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Bardo

Bardo significa "transizione", stato intermedio. Se ne distinguono molti. Prima di tutto c’è il bardo della vita, lo stato intermedio tra la nascita e la morte. Poi il bardo dal momento della morte al momento in cui la coscienza si separa dal corpo. Si parla di due fasi di "dissoluzione", la dissoluzione esteriore delle facoltà fisiche e sensoriali e la dissoluzione interiore dei processi mentali. La prima viene accostata al riassorbimento dei cinque elementi che costituiscono l’universo. Quando l’elemento "terra" si dissolve, il corpo diventa pesante, facciamo fatica a mantenere la nostra positura, ci sentiamo oppressi, come sotto il peso di una montagna. Quando l’elemento "acqua" si dissolve, le nostre mucose si seccano, proviamo sete, la nostra mente si confonde e va alla deriva, come se fosse travolta da un fiume. Quando l’elemento "fuoco" scompare, il corpo comincia a perdere calore, e diventa sempre più difficile percepire il mondo esterno. Quando l’elemento "aria" si dissolve, facciamo fatica a respirare, non possiamo più muoverci e perdiamo conoscenza. Siamo soggetti ad allucinazioni e nella nostra mente scorre il film dell’intera nostra esistenza. A volte si proverà una grande serenità, e avremo la visione di uno spazio luminoso e sereno. Infine la respirazione cessa. Ma un’energia vitale, il "soffio interno", si mantiene per qualche tempo, poi cessa a sua volta. È la morte, la separazione del corpo e del rilasso di coscienza. Questo flusso conosce allora tutta una serie di stati via via piiù sottili: è la seconda dissoluzione, la dissoluzione interna. Successivamente si sperimenta un grande chiarore, una grande felicità e uno stato libero da qualsiasi concetto. È questo il momento in cui si fa brevemente l’esperienza dell’assoluto. Un praticante abile può rimanere in questo stato assoluto e raggiungere il Risveglio. Altrimenti, la coscienza rimane intrappolata nello stato intermedio tra la morte e la prossima rinascita. Le diverse esperienze che la nostra coscienza fa in quel momento dipendono dal nostro grado di maturità spirituale. Per chi non possiede nessuna realizzazione spirituale, la risultante di tutti i pensieri, parole e azioni della sua vita passata determina l’aspetto più o meno angosciante del bardo. Egli vi si trova come una piuma trascinata dal vento del karma. Solo colui che possiede un certo livello di realizzazione spirituale può dirigerne il corso. Poi viene il bardo del "divenire". Là cominciano ad apparire le modalità del successivo stato di esistenza. Il processo della rinascita è lo stesso sia per gli esseri ordinari che per gli esseri realizzati, ma i primi si reincarnano obbedendo alla forza risultante dalle loro azioni passate, mentrre i secondi, liberati dal karma negativo, si reincarnano volontariamente in condizioni favorevoli a continuare ad aiutare gli altri. J-F. Revel – M. Ricard, Il monaco e il filosofo, 1997 Neri Pozza Editore – pp.286-287

One Trackback/Pingback

  1. Rino on martedì, agosto 24, 2010 at 19:18

    Complimenti per il lavoro svolto e che svolgerai.

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