ITIVUTTAKA - La sezione delle tetradi

(Iti 100-112)

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Thanissaro Bhikkhu.
PTS: Iti 101-121 (pag) / 4.1-IV.13 (vagga.sutta)
Copyright © 2001 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 2001
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro.

§ 100. {Iti 4.1; Iti 101}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Io sono un bramano, rispondente ad ogni richiesta, con mani pure, che porta il suo ultimo corpo, un insuperabile medico e chirurgo. Voi siete i miei bambini, i miei figli, nati dalla mia parola, nati dal Dhamma, creati dal Dhamma, eredi del Dhamma, e non delle cose materiali.

Vi sono questi due tipi di dono: un dono di beni materiali e un dono del Dhamma. Dei due, questo è il migliore: un dono del Dhamma. Vi sono questi due tipi di condivisione: la condivisione di beni materiali e la condivisione del Dhamma. Dei due, questo è il migliore: la condivisione del Dhamma. Vi sono questi due tipi di assistenza: l’assistenza con beni materiali e l’assistenza con il Dhamma. Dei due, questo è il migliore : l’aiuto con il Dhamma."

"Vi sono questi due tipi di offerta: un’offerta di cose materiali e un’offerta del Dhamma. Dei due, questo è il migliore: un’offerta del Dhamma."

Egli che, illimitato,
ha compiuto l’offerta del Dhamma,
il Tathagata,
compassionevole verso tutti gli esseri:
un tale essere
— il migliore degli esseri, sia umani sia divini —
che gli esseri viventi onorano —
come colui che è andato
al di là
del divenire.

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§ 101. {Iti 4.2; Iti 102}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Vi sono queste quattro cose di scarso valore, facili da ottenere e senza biasimo. Quali quattro? Un abito sporco è di scarso valore, facile da ottenere e senza biasimo. Il cibo elemosinato è di scarso valore, facile da ottenere e senza biasimo. La base di un albero come dimora è di scarso valore, facile da ottenere e senza biasimo. La medicina fatta con urina puzzolente (E’ una delle cose necessarie ad un monaco. Vi è qualche dissenso riguardo a queste medicine fatte con urina, o l’urina usata come medicina, ma viene utilizzata ancora oggi in alcune regioni dell’Asia.) è di scarso valore, facile da ottenere e senza biasimo. Queste sono le quattro cose di scarso valore, facili da ottenere e senza biasimo. Quando un monaco è contento con cose di scarso valore, facili da ottenere e senza biasimo, allora io dico che costui possiede uno dei fattori della vita ascetica."

Contento di ciò che è senza biasimo,
di scarso valore,
facile da ottenere,
la sua mente non vessata
sull’alloggio, sui vestiti,
sul cibo, o sulle bevande:
le quattro direzioni gli offrono
tutto senza ostacoli.
Queste cose sono dichiarate
Adatte per la vita scetica,
possedute dal monaco
attento e appagato.

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§ 102. {Iti 4.3; Iti 103}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Per colui che conosce e vede, vi dico, vi è la distruzione degli influssi impuri, non per colui che non conosce e non vede. Che cosa conosce e che cosa vede? Per colui che conosce e vede, ‘Questo è dolore,' vi è la distruzione degli influssi impuri. Per colui che conosce e vede, ‘Questa è l’origine del dolore,' vi è la distruzione degli influssi impuri. Per colui che conosce e vede, ‘Questa è la cessazione del dolore,' vi è la distruzione degli influssi impuri. Per colui che conosce e vede, ‘Questo è il sentiero che conduce alla cessazione del dolore,' vi è la distruzione degli influssi impuri. Per colui che conosce e vede in questo modo vi è la distruzione degli influssi impuri."

Per un discepolo che sta praticando
il retto sentiero, sorge:
primo, la conoscenza della distruzione;
poi, la conoscenza insuperabile;
e poi, la conoscenza della liberazione —
la suprema conoscenza,
la conoscenza della distruzione:
‘I vincoli sono distrutti.'
Non certamente dal pigro e
dallo stolto,
può essere ottenuto
il Nibbana,
che scioglie tutti i nodi.

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§ 103. {Iti 4.4; Iti 105}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Ogni bramano o asceta che non comprende, come è realmente, che 'Questo è il dolore,'... ‘Questa è la sua origine,'... ‘Questa è la sua cessazione,' ‘Questo è il sentiero che conduce alla sua cessazione: per me questi bramani ed asceti non contano come bramani o come asceti. Inoltre, non entrano e non rimangono nel vero scopo della vita ascetica, non avendone avuto un’esperienza diretta tramite la perfetta conoscenza.

"Ma quei bramani o asceti che comprendono, come è realmente, che 'Questo è il dolore,'... ‘Questa è la sua origine,'... ‘Questa è la sua cessazione,' ‘Questo è il sentiero che conduce alla sua cessazione: per me questi bramani ed asceti contano come bramani o come asceti. Inoltre, entrano e rimangono nel vero scopo della vita ascetica, avendone avuto un’esperienza diretta tramite la perfetta conoscenza."

Coloro che non comprendono il dolore,
la sua causa,
e la sua cessazione,
senza residuo,
che non conoscono il sentiero,
il modo di porre fine al dolore:
mediocri
nella loro liberazione della mente
e nella liberazione della conoscenza,
incapaci
di porvi fine,
sono succubi
della nascita e della vecchiaia.
Ma coloro che comprendono il dolore,
la sua causa,
e la sua cessazione,
senza residuo,
che conoscono il sentiero,
il modo di porre fine al dolore:
in possesso
della loro liberazione della mente
e della liberazione della conoscenza,
capaci
di porvi fine,
non sono succubi
della nascita e della vecchiaia.

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§ 104. {Iti 4.5; Iti 107}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Quei monaci colmi di virtù, di concentrazione, di saggezza, di liberazione, di conoscenza e visione della liberazione; che esortano, sono da esempio, insegnano, incoraggiano, destano e stimolano; che illustrano chiaramente il vero Dhamma: vedendoli, vi dico, è di grande giovamento; ascoltandoli, incontrandoli, onorandoli, ricordandoli, seguendoli come esempio è di grande giovamento. Perchè?

"Frequentare monaci di tale forgia, incontrarli e stare con loro,gli elementi distintivi della virtù, della concentrazione, della saggezza, della liberazione, della conoscenza e visone della liberazione giungono al culmine del loro sviluppo. Tali monaci sono detti maestri, guide, colro che hanno abbandonato le passioni, disspipatori delle tenebre, sorgenti di luce, splendenti, radiosi, nobili, veggenti."

Questa è una condizione
di creare gioia
per coloro che hanno la conoscenza:
che vivono il Dhamma
dei nobili,
puri,
che illuminano il vero Dhamma,
rendendolo radioso e splendente,
che generano luce,
illuminati,
distaccati,
veggenti.
Ascoltando il loro insegnamento
Con la retta conoscenza, il saggio
Conoscendo personalmente
La distruzione della nascita,
non vanno più incontro a nuove rinascite.

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§ 105. {Iti 4.6; Iti 109}
Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Vi sono queste quattro cose che provocano la nascita della brama in cui la brama di un monaco, quando si sviluppa, nasce definitivamente. Quali quattro? E’ a causa dei vestiti, a causa del cibo elemosinato, a causa dell’alloggio, a causa del divenire e del non divenire, in cui la brama di un monaco, quando si sviluppa, nasce definitivamente. Queste sono le quattro cose che provocano la nascita della brama in cui la brama di un monaco, quando si sviluppa, nasce definitivamente."

Con la brama come compagna, un uomo
peregrina di vita in vita per lungo tempo.
Né in questa vita
Né in un’altra
va al di là
del peregrinare.
Conoscendo questo pericolo —
che la brama porta sofferenza —
libero dalla brama,
senza attaccamento,
mentalmente presente, il monaco
vive la vita ascetica.

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§ 106. {Iti 4.7; Iti 109} Si veda anche: AN 2.31

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Vivendo in comunione con Brahma sono quelle famiglie dove, in casa, i genitori sono rispettati dai figli. Vivendo in comunione con i deva superiori sono quelle famiglie dove, in casa, i genitori sono rispettati dai figli. Vivendo in comunione con i perfetti maestri sono quelle famiglie dove, in casa, i genitori sono rispettati dai figli. Vivendo in comunione con coloro che ricevono offerte sono quelle famiglie dove, in casa, i genitori sono rispettati dai figli. 'Brahma' qui indica la madre e il padre. 'The first devas' qui indica la madre e il padre. 'The first teachers' qui indica la madre e il padre. 'Those worthy of gifts' qui indica la madre e il padre. Perchè? Perché il padre e la madre fanno molto per i loro figli. Li proteggono, li nutrono, li introducono in questo mondo."

La madre e il padre,
colmi di compassione per i loro figli,
sono detti
Brahma,
perfetti maestri,
coloro che ricevono offerte
dai loro figli.
Allora il saggio deve venerarli
omaggiarli,
onorarli
con cibo e bevande
vestiti e alloggi
bagni ed unguenti
e lavare i loro piedi.
Attuando queste onori verso i genitori,
il saggio
viene lodato
e dopo la morte
rinascerà nei regni celesti.

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§ 107. {Iti 4.8; Iti 111}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Monaci, bramani e capifamiglia sono per voi di grande aiuto, in quanto vi procurano cibo, vestiti, alloggi e medicine. E voi, monaci, siete di grande aiuto per bramani e capifamiglia, in quanto gli insegnate il Dhamma ammirevole all’inizio, ammirevole nel mezzo, ammirevole alla fine; in quanto gli illustrate la vita santa nella sua essenza e nei dettagli, pura e perfetta nella sua interezza. In questo modo la vita santa è vissuta in mutua dipendenza, con lo scopo di superare il flusso (delle rinascite), e di porre fine alla sofferenza."

Capifamiglia e monaci
in mutua dipendenza
nell’ottenere il vero Dhamma:
la suprema distruzione dei legami.
Dai capifamiglia, i monaci
ricevono il necessario: vestiti, alloggi,
protezione dai pericoli.
Affidandosi al Sublime,
i capifamiglia
hanno fede negli arahant
dalla nobile saggezza,
assorti nei jhana.
Avendo praticato il Dhamma in questa vita —
il sentiero che conduce alle felici destinazioni —
dilettandosi nel mondo dei deva,
gioiscono,
di ogni piacere dei sensi.

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§ 108. {Iti 4.9; Iti 112}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Quei monaci che sono falsi, ingrati, chiaccheroni, impostori, arroganti, senza concentrazione non sono miei seguaci. Essi sono lontani da questo Dhamma e dalla Disciplina. Non ottengono la crescita, insite in questo Dhamma e in questa Disciplina, lo sviluppo e la pienezza spirituale.

"Ma quei monaci che non sono falsi, ingrati, chiaccheroni, impostori, arroganti, senza concentrazione sono miei seguaci. Essi non sono lontani da questo Dhamma e dalla Disciplina. Ottengono la crescita, insite in questo Dhamma e in questa Disciplina, lo sviluppo e la pienezza spirituale.

I falsi, gli ingrati, i chiaccheroni, gli impostori,
gli arroganti, senza concentrazione:
non crescono nel Dhamma
insegnato dal Perfettamente
Risvegliato.
I non falsi, i non ingrati, i non chiaccheroni, i non impostori,
i non arroganti, concentrati:
crescono nel Dhamma
insegnato dal Perfettamente
Risvegliato.

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§ 109. {Iti 4.10; Iti 114}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Supponete che un uomo sia trasportato dalla corrente di un piacevole e gradevole fiume. E un altro uomo di buona vista, stando sulla riva, vedendolo direbbe: ‘buon uomo, sebbene tu sia trasportato dalla corrente di un piacevole e gradevole fiume, più a valle da qui c’è un lago con onde e vortici, mostri e demoni. Una volta raggiunto quel lago troverà morte sicura e atroci sofferenze.' Quindi il primo uomo, ascoltando le parole dell’altro uomo, con mani e piedi si sforzerebbe per uscire fuori dalla corrente.

"Ho usato una similitudine per spiegare il significato. Il significato è questo: la corrente del fiume rappresenta la brama. Il fiume piacevole e gradevole rappresenta le sei basi interne. Il lago giù a valle rappresenta i cinque legami inferiori. (I cinque legami inferiori sono: credere l’esistenza del sè, dubbio, attaccamento ai rituali e ai precetti, desiderio dei sensi, ingiuria.) Le onde sono la rabbia e l’agitazione. I vortici rappresentano le cinque forze della sensualità. I mostri e i demoni rappresentano il sesso opposto. Controcorrente è la rinuncia. Lo sforzo con mani e piedi rappresenta il sorgere della tenacia. L’uomo di buona vista che sta sulla riva del fiume rappresenta il Tathagata, il Perfettamente Risvegliato."

Anche se si soffre,
dovete abbandonare
i desideri dei sensi
se volete ottenere
la futura distruzione dei legami.
Vigili,
con una mente ben liberata,
otterrete la liberazione in questa vita,
qui ed ora.
Il perfetto saggio,
avendo compiuto la vita santa,
è detto colui che è andato
alla fine del mondo, che è andato al di là.

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§ 110. {Iti 4.11; Iti 115}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Se in un monaco, mentre sta camminando, sorge un pensiero sensuale, un pensiero nocivo, di violenza, e non viene subito abbandonato, rifiutato, distrutto, reso inoffensivo anche in futuro, allora quel monaco camminando privo di ardore e di prudenza è detto sempre e continuamente pigro e privo di perseveranza.

"Se in un monaco, mentre sta camminando...

"Se in un monaco, mentre è seduto...

"Se in un monaco, mentre giace, sorge un pensiero sensuale, un pensiero nocivo, di violenza, e non viene subito abbandonato, rifiutato, distrutto, allora quel monaco privo di ardore e di prudenza è detto sempre e continuamente pigro e privo di perseveranza.

"Invece se in un monaco, mentre sta camminando, sorge un pensiero sensuale, un pensiero nocivo, di violenza, e viene subito abbandonato, rifiutato, distrutto, reso inoffensivo anche in futuro, allora quel monaco camminando con ardore e prudenza è detto sempre e continuamente risoluto e pieno di perseveranza.

"Se in un monaco, mentre sta in piedi...

"Se in un monaco, mentre è seduto...

"Se in un monaco, mentre giace, sorge un pensiero sensuale, un pensiero nocivo, di violenza, e viene subito abbandonato, rifiutato, distrutto, reso inoffensivo anche in futuro, allora quel monaco camminando con ardore e prudenza è detto sempre e continuamente risoluto e pieno di perseveranza."

Sia che cammini, che stia in piedi,
che sia seduto, o giaccia,
chiunque abbia pensieri nocivi,
relativi alla vita mondana,
non sta seguendo completamente il sentiero,
in balìa
delle cose illusorie.
E’ incapace,
un tale monaco,
di ottenere il supremo
risveglio.
Ma chiunque —
camminando, stando in piedi,
sedendo, o giacendo —
governi i pensieri,
godendo della pace mentale:
è capace,
un tale monaco,
di ottenere il supremo
risveglio.

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§ 111. {Iti 4.12; Iti 118}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Siate pieni di virtù, monaci, e seguite le regole del Patimokkha. Vivete nelle restrizioni del Patimokkha, perfetti nel vostro comportamento e nelle vostre attività. Esercitatevi, rispettando le regole della pratica, vedendo il pericolo anche nelle colpe più sottili.

"Quando si è pieni di virtù, si seguono le regole del Patimokkha; si vive nelle restrizioni del Patimokkha, perfetti nel comportamento e nelle attività ; esercitandosi, rispettando le regole della pratica, vedendo il pericolo anche nelle colpe più sottili — cosa ancora deve essere fatto?

"Se in un monaco, mentre sta camminando, la cupidigia, la cattiva volontà, il torpore e l’indolenza, l’agitazione e l’ansia, il dubbio sono allontanati; se la sua perseveranza è ben salda; se la sua presenza mentale è ben stabilita; se il suo corpo è calmo e rilassato; se la sua mente è ben concentrata e unificata: allora quel monaco camminando con ardore e prudenza è detto sempre e continuamente risoluto e pieno di perseveranza.

"Se in un monaco, mentre sta camminando...

"Se in un monaco, mentre è seduto...

"Se in un monaco, mentre giace, la cupidigia, la cattiva volontà, il torpore e l’indolenza, l’agitazione e l’ansia, il dubbio sono allontanati; se la sua perseveranza è ben salda; se la sua presenza mentale è ben stabilita; se il suo corpo è calmo e rilassato; se la sua mente è ben concentrata e unificata: allora quel monaco camminando con ardore e prudenza è detto sempre e continuamente risoluto e pieno di perseveranza."

Pieno di controllo mentre cammina,
pieno di controllo mentre sta in piedi,
pieno di controllo mentre siede,
pieno di controllo mentre giace,
pieno di controllo mentre piega e distende le sue membra,
— in qualsiasi luogo del mondo —
osservando il sorgere e il morire
dei fenomeni,
degli aggregati:
un monaco vivendo così ardente,
sereno, in pace —
sempre
consapevole,
esercitandosi
nella tranquillità della presenza mentale —
è detto continuamente
risoluto.

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§ 112. {Iti 4.13; Iti 121}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Il mondo (le sfere dei sei sensi, i loro oggetti, la relativa coscienza, il relativo contatto, e ciò che sorge in relazione con quel contatto, le varie sensazioni di piacere, di dolore e neutre.) è stato sempre pienamente compreso dal Tathagata. Dal mondo, il Tathagata si è distaccato. L’origine del mondo è stata sempre pienamente compresa dal Tathagata. L’origine del mondo, dal Tathagata, è stata abbandonata. La cessazione del mondo è stata sempre pienamente compresa dal Tathagata. La cessazione del mondo, dal Tathagata, è stata realizzata. Il sentiero che conduce alla cessazione del mondo è stato sempre pienamente compreso dal Tathagata. Il sentiero che conduce alla cessazione del mondo, dal Tathagata, è stato sviluppato.

"Qualsiasi cosa in questo mondo — con i suoi deva, Mara, Brahma, con le sue generazioni di bramani ed asceti, re ed uomini — vista, sentita, percepita, conosciuta, ottenuta, cercata, ponderata dalla mente, è stata sempre pienamente compresa dal Tathagata. Perciò è chiamato il Tathagata.

"Dalla notte del Tathagata pienamente e perfettamente risvegliato fino alla notte della sua totale liberazione, della sua entrata nel Nibbana senza residuo, qualsiasi cosa il Tathagata abbia detto (tatha), illustrato, spiegato è solo così e non in un altro significato. Perciò è chiamato il Tathagata.

"Il Tathagata come insegna (tatha) così agisce, e come insegna così agisce. Perciò è chiamato il Tathagata.

" In questo mondo con i suoi deva, Mara, Brahma, con le sue generazioni di bramani ed asceti, re ed uomini, il Tathagata è il conquistatore mai sconfitto, onniveggente, onnipotente. (Questi sono gli epiteti attribuiti al Grande Brahma.) Perciò è chiamato il Tathagata.” Questo è il significato di ciò che il Beato ha detto. E a tal riguardo questo è stato detto :

Conoscendo perfettamente tutto il mondo,
come realmente è,
da tutto il mondo distaccato,
in tutto il mondo impareggiabile:
Conquistando tutto,
in ogni modo,
illuminato,
liberato da ogni legame,
egli ottiene la pace suprema —
il Nibbana, libero
da timore.
Egli è libero dagli influssi impuri,
da inquietitudine,
risvegliato,
reciso tutti i dubbi;
ha ottenuto la distruzione delle azioni,
ha realizzato la distruzione di ogni cosa condizionata.
E’ il Beato, il Risvegliato,
un leone, insuperabile.
Nel mondo con i suoi deva
Ha messo in moto la ruota di Brahma. (la Ruota del Dhamma o la Ruota della Legge.)

Sia esseri umani sia divini
che hanno preso rifugio nel Buddha,
riuniti, omaggiano
il Grandioso, il Perfettamente Maturo:

L’Invitto, è il migliore
fra gli invitti;
calmo, il veggente
dei pacifici;
il Liberato, il Sublime
fra coloro che si sono liberati;
Colui che ha oltrepassato, il migliore
fra coloro che hanno oltrepassato.'

Così lo omaggiano
Il Grandioso, il Perfettamente Maturo:
‘In questo mondo con i suoi deva,
non esiste nessuno
che lo eguagli.'
Anche questo è il significato di ciò che è stato detto dal Beato, così ho sentito.