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	<title>canonepali.net &#187; cosmologia</title>
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		<title>La cosmologia buddhista e gli dei</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 12:29:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Alfano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buddhismo]]></category>
		<category><![CDATA[cosmologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Buddhismo, La via della saggezza, Editoriale Zeus, pag. 34 Il buddhismo ha ripreso la cosmologia indù, di cui ha assunto l&#8217;eredità. Il tempo vale come tempo cosmico, che non viene calcolato in anni, ma in eoni (kalpa). Un kalpa significa la durata di tempo fra il sorgere e il declinare di un sistema cosmico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Buddhismo, La via della saggezza, Editoriale Zeus, pag. 34</em></p>
<p>Il buddhismo ha ripreso la cosmologia indù, di cui ha assunto l&#8217;eredità. Il tempo vale come tempo cosmico, che non viene calcolato in anni, ma in eoni (kalpa).<br />
Un kalpa significa la durata di tempo fra il sorgere e il declinare di un sistema cosmico e viene in genere indicato con diversi milioni di anni umani. Ogni sistema cosmico ha un determinato sviluppo dal suo sorgere alla dissoluzione definitiva. Esistono innumerevoli sistemi cosmici, perciò anche innumerevoli e paralleli mondi, rispetto ai quali il nostro non può vantare alcuna caratteristica di unicità o di superiorità. La serie di scomparse e ricomparse del mondo è infinita e ogni sistema cosmico è strutturato a strati, che vanno dalle regioni di materia grossolana e quelle di materia sottile, dove si trova la &#8220;regione dello non forme&#8221; (immaterialità). Ogni mondo è costituito da una serie infinita di fattori esistenziali dinamici (dharma), di cui alcuni assoluti e indistruttibili (come il nirvana o lo spazio vuoto), i restanti condizionati, invece, da altri, e perciò effimeri e instabili.</p>
<p>Nello stesso tempo il buddhismo successivo e perfezionato ammette l&#8217;esistenza di cieli e inferi e suddivide ogni sistema cosmico in sei luoghi della vita, divisi a loro volta in tre regioni superiori e tre inferiori. I tre luoghi superiori formano la regione degli dei (deva), che stanno sopra l&#8217;uomo e, sostanziati di materia sottile, godono di una vita di maggior durata, ma sottostanno ugualmente al dolore e alla morte; poi si trova la regione degli asura, che è sempre di natura celeste, ma costoro sono intesi come spiriti furenti in lotta contro gli dei; infine vi è la terza regione, cioè il mondo degli uomini.<br />
Da questi tre mondi superiori sono separati i tre “destini più tetri&#8221; o le &#8220;condizioni misere&#8221;; essi si suddividono nel mondo degli spiriti (peta), che originariamente erano considerati soltanto dei defunti, ma che oggi comprendono anche demoni di ogni specie nel mondo degli animali e infine, più in basso, nella regione degli inferi, che sono numerosi e sono suddivisi in caldi e freddi.<br />
Il dolore è il destino di ogni vita e di tutti i luoghi. Lo &#8216;stato privilegiato di grazia&#8221; è prerogativa dell&#8217;uomo, poichè per il buddhismo la rinascita come uomo è necessaria per l&#8217;acquisizione della conoscenza e la visione del dharma (legge cosmica). Solo l&#8217;uomo raggiunge questo stato quando ha acquisito la consapevolezza di non dover più rinascere nel dolore del mondo. A causa dello scarso interesse dimostrato nei confronti degli dei e del poco spazio dedicato alla loro trattazione, spesso è stato detto che il buddhismo originario è una dottrina atea. In effetti, il buddhismo non ha contestato l&#8217;esistenza di un dio personale, ma non attribuisce a questo fatto alcuna importanza e considera tempo sprecato quello dedicato alla speculazione sull&#8217;esistenza e sulle proprietà degli dei.<br />
Al tempo stesso ha però definito il nirvana eterno e lo ha chiamato beatitudine, verità o massima realtà. Quando il Buddha, in tempi successivi, è stato sottoposto a un processo di trasfigurazione graduale fino a essere un&#8217;incarnazione del nirvana, è diventato,per ciò stesso, oggetto di venerazione religiosa.</p>
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