza o Vipassananana e realizzare il Nibbana, la felicità suprema. Gli Arahat sono quelle persone che sono libere da tutte le contaminazioni. Hanno realizzato il Nibbana e vivono una vita piena e felice, anche se vivono sotto gli alberi e in caverne nella foresta. Cerchiamo di evitare gradualmente una condotta akusala e condurre una vita piena e felice. Che tutti gli esseri siano felici ed in pace.

Panduka Mahanama. Traduzione in italiano di Enzo Alfano