JATAKA - LE NASCITE (Vite precedenti del Buddha)
Volume I

Jtk n.24 - Ajañña-jataka

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Robert Chalmers. [1895]
Tradotto in italiano da Francesco Viterbo.
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"Non importa quando o dove." - Questa storia fu narrata dal Maestro a Jetavana riguardo un altro Confratello che rinunciò a perseverare. Ma, in quel caso, Egli si rivolse a quel Confratello e disse, “Confratelli, in tempi passati il saggio e buono continuò a perseverare anche da ferito.” E, dicendo così, raccontò questa storia del passato.

Un tempo quando Brahmadatta regnava a Benares, c'erano sette re che circondavano la città, proprio come nella storia precedente.
Così un guerriero che combatteva su un carro imbrigliò due cavalli Sindh (un paio di fratelli), e, facendo una sortita dalla città, abbatté sei campi e catturò sei re. Proprio alla giuntura il cavallo maggiore fu ferito. Il conducente guidò avanti finché raggiunse il cancello del re, dove staccò dal carro il fratello maggiore, e , dopo aver sganciato l'armatura del cavallo mentre egli giaceva su un lato, si mise al lavoro per armare un altro cavallo. Comprendendo l'intento del guerriero, il Bodhisattva pensò la stessa cosa che aveva pensato nella storia precedente, e chiamando il conducente, ripeté questa strofa, mentre giaceva:

Non importa quando o dove, nel benessere o nei guai,
Colui che è di buona discendenza continua a combattere; la ferita si sottomette.

Il conducente fece alzare il Bodhisattva e lo imbrigliò. Poi abbatté il settimo campo e prese prigioniero il settimo re, con il quale si diresse al cancello del re, e lì liberò il nobile cavallo. Mentre giaceva su un lato, il Bodhisattva dette gli stessi consigli al re come nella storia precedente, e poi si spense. Il re fece bruciare il corpo con tutto il rispetto, profuse onori sul conducente, e dopo aver governato il proprio regno in giustizia si spense per reincarnarsi in seguito in base alle sue azioni.

La Sua lezione finì, il Maestro predicò le Verità (alla fine delle quali quel Confratello conquistò lo stato di Arahat); ed identificò la Nascita dicendo, “Il Venerabile Ananda era il re, ed il Perfetto Buddha era il cavallo di quei giorni.”