ITIVUTTAKA - La sezione delle coppie

(Iti 28-49)

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Thanissaro Bhikkhu.
PTS: Iti 22-43 (pag.) / 2.1-II.22 (vagga.sutta)
Copyright © 2001 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 2001
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro.

§ 28. {Iti 2.1; Iti 22}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Con queste due cose, un monaco vive la sua vita nella sofferenza— inquieto, afflitto, e tormentato — e alla dissoluzione del corpo, dopo la morte, lo attende una cattiva destinazione. Quali due? Non custodire le porte delle facoltà sensuali, e non moderarsi con il cibo. Con queste due cose, un monaco vive la sua vita nella sofferenza— inquieto, afflitto, e tormentato — e alla dissoluzione del corpo, dopo la morte, lo attende un cattiva destinazione. "

Occhio, orecchio e naso,
lingua, corpo e mente:
quando un monaco lascia incustodite queste porte
— non moderandosi con il cibo,
non controllando i sensi —
sperimenta sofferenza:
fisica, e
mentale.
Tormentato fisicamente
e mentalmente,
giorno e notte,
egli vive
nel dolore e nella sofferenza.

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§ 29. {Iti 2.2; Iti 23}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Con queste due cose, un monaco vive la sua vita nella gioia — imperturbato, tranquillo, e senza tormenti — e alla dissoluzione del corpo, dopo la morte, lo attende una felice destinazione. Quali due? Custodendo le porte delle facoltà sensuali, moderandosi nel cibo. Con queste due cose, un monaco vive la sua vita nella gioia — imperturbato, tranquillo, e senza tormenti — e alla dissoluzione del corpo, dopo la morte, lo attende una felice destinazione. "
Occhio, orecchio e naso,
lingua, corpo e mente:
quando un monaco custodisce queste porte
—moderandosi con il cibo,
e controllando i sensi —
sperimenta le gioie:
fisiche, e
mentali.
Imperturbato fisicamente,
e mentalmente,
giorno e notte,
egli vive
nella gioia.

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§ 30. {Iti 2.3; Iti 24}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Vi sono due cose che causano il rimorso. Quali due? Se una persona non ha fatto ciò che è considerato meritevole, salutare, non ha realizzato tutto ciò che può proteggere dalla paura, e invece ha compiuto azioni malvagie, brutali e crudeli. Pensando, 'Non ho fatto ciò che è meritevole,' prova rimorso. Pensando, 'Ho compiuto azioni malvagie,' prova rimorso. Queste sono le due cose che causano rimorso."

Avendo compiuto
cattiva condotta fisica,
verbale,
e mentale, (cattiva condotta fisica l’uccidere, il rubare, e l’attività sessuale illecita; cattiva condotta verbale il mentire, parole d’odio, aspre o che tendono a dividere, e chiacchiere vane; cattiva condotta mentale la cupidigia, la cattiva volontà, e false visioni.)
o altri tipi di peccato,
non avendo compiuto azioni salutari,
alla dissoluzione del corpo,
questo stolto rinascerà
all’inferno.

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§ 31. {Iti 2.4; Iti 25}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Vi sono due cose che non causano il rimorso. Quali due? Se una persona ha fatto ciò che è considerato meritevole, salutare, ha realizzato tutto ciò che può proteggere dalla paura, e non ha compiuto azioni malvagie, brutali e crudeli. Pensando, 'Ho fatto ciò che è meritevole,' non prova rimorso. Pensando, 'Non ho compiuto azioni malvagie,' non prova rimorso. Queste sono le due cose che non causano rimorso."

Avendo abbandonato
la cattiva condotta fisica,
verbale,
e mentale,
o altri tipi di peccato,
avendo compiuto azioni salutari,
alla dissoluzione del corpo,
questo saggio rinascerà
nei reami celesti.

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§ 32. {Iti 2.5; Iti 26}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Con queste due cose, una persona — una volta morta — rinasce all’inferno. Quali due? Le cattive consuetudini e le cattive convinzioni. Con queste due cose, una persona — una volta morta — rinasce all’inferno."

Cattive consuetudini e
cattive convinzioni: (Il MN 117 spiega in questo modo le cattive convinzioni o false visioni: "Niente è dato, né offerto, né sacrificato. Non vi sono i frutti o i risultati delle buone o delle cattive azioni. Non esiste questo mondo, né l’altro, né madre, né padre, né future rinascite; né bramani né asceti che, praticando rettamente, dichiarano questo mondo e il prossimo tramite la conoscenza diretta.")
una persona, poco saggia,
fornita di queste due cose,
alla dissoluzione del corpo
rinasce nei reami infernali.

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§ 33. {Iti 2.6; Iti 26}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Con queste due cose, una persona — una volta morta — rinasce in paradiso. Quali due? Le buone consuetudini e le rette convinzioni. Con queste due cose, una persona — una volta morta — rinasce in paradiso."

Buone consuetudini e
rette convinzioni:
una persona, saggia,
fornita di queste due cose,
alla dissoluzione del corpo
rinasce nei reami celesti.

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§ 34. {Iti 2.7; Iti 27}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Una persona senza ardore, senza interesse [per i risultati delle azioni malvage], è incapace di ottenere il risveglio, l’Illuminazione, la suprema liberazione dai vincoli. Una persona ardente e premurosa è capace di ottenere il risveglio, l’Illuminazione, la suprema liberazione dai vincoli. "

Senza ardore, nè
premura,
indolente, con poca perseveranza,
pieno di torpore e indolenza,
senza pudore, senza rispetto:
è incapace,
un tal monaco,
di ottenere il supremo
risveglio.
Ma colui che è consapevole, saggio,
che pratica gli assorbimenti meditativi,
ardente, vigile ed attento,
avendo reciso il legame di nascita e vecchiaia,
ottiene durante la sua esistenza
il risveglio
supremo.

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§ 35. {Iti 2.8; Iti 28}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Monaci, questa vita santa è vissuta, non per ingannare le persone, né per sedurle, né per ottenere profitti, offerte, ed onori, né con il pensiero, ‘In questo modo le persone possono conoscermi.' Questa vita santa è vissuta per la rinuncia e per il distacco."

Per la rinuncia,
per il distacco,
egli, il Beato, ha insegnato
una vita santa, non trasmessa per tradizione, (Che non deriva e non dipende da antiche tradizioni.)
che conduce alla terra
dell’Illuminazione.
Questo sentiero è perseguito
da coloro con nobili scopi,
grandi veggenti.
Coloro che lo seguono,
come insegnato dal Sublime,
conforme all’insegnamento del Maestro,
porranno fine
alla sofferenza e al dolore.

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§ 36. {Iti 2.9; Iti 29}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Monaci, questa vita santa è vissuta, non per ingannare le persone, né per sedurle, né per ottenere profitti, offerte, ed onori, né con il pensiero, ‘In questo modo le persone possono conoscermi.' Questa vita santa è vissuta per una profonda conoscenza (abhiñña. Il Canone elenca sei tpi di abhiñña: poteri psichici, l’occhio divino, l’orecchio divino, saper leggere nella mente degli altri, reminiscenza delle vite passate, e — il più importante — la conoscenza della fine delle fermentazioni mentali.) e per una piena comprensione."

Per la profonda conoscenza e per la piena
comprensione,
egli, il Beato, ha insegnato
una vita santa, non trasmessa per tradizione,
che conduce alla terra
dell’Illuminazione.
Questo sentiero è perseguito
da coloro con nobili scopi,
grandi veggenti.
Coloro che lo seguono,
come insegnato dal Sublime,
conforme all’insegnamento del Maestro,
porranno fine
alla sofferenza e al dolore.

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§ 37. {Iti 2.10; Iti 29}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Con queste due cose, un monaco vive con gioia la sua esistenza e attraverso queste mette in atto la distruzione degli influssi impuri. Quali due? Un senso di premura e timore verso cose che potrebbero infondere premura e timore ( samvega. Altri significati: spavento, sgomento, alienazione. Nel Canone Pali, questa emozione o sensazione è spesso accompagnata da paura e da panico. Le cose che potrebbero infondere premura e timore sono le prime quattro delle cinque contemplazioni elencate nell’AN 5.57: "Sono soggetto alla vecchiaia, non la posso superare. Sono soggetto alla malattia, non la posso superare . Sono soggetto alla morte, non la posso superare. Vado a separarmi da tutto ciò che mi è caro…..." Uno sforzo appropriato viene indicato dalle cinque contemplazioni: "Sono il padrone delle mie azioni, erede delle mie azioni, nato dalle mie azioni, imparentato alle mie azioni, e di ogni mia azione ne sono l’arbitro. Qualunque cosa faccia, in bene o in male, la erediterò.") e, provando premura e timore, attuare uno sforzo appropriato. Con queste due cose, un monaco vive con gioia la sua esistenza e attraverso queste fa nascere la distruzione degli influssi impuri."

Provando premura, timore
verso cose che potrebbero infonderle,
il saggio,
l’imperioso,
e ardente monaco
esamina
con saggezza.
Colui che vive ciò con ardore,
senza agitazioni, in pace,
fornito della calma della presenza mentale
ottiene la fine
della sofferenza e del dolore.

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§ 38. {Iti 2.11; Iti 31}

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: "Due pensieri vengono spesso in mente al Tathagata, il Perfettamente Risvegliato: quello della sicurezza e quello dell’isolamento.

"Il Tathagata gioisce e gode nel non commettere azioni malvagie. Questo pensiero ricorre spesso nella sua mente: ‘Con questo comportamento io non reco danno a nessun essere vivente, sia debole sia forte.'

"Il Tathagata gioisce e gode nell’isolamento. Questo pensiero ricorre spesso nella sua mente: ‘Tutto ciò che non è salutare è stato abbandonato.'

"Così, monaci, dovete anche voi gioire e godere nel non commettere azioni malvagie. Così questo pensiero ricorrerà spesso nella vostra mente: ‘Con questo comportamento noi non rechiamo danno a nessun essere vivente, sia debole sia forte.'

"Così, monaci, dovete anche voi gioire e godere nell’isolamento. Questo pensiero ricorrerà spesso nella vostra mente: ‘Cos’è non salutare? Cosa non abbiamo ancora abbandonato? Cosa stiamo abbandonando?'"

Al Tathagata,
il risvegliato,
che ha vinto ciò che è duro da vincere,