Dhammapada vv. 334 / 359

LA BRAMA

 

334
Il desiderio non contenuto
cresce come rampicante nella foresta.
Perdendocisi dentro
si salta qua e là come una scimmia,
di albero in albero cercando frutti.

335
Nutrire le abitudini
a desiderare e ad aggrapparsi
è come concimare erbe nocive.

336
Come l’acqua cade da una foglia di loto
così scivola via la sofferenza
da chi è libero da tossico desiderio.

337
Come le piogge torrenziali distruggono le messi
Mara ti può distruggere.
Perciò ti supplico:
dissoda le radici di ogni desiderio.
La mia benedizione
protegga il tuo lavoro.

338
Se le radici non vengono strappate
le erbacce continuano a ricrescere:
la sofferenza torna a visitarci
finché rimane il desiderio.

339
Quando la corrente
del piacere dei sensi scorre impetuosa
genera un torrente di desiderio.

340
La corrente del desiderio scorre ovunque.
Il rampicante selvaggio della passione
si dissemina e si fa intricato.
Individuarlo con chiara visione
lo estirpa.

341
Gli esseri incontrano naturalmente il piacere;
ma quando il piacere è contaminato
dalla brama
non abbandonarlo genera frustrazione
seguita da un penoso tedio.

342
Catturati nelle abitudini del desiderio
siamo colti dal panico
come conigli presi in trappola.
Reagire rinforza il dolore
del sentirsi intrappolati.

343
Catturati nelle abitudini del desiderio
siamo colti dal panico
come conigli presi in trappola.
Se si vuole uscire dalla trappola,
è dal desiderio che ci si deve liberare.

344
C’è chi si incammina
sul sentiero della libertà
per poi tornare, seguendo il desiderio,
in schiavitù.

345-346
La saggezza sa
che essere dietro le sbarre
o in catene
imprigiona meno
dell’infatuazione per gli oggetti
o l’ossessione delle relazioni.
Questi legami seppure non altrettanto evidenti
sono potenti e ci incatenano.
Rinunciare all’attaccamento
al mondo dei sensi
significa essere liberi dalla prigione del desiderio.

347
Come un ragno prigioniero della sua stessa tela
un essere irretito dal desiderio dei sensi
deve liberarsi dalle proprie passioni
per tornare in libertà.

348
Lascia cadere il passato.
Lascia cadere il futuro.
Lascia cadere il presente.
Con cuore libero
raggiungi l’altra sponda
al di là della sofferenza.

349
I legami
delle abituali illusioni e del desiderio
si rafforzano
se distratti lasciamo che la mente indugi
negli oggetti desiderati.

350
Chi trova gioia
nel calmare i pensieri sensuali
chi è vigile
e coltiva la consapevolezza
degli aspetti ripugnanti
del corpo
spezza i legami del desiderio
e scioglie le abitudini illuse.

351
Per chi ha raggiunto la meta
non c’è più necessità di una nuova forma:
è libero da paura e desiderio.
Estirpate
sono le spine dell’esistenza.

352
Maestro è chi ha abbandonato
ogni desiderio e ogni presa sul mondo
chi ha visto
la verità al di là delle forme
eppure possiede
una profonda conoscenza delle parole.
Di tale grande essere si può dire
che abbia portato a compimento il suo scopo.

353
Non riconosco altri
come miei maestri
poiché da me stesso sono giunto
alla saggezza che tutto vince,
tutto comprende, a tutto rinuncia:
interamente liberato
da ogni desiderio.

354
Il dono della verità supera tutti i doni.
La fragranza della realtà
supera tutte le fragranze.
La gioia della verità
trascende ogni altra gioia.
La libertà dal desiderio
è la fine di ogni sofferenza.

355
Le ricchezze rovinano lo stolto
ma non chi cerca ciò che va al di là.
Non solo rovina il benessere degli altri
e li fa soffrire: lo stolto
distrugge anche se stesso.

356
Le erbacce danneggiano i campi.
La passione è nociva a tutti gli esseri.
Sostenta chi è libero dalla passione:
è un dono che arreca grande beneficio.

357
Le erbacce danneggiano i campi.
L’odio è nocivo a tutti gli esseri.
Sostenta chi è libero dall’odio:
è un dono che arreca grande beneficio.

358
Le erbacce danneggiano i campi.
La confusione è nociva a tutti gli esseri.
Sostenta chi è libero
dalla confusione:
è un dono che arreca grande beneficio.

359
Le erbacce danneggiano i campi.
L’invidia è nociva a tutti gli esseri.
Sostieni chi è libero dall’invidia:
sarà di grande beneficio.