Dhammapada vv. 129 / 145
LA VIOLENZA
129
Provando empatia per gli altri
si scopre che tutti gli esseri hanno paura
della punizione e della morte.
Allora, non si assale
né si provoca più nessuno.
130
Provando empatia per gli altri
si scopre che tutti gli esseri
amano la vita e temono la morte.
Allora, non si assale
né si provoca più nessuno.
131
Far male agli esseri viventi
che come noi cercano appagamento
significa far male a noi stessi.
132
Non far del male agli esseri viventi
che come noi cercano appagamento
significa far felici noi stessi.
133
Evita di parlare agli altri con durezza:
la parola aspra provoca rivalsa.
Chi viene ferito dalle tue parole
può di rimando ferirti.
134
Se ti parlano con durezza
fatti silenzioso come un gong spezzato;
non rivalersi è segno di libertà.
135
Come il pastore
conduce il gregge al pascolo
vecchiaia e morte
sospingono gli esseri viventi.
136
Fanno il male
ma non sanno quello che fanno;
gli stolti subiscono le conseguenze
delle loro azioni
come chi maneggiando il fuoco si brucia.
137-140
Far del male a chi è indifeso
porta in breve sofferenza
agli aggressori.
Mieteranno dolore, povertà o fallimento
malattia, follia o persecuzione
violenza, angoscia o rovina
e dovranno dopo la morte, soli
incontrare faccia a faccia i propri torti.
141
Né l'ascetismo esteriore
né l'umiliazione di sé
né alcuna privazione fisica
purificano il cuore
di chi è ancora oscurato dal dubbio.
142
Vesti sgargianti
non sono di per sé
ostacolo alla libertà.
E' un cuore in pace
puro, domato
vigile e senza macchia
a distinguere un rinunciante
un pellegrino, un essere nobile.
143
Un cavallo ben addestrato
non ha bisogno di freno.
Rari sono gli esseri a cui
per moderazione e disciplina
non serve ammonimento.
144
Lascia che il timore di una mediocrità senza fine
ti sproni a un ardente impegno
come per incitare
un cavallo ben addestrato
basta il tocco della frusta.
Abbandona il peso dell'interminabile contesa
con fiducia non esaltata
con purezza d'azione
impegno, concentrazione
e con consapevole e disciplinata
dedizione al sentiero.
145
I costruttori di canali
convogliano il flusso dell'acqua.
I fabbri forgiano le frecce.
I falegnami lavorano il legno.
I buoni domano se stessi.