La tradizione buddista ci ha insegnato che la vita è eterna, e la morte è come il tramonto del sole, che rinasce il giorno seguente. La morte è dunque come la notte, e morire vuol dire riposarsi fino al giorno dopo, quando si trasmigra attraverso i dieci stadi o mondi secondo il proprio comportamento durante la precedente giornata. Questo è anche il mio karma. La morte è problematica solo per coloro che non hanno compiuto del bene durante il giorno, e quindi hanno difficoltà a dormire, o a riposarsi serenamente.
Shundo Aoyama, La voce del fiume, Fabbri Editori, pag.66
Post a Comment