Dhammapada vv. 60 / 75

LO STOLTO

 

60
Lunga è la notte
per chi non può dormire.
Lungo il viaggio per chi è stanco.
Immersa nell’ignoranza, lunga e tediosa la vita
per chi ignora la verità.

61
Se non trovi compagni
che abbiano viaggiato
almeno quanto te
è meglio camminare solo
che accompagnarsi a chi
è esitante.

62
"Penso a mio figlio, penso ai miei beni":
ecco le preoccupazioni
degli stolti.
Se nemmeno noi ci apparteniamo
a che queste pretese?

63
Lo stolto che sa di essere stolto
ha un pizzico di saggezza;
lo stolto che pensa di esser saggio
è impudentemente stolto.

64
Come il cucchiaio non può
gustare il sapore della minestra
così è lo stolto, che non intende la verità
pur vivendo per una vita
in mezzo ai saggi.

65
Come la lingua che gusta
il sapore della minestra
è chi vede distintamente
la verità, essendo stato un poco
in compagnia di chi è saggio.

66
Sventatamente agendo male
l’incauto stolto
genera per se amari frutti.
Si comporta come fosse il peggiore nemico di se stesso.

67
Un'azione è scorretta quando
a ripensarci proviamo rimorso:
piangendo di rammarico
si colgono i suoi frutti.

68
Un’azione è corretta quando
a ripensarci non proviamo rimorso:
nella gioia si colgono i suoi frutti.

69
Gli stolti si figurano le cattive azioni
dolci come il miele
finché non vedono le conseguenze.
Quando ne scorgono i frutti
certo gli stolti soffrono.

70
Mesi di rigido ascetismo
vivendo di dieta frugale:
uno stolto non può paragonarsi
a chi semplicemente vede la verità.

71
Il latte fresco
non caglia immediatamente
non immediatamente le azioni ingiuste
recano frutto;
tuttavia gli stolti soffrono
di certo le conseguenze
della loro stoltezza
come bruciassero posando
su braci ricoperte di cenere.

72
Stolti sono coloro che abusano
di qualsiasi dono dispongano
distruggendo
la propria fortuna.

73-74
Cresce la presunzione e la brama degli stolti
con l’esigere immeritata autorità
riconoscimento e compenso;
la falsità colora la loro sete
vogliono esser visti
potenti e perspicaci.

75
Due sentieri distinti:
quello che porta al guadagno mondano
e quello che porta alla liberazione.
Accorto, il discepolo rinunciante
evita la distrazione
del gioco mondano di guadagni e successi
per dimorare in solitudine.