Skip to content

La brama

Cos’è ora, monaci, la soddisfazione della brama? Vi sono cinque facoltà di bramare: quali? Le forme che tramite la vista penetrano nella coscienza, forme desiderate, amate, appaganti, gradite, corrispondenti ai desideri, eccitanti; i suoni, gli odori, i sapori, i contatti anch’essi e tramite essi penetranti nella coscienza, desiderati, amati, appaganti, graditi, corrispondenti ai desideri, eccitanti. Ecco, monaci, le cinque facoltà di bramare. Ciò che vi è di desiderabile e gradito, adatto a queste cinque facoltà di bramare, è la soddisfazione della brama.

E cos’è la miseria della brama? Un figlio di buona famiglia si mantiene con un’attività come scrivano, contabile o amministratore; come agricoltore o mercante o allevatore di bestiame; come soldato o ministro del re, o in qualsiasi altro modo. È esposto al caldo, al freddo; deve sopportare sole e vento, dibattersi tra zanzare, vespe e rettili; patisce fame e sete. Ma ciò è miseria della brama, è il palese tronco del dolore, originato da brama, intessuto di brama, mantenuto da brama e determinato da brama.

Se questo figlio di famiglia che così si affatica, si danna e si martirizza, non acquista ricchezza, allora egli diventa accorato e triste, si lagna, piangendo si percuote il petto, cade nella disperazione: ‘Vano, ahimè, è il mio sforzo, la mia fatica non ha scopo!’ Ma ciò, monaci, è miseria della brama, è il palese tronco del dolore, originato, intessuto, mantenuto da brama e determinato da brama.

Se invece questo figlio di famiglia si arricchisce, allora lo rode ansiosa cura per la conservazione della ricchezza: ‘Purché i miei beni non mi vengano confiscati dal re, o rubati dai briganti, o divorati dalla fiamme, o spazzati via dall’acqua, o strappati da parenti ostili!’ E mentre guarda e custodisce i suoi beni essi gli vengono sottratti proprio da ciò che temeva.

Allora egli diventa accorato e triste, si lamenta, si batte il petto piangendo, si dispera: ‘Quello che possedevo non l’ho più!’ Ma ciò, monaci, è miseria della brama, è il palese tronco del dolore, originato, intessuto, mantenuto da brama e determinato da brama.

E inoltre, monaci, mossi da brama, incitati, spinti da brama, appunto solo per brama re contendono con re, principi con i principi, sacerdoti con sacerdoti, cittadini con cittadini; la madre litiga col figlio, il figlio con la madre, il padre col figlio, il figlio col padre; litiga il fratello col fratello, il fratello con la sorella, la sorella col fratello, l’amico con l’amico. Caduti così in discordia, lite e contesa, essi si scagliano l’uno sull’altro coi pugni, con pietre, bastoni e spade. E così si affrettano incontro alla morte o a dolore mortale. Ma ciò, monaci, è miseria della brama, è il palese tronco del dolore, originato, intessuto, mantenuto da brama e determinato da brama.

E inoltre ancora, monaci, mossi da brama, incitati, spinti da brama, solo per brama essi si precipitano, impugnando scudo e spada, cinti di faretra ed arco, dai due lati dello schieramento di battaglia, e le frecce fischiano, le lance ondeggiano e le spade lampeggiano. Ed essi si trafiggono con frecce, con lance; si spaccano le teste con le spade, si rovesciano addosso sabbia rovente, scaraventano blocchi che schiacciano. E così si affrettano incontro alla morte o a mortale dolore. Ma ciò, monaci, è miseria della brama, è il palese tronco del dolore, originato, intessuto, mantenuto da brama e determinato da brama.

E ancora, monaci, mossi da brama, incitati, spinti da brama, solo per brama essi irrompono nelle case, rapiscono i cari degli altri, rubano, ingannano, seducono spose. E i re fanno arrestare costoro e li condannano a pene e tormenti come: percosse con fruste, con bastoni, con verghe; amputazioni della mano, del piede o di entrambi; amputazione delle orecchie, del naso o di entrambi; tormenti come il caldaio di pasta, il raschiamento con le conchiglie, la bocca di drago, la corona di pece, la mano a fiaccola; correre sugli aculei, giacere su scorze, la veste di setole; la carne da amo, il pezzo di moneta, la corrosione con liscivia; il rullo, il graticcio di paglia; l’irrigazione con olio bollente, lo sbranamento coi cani, l’impalamento, la decapitazione. E così si affrettano incontro alla morte o a mortale dolore. Ma ciò, monaci, è miseria della brama, è il palese tronco del dolore, originato, intessuto, mantenuto da brama e determinato da brama.

E, sempre a causa della brama essi procedono sulla cattiva strada con azioni, parole, e pensieri; in tal modo essi pervengono con la dissoluzione del corpo, dopo la morte, giù, su cattivi sentieri a perdersi e dannarsi.

E cos’è il superamento della brama? Rinnegare la volontà e il desiderio di brama, annientare la volontà e il desiderio di brama, ciò è il superamento della brama.

Majjhima Nikaya 13

Post a Comment

La tua email non mi interessa renderla pubblica o inondarla di spam. Quindi non preoccuparti. I campi contrassegnati con * sono obbligatori
*
*