Skip to content

Basta la forza della mente

«Non è come ordinare un Happy Meal da McDonald, ma ci arriveremo»: così Sean Mackey, neuroscienziato alla Stanford University in California, anestesista e ingegnere, descrive la possibilità di sfruttare la risonanza magnetica funzionale per controllare il dolore.
La tecnica è ancora sperimentale e piuttosto complessa, ma promette bene.
Ecco l’idea che ha trasformato un metodo, finora utilizzato nella diagnosi di malattia, in una potenziale cura: quando una persona sente dolore, alcune aree del suo cervello si attivano e il flusso sanguigno aumenta. Queste modificazioni possono essere registrate in tempo reale dalla risonanza magnetica e visualizzate su uno schermo.
A questo punto il paziente può imparare a controllare quello che succede ai suoi neuroni e modificare la sua percezione del dolore, secondo i principi del biofeedback.
Come? Con tecniche mentali, immaginando, per esempio, di colpire l’area dolorosa con farmaci capaci di dissolverla. Del resto alcune persone sono in grado di controllare, con questi sistemi, il proprio battito cardiaco.
Mackey, in collaborazione con Christopher de Charms del Massachusetts Institute of Technology di Boston, ha pubblicato, sulla rivista Pnas, una ricerca che dimostra come pazienti con dolore cronico possono ridurre la percezione del dolore fino al 64 per cento grazie al controllo cosciente dell’attività cerebrale.

da un articolo di Adriana Bazzi, Corriere della Sera del 15/11/2009

Post a Comment

La tua email non mi interessa renderla pubblica o inondarla di spam. Quindi non preoccuparti. I campi contrassegnati con * sono obbligatori
*
*