DN 18: Janavasabha Sutta - Il dio Janavasabha

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di T.W. Rhys Davids.
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro.

1. Così ho sentito. Una volta, il Sublime soggiornava a Nadika nella Casa dei Mattoni. In quell'occasione, il Sublime stava spiegando la rinascita di molti discepoli morti in zone diverse: Kasi e Kosala, Vajjia e Malla, Ceti e Vamsa, Kuru e Pancala, Maccha e Surasena, dicendo: “Costui è rinato in quel luogo, quest'altro è rinato in quest'altro luogo.” Più di cinquanta discepoli di Nadika, avendo distrutto le prime cinque catene sono rinati e raggiungeranno il parinibbana senza ritornare in questo mondo; più di novanta discepoli, avendo distrutto le tre catene e abbandonato il desiderio sensuale e la cattiva volontà, rinasceranno ancora in questo mondo e poi metteranno fine alla sofferenza, e più di cinquecento discepoli, avendo distrutto le tre catene sono entrati nella corrente, non destinati ai mondi inferiori, e otterranno l'illuminazione.

2. I discepoli dimoranti a Nadika, dopo aver conosciuto le parole del Sublime, furono compiaciuti, soddisfatti e felici.

3. Anche il Venerabile Ananda seppe della felicità dei discepoli dimoranti a Nadika.

4. Pensò: “Ci sono discepoli di Magadha che sono scomparsi. Qualcuno penserebbe che Anga e Magadha non avevano alcun discepolo quando sono morti. Erano devoti comunque al Buddha, al Dhamma e al Sangha, e praticarono la virtù con perfezione. Il Sublime non ha dichiarato il loro destino. Sarebbe opportuno avere una dichiarazione in quel senso: in modo che la folla abbia fede e raggiungesse una buona rinascita.'
“Ora, il Re Seniya Bimbisara del Magadha era un monarca equo, che aveva governato concordante con la legge, amico dei bramani, dei capifamiglia, e la sua fama si era propagata: ‘Un monarca equo che ci ha portato tanta felicità anche quando è morto. La vita era facile vivendo sotto il suo regno. Era un devoto del Buddha, del Dhamma e del Sangha e praticò la virtù con perfezione ' Così dicevano le persone: ‘Il Re Bimbisara ha elogiato il Sublime fino al giorno della sua morte! ' Il Sublime non dichiarò il suo destino sarebbe bene avere una sua dichiarazione, anche perchè a Magadha il Sublime ha raggiunto la perfetta illuminazione. Se il Sublime non dichiara il destino di costoro, ciò provocherà l'infelicità delle persone di Magadha. Allora, perché il Sublime non dichiara il loro destino?”

5. Quindi, per compassione verso i discepoli di Magadha, il Venerabile Ananda si recò dal Sublime e dopo averlo salutato, si sedette ad un lato e disse: “Signore venerabile, ho sentito ciò che è stato detto riguardo agli abitanti di Nadika.” (uguale ai versi 1-2)

6. “Erano tutti seguaci del Buddha, del Dhamma e del Sangha e praticarono la virtù con perfezione. Il Sublime non ha dichiarato il loro destino ... (uguale al verso 4) ” Quindi, avendo così parlato si alzò dal suo posto e dopo avere onorato il Sublime, mantenendo la destra, andò via.

7. Appena Ananda andò via, il Sublime prese mantello e scodella e andò a Nadika per la questua. Dopo la questua ritornò alla Casa dei Mattoni. Dopo aver lavato i piedi, entrò nella casa, per considerare e contemplare il soggetto dei discepoli di Magadha, si sedette al posto che gli era stato preparato, e disse: “Io conoscerò il destino e la loro prossima fortuna, quale essa sia.” Egli conosceva il destino di ognuno di loro. Poi verso il crepuscolo, il Sublime lasciò la Casa dei Mattoni e si sedette sul posto che gli era stato preparato all'ombra della casa.

8. Poi il Venerabile Ananda andò dal Sublime e dopo averlo salutato, si sedette ad un lato e disse: “Signore venerabile, il Sublime rileva una mente calma, pura e brillante. Il Sublime è stato soddisfatto della permanenza di oggi?”

9. “Ananda, dopo che mi hai parlato dei discepoli di Magadha, presi ciotola e mantello ed andai a Nadika ad elemosinare. Al ritorno nella Casa dei Mattoni ho meditato sui discepoli di Magadha... Egli sapeva il destino di ognuno di loro. Poi uno yakkha che da lì passava gridò: ‘Sono Janavasabha, Signore venerabile! Sono Janavasabha, Sublime! ' Ananda, conoscevi qualcuno che era nato col nome Janavasabha?” “Devo ammettere, signore venerabile, che non ho sentito mai quel nome; e comunque nel sentire il nome ‘Janavasabha ' pensai: ‘Quel nome Janavasabha non può essere uno yakkha con un livello così inferiore! ”

10. “Ananda, immediatamente dopo aver sentito quella voce, gli yakkha apparvero di fronte a me come una nobile visione e gridarono per la seconda volta: ‘Sono Bimbisara, Signore venerabile! Io sono Bimbisara, Sublime! Per la settima volta sono rinato nel corpo del Re Vessavana. Essendo morto come un re di creature umane, ora sono rinato fra esseri non umani.

Sette stati qui e sette stati là, quattordici nascite,
Quelle sono le vite che posso ricordare.

Per molto tempo, Signore venerabile, ho capito di essere libero dai mondi inferiori, ed ora appare in me il desiderio di divenire uno di quelli che ritornano una volta. Dissi : ‘E' sorprendente, è stupendo che lo yakkha venerabile Janavasabha dice così. Cosa conosci del completamento specifico così alto? ”

11. “'Non c'è un altro modo, Signore venerabile, non c'è un altro modo, Sublime, che attraverso i loro insegnamenti! Fin dal momento in cui ottenni la condanna provata, Signore venerabile, per molto tempo ho capito di essere libero dai mondi inferiori ed ora appare in me il desiderio di divenire uno di quelli che ritornano una volta. Poi, Signore venerabile, essendo stato inviato dal Re Vessavana per trattare alcuni affari con il Re Virulhaka, vidi il Sublime entrare nella Casa dei Mattoni e riflettere sul soggetto dei discepoli di Magadha... ed ho sentito appena il Re Vessavana annunciare nella sua ... il destino di quei discepoli, così ho pensato: ‘Vedrò il Sublime e glielo dirò. ' E queste, Signore venerabile, sono le due ragioni per cui venni a vedere il Sublime.” (Janavasabha continua:)

12. “'Signore venerabile, in passato, molto tempo fa, nell'Uposatha del quindicesimo giorno, in una notte di luna piena, tutti i Trentatré dei si riunirono nel Salone Sudhamma - una grande congregazione di esseri divini e dei Quattro Grandi Re dei quattro quadranti. C'era il Grande Re Dhatarattha ; il Grande Re Virulhaka; il Grande Re Viruipakkha; ed il Grande Re Vessavana.

“' In quelle occasioni, ognuno di loro ha il posto assegnato. E quelle divinità che, avevano vissuto la vita santa sotto il Sublime, erano recentemente rinati nel Paradiso dei Trentatré dei, ed eclissarono gli altri dei in luminosità e gloria. Per quella ragione gli dei Trentatrè furono soddisfatti, felici, pieni di piacere e felicità.

13. “' Poi, Signore venerabile, Sakka, il signore degli dei, recitò a memoria questi versi :

“I Trentatré dei sono felici, anche il loro capo,
elogiando il Tathagata e la verità del Dhamma,
gli dei più vicini, luminosi e gloriosi
coloro che vissero la vita santa, ora sono rinati.
Eclissano tutti gli altri nella fama e nello splendore,
i discepoli distinti della persona Saggia e potente.
I Trentatré dei sono felici, anche il loro capo,
elogiando il Tathagata e la verità del Dhamma,”

In prospettiva di ciò, i Trentatré dei sono ancora più felici e dicono: “L'opera degli dei sta crescendo, l'opera degli asura sta decrescendo!”

14. “Poi si consultarono e deliberarono insieme sul soggetto per cui si erano riuniti nel salone Sudhamma, e i Quattro Grande Re li misero al corrente, stando immobili nei loro posti.
I Re, li istruirono, memorizzando le parole dette,
restando calmi nei loro posti.

15. “'Poi, Signore venerabile, una gloriosa luce apparve da nord e il suo splendore era più intenso dello splendore degli altri dei. E Sakka disse ai Trentatré dei: “Gentiluomini, quando vi sono quei segnali che avete appena visto, quando quella luce e uno splendore appare, poi Brahma apparirà. Perché quei segnali sono il presagio dell'apparizione di Brahma.”

Quando vedete quei segnali , Brahma apparirà presto:
quello è il segnale di Brahma, grande e grandiosa luminosità.

16. “ Poi, i Trentatré dei si sedettero dicendo: “Appena vedremo quella grande luce gli andremo incontro.” I Quattro Grandi Re, sedendosi ai loro posti, dissero lo stesso. Così tutti furono d'accordo.

17. “ Signore venerabile, ogni qualvolta Brahma Sanankumara appare per voi Trentatré dei, lui appare con una forma più rozza, perché il suo naturale aspetto non può essere notato da altri occhi. Quando appare, supera tutti gli altri in luminosità ......... E, Signore venerabile, quando Brahma Sanankumara appare per i Trentatré dei, nessuno di loro lo saluta o si alza, o gli offre un posto. ............

18. “ Poi, Signore venerabile, Brahma Sanankumara, dopo avere assunto una forma più rozza apparve ai Trentatré dei con la forma della gioventù Pancasikha. Levitando, apparve in aria con le gambe incrociate, come un uomo forte potrebbe sedersi a terra su un cuscino . Quindi recitò a memoria questi versi :

“I Trentatré dei sono felici, anche il loro capo, ...............(gli stessi versi di prima)

19. “' Ora, riguardo al discorso di Brahma Sanankumara e il suo modo di parlare, la sua voce ha otto qualità: è chiara, intelligibile, melodiosa, udibile, coinvolgente, eufonica, profonda e risonante. Chi ha una voce come quella, si dice, ha la voce di Brahma.

20. “ E Brahma Sanankumara, moltiplicando la sua forma per trentatré, si sedette con le gambe incrociate sui cuscini di ognuno dei trentatré dei e disse: ‘Cosa pensano i Trentatré dei? Dato che il Sublime, per compassione per il mondo ed per il beneficio e la felicità di molti, agì per il benessere degli dei e delle creature umane, e coloro che volevano così, presero rifugio nel Buddha, nel Dhamma e nel Sangha e osservarono precetti di virtù , con la morte e la dissoluzione del corpo sono rinati come compagni degli dei di Parinimmita-Vasavatti o degli dei di Nimmanaratti, o degli dei di Tusita, o degli dei di Yama, o fra i Trentatré dei, o fra i Quattro Grande Re - o minimo nella società dei gandhabba.

21. “'Così disse Brahma Sanankumara. Ed ognuno degli dei pensò. “Sta sedendo sul mio cuscino, sta parlando solo a me.”

Tutte le forme finte parlano ad una sola voce,
e dopo avere parlato, ogni silenzio ha la stessa durata.
Ed ognuno dei Trentatré dei, compreso il loro capo,
pensava: “Parla a me.”

22. “' Poi, Brahma Sanankumara assunse una sola forma, e si sedette sul cuscino di Sakka e disse: “Cosa pensate (ai Trentatré dei)? Quel venerabile, Buddha, un arahant perfettamente illuminato, conobbe e vide le quattro basi del potere spirituale e come svilupparli, migliorarli e praticarli. Quali quattro? In questo caso, un monaco sviluppa la base del potere spirituale che possiede la concentrazione a causa del desiderio ... a causa dell'energia... a causa della mente... a causa dell'investigazione ...... Quelle sono le quattro basi per il potere spirituale... E tutti coloro che portarono a termine quei poteri, li svilupparono e li coltivarono in quei quattro modi. Trentatré dei vedete in me quei poteri?” “Sì, Brahma.” “Li sviluppai anche molto bene, e li praticai in quei quattro modi.”

23. “Questo disse Brahma Sanankumara. Poi continuò: “ Ci sono tre passaggi per la beatitudine proclamata dal Sublime. Quali sono? In primo luogo, quando qualcuno vincolato ai piaceri sensuali, sottoposto alle condizioni prive dei requisiti necessari, e in quel momento sente il nobile Dhamma, e pratica di conseguenza . Così facendo si distacca da quei piaceri sensuali e dalle condizioni prive dei requisiti necessari. Come un risultato di quel distacco, la felicità appare, e poi gioia e piacere.

24. “In secondo luogo, quando qualcuno che non calma le formazioni fisiche, verbali e mentali. In quel momento lui sente il nobile Dhamma,... e le formazioni fisiche, verbali e mentali si calmano. E come risultato di quella calma la gioia appare, ............

25. “In terzo luogo, quando qualcuno realmente non sa qual è corretto e qual è incorretto, qual è accusabile e quale non è, ciò che si deve praticare e ciò che non si deve, ciò che è volgare e ciò che è nobile, ciò che ha qualità inferiore, superiore o mista, e in quel momento sente il nobile Dhamma, e pratica di conseguenza . Come risultato, passa alla conoscenza della realtà, ciò che è corretto e ciò che è incorretto, ............. o mista. L'ignoranza scompare e la conoscenza appare. Con la scomparsa dell'ignoranza e l'apparire della conoscenza, la felicità appare. Come il piacere può portare la gioia, con la felicità prova la felicità. Questi sono i tre passaggi per la beatitudine proclamata dal Sublime che ha conosciuto e visto.”

26. “ Così parlò Brahma SananKumara. E continuò: “Cosa pensate? . “ Così il Sublime ha enunciato i quattro fondamenti della presenza mentale per portare a termine ciò che dà beneficio! Quali sono i fondamenti? Qui, un monaco sta contemplando pienamente il corpo come un corpo, consapevole e con presenza mentale, avendo messo da parte l'avidità ed il dispiacere per il mondo. Così contempla il corpo nel e sul corpo, e diventa perfettamente concentrato e calmo. Così ottiene esternamente la conoscenza e la visione del corpo come un corpo. Contempla le sensazioni come sensazioni... contempla la mente come mente... contempla gli oggetti mentali come oggetti mentali, completamente consapevole e con piena presenza mentale, avendo messo da parte l'avidità ed il dispiacere per il mondo. ........ Essendo perfettamente concentrato e calmo ottiene la conoscenza e la visione degli oggetti mentali come oggetti mentali. Questi sono i quattro fondamenti della presenza mentale enunciati dal Sublime.

27. “' Così disse Brahma Sanankumara . E continuò: “Che ne pensate Trentatré dei? Il Sublime enunciò i sette supporti fattori della concentrazione, per lo sviluppo della perfetta concentrazione e la perfezione della concentrazione! Quali sono? Sono la retta conoscenza, il retto pensiero, il retto discorso, la retta azione, il retto modo di vivere, il retto sforzo e d la retta presenza mentale. L'unità della mente sostenuta da questi sette fattori è chiamata la nobile retta concentrazione con i loro supporti ed i loro requisiti. Dalla retta conoscenza nasce il retto pensiero, dal retto pensiero nasce il retto discorso, dal retto discorso nasce la retta azione, dalla retta azione nasce il retto modo di vivere, dal retto modo di vivere nasce il retto sforzo , dal retto sforzo nasce la retta presenza mentale, dalla rretta presenza mentale nasce la retta concentrazione, dalla retta concentrazione nasce la retta conoscenza, dalla retta conoscenza nasce la retta liberazione. Se qualcuno dovesse dichiarare: ‘ Il Dhamma è ben proclamato dal Sublime, visibile nel Qui ed Ora, con effetto immediato, ti invita ad esaminare, ti conduce oltre, sperimentato dalle persone sagge ', dicendo: ‘Aperte sono le porte dell'Immortale! ', parlerebbe in accordo con la suprema verità. Infatti, gentiluomini, il Dhamma è ben proclamato dal Sublime, visibile nel Qui ed Ora, con effetto immediato, ti invita ad esaminare, ti conduce oltre, sperimentato dalle persone sagge ' dicendo: ‘Aperte sono le porte dell'Immortale!
“Coloro che possiedono la retta fede nel Buddha, nel Dhamma e nel Sangha e possiede le virtù apprezzate dai saggi, costoro che qui sono rinati nella legge del Dhamma, contando più di 2400 discepoli di Magadha, morti da tempo, con l'abbandono dei primi tre vincoli mentali, entrarono nella corrente, mai più destinati a mondi inferiori , col destino fissato, hanno l'illuminazione come destino, ed infatti, qui ci sono anche coloro che ritornano ancora una volta.

Ma un altro gruppo, infatti,
ha ancora un grande merito, la mia mente
non è capace di valutarli in nessun modo,
per paura di dire una sciocchezza.

28. “ Questo disse Brahma Sanankumara. E il Grande Re Vessavana contemplò: “È meraviglioso, è stupendo, che tale Maestro glorioso è apparso, che una proclamazione così gloriosa del Dhamma esista e che quelle strade gloriose per il sublime siano state rivelate!” Poi, Brahma Sanankumara, notando il pensiero nella mente di Re Vessavana disse: “Re Vessavana, nel passato c'era tale Maestro glorioso e con tale proclamazione, con strade come quelle rivelate e ci sarà anche nel futuro.”

29. Questo Brahma Sanankumara disse ai Trentatré dei. Ed il Grande Re Vessavana, avendo sentito personalmente, lo disse ai suoi discepoli. E lo yakkha Janavasabha, avendo sentito personalmente, lo disse al Sublime. Ed il Sublime che ha sentito personalmente, e sapendolo anche attraverso le creature con poteri sovrumani , lo disse al Venerabile Ananda che, poi, lo disse ai monaci e alle monache, ai discepoli laici, uomini e donne.
E così la vita santa crebbe, prosperò e si diffuse a tutta l'umanità.