Skip to content

Tutti gli elementi dell’essere sono transitori

Così il Buddha esortava brevemente i discepoli prima del suo trapasso finale. Le sue ultime parole, giustamente famose, furono:
“Monaci, vi esorto, vedete che transitori sono tutti gli elementi dell’essere. Perseverate con ardore!”
Queste poche parole potrebbero apparire a prima vista alquanto sibilline ma, in realtà, riassumono con mirabile concisione l’essenza dell’insegnamento del Buddha.
Per prima cosa ci si deve porre di fronte al problema reale senza i soliti equivoci e senza tergiversare: la transitorietà di “tutti gli elementi dell’essere”. Ovvero si deve afferrare il fatto che assolutamente tutte le cose, che formano questo mutevole e molteplice universo e che sperimentiamo con i nostri sensi e le nostre menti, sono transitorie ed effimere. Ogni cosa, prima o poi, decade, cambia e scompare, compresi noi stessi. E’ per via della riluttanza, in noi profondamente radicata, a fronteggiare tutte le implicazioni di questo fatto fin troppo ovvio, che ci ostiniamo a restare legati alle cose che apprezziamo — piacere, salute, ricchezza, felicità, la vita stessa — mentre esse ci scivolano via, inevitabilmente, tra le dita. Desideriamo ardentemente una stabilità e una permanenza che non si possono trovare in nessuna parte del mondo, e questo desiderio insoddisfatto genera l’ansia caratteristica della condizione umana “non illuminata”.

È ovvio che, una volta riconosciuto questo fatto in sede intellettuale, il passo successivo sia di vedere come uscire da questa situazione impossibile. La soluzione del Buddha non consiste nel consolarci con la speranza di una eterna e beata vita futura (che non abolisce il desiderio e la bramosia, ma semplicemente sostituisce gli oggetti presenti in questa vita con un ipotetico oggetto futuro), bensì nel fare, qui e ora, qualcosa di specifico, lavorando su noi stessi per mezzo delle tecniche di sviluppo mentale, che egli stesso ha perfezionate, cioè praticando la meditazione. Questo è il compito in cui dobbiamo “perseverare con ardore”. Questa la natura attiva e concreta del messaggio del Buddha, che ,egli sottolineò più volte, per esempio, con le semplici ma commoventi parole che concludono l’ultimo discorso del ‘Majjhima Nikáya (“La raccolta dei discorsi di media lunghezza”)
“Vedete questi alberi, vedete questi luoghi solitari. Meditate e non siate negligenti, in modo da non avere più tardi motivo di rimpianto. Questo è il mio avvertimento per voi.”

Post a Comment

La tua email non mi interessa renderla pubblica o inondarla di spam. Quindi non preoccuparti. I campi contrassegnati con * sono obbligatori
*
*