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La scienza moderna del Buddha

Gabriel Mandel Khân, Buddha l’Illuminato, Mondadori – pp.58/60

I testi del Buddha parlano anche di scienza, della costituzione materiale dell’Universo, con sorprendenti anticipazioni dei concetti primi su cui poggia il valore della fisica d’oggi. Leggiamo, per esempio, nel Sutta Pitaka questi passi sulla materia e sull’atomo, sorprendentemente attuali: “Tutto è energia o manifestazione di energia. Nessuna energia si perde, nessuna energia si crea… Tutti i punti dell’universo sono mossi da una corrente continua: la minima particella dell’atomo, le unità energetiche degli elementi, i sistemi planetari… Gli atomi si ripetono, e la loro ripetizione senza fine crea gli universi; e l’universo è una combinazione di universi
in miniatura… L’universo è una macchina infinita composta da sfere immense che ruotano in sistemi planetari. Queste sfere sono costituite da ripetizioni di atomi: apparentemente sfere più piccole che ruotano in seno agli atomi come in un sistema solare, a una velocità costante… Le particelle costituite da cariche elettriche compongono gli atomi; gli atomi compongono le materie; le cellule compongono gli universi… Il principio che muove gli universi e gli esseri è l’energia, il fenomeno fisico più attivo. Si sposta in onde,
da sostanza a sostanza. Nulla si può sviluppare senza energia… Gli elementi principali sono elementi che si trovano su tutti i pianeti. Sono quattro, e almeno una parte di essi si trova sempre in tutte le sostanze… La natura e la varietà delle sostanze sono determinate dalla quantità delle particelle di elementi che ne costituiscono l’atomo specifico. L’agglomerato degli atomi nel vuoto costituisce la materia… Esistono pianeti grandi e pianeti piccoli. Alcuni sono più grandi della Terra, esistono da molto più tempo, e sono costituiti da sostanze più pesanti e non più in movimento espansivo… L’atomo è una parte infinitesima. Contiene necessariamente almeno una unità per ciascuna delle quattro sostanze… Non bisogna dividere questa unità, ma se l’atomo venisse rotto, le unità si disperderebbero secondo una dispersione concatenata. L’unità così solitaria si caricherebbe di energia per la fuga fulminante, moltiplicandosi a una velocità fantastica, sviluppando una forza tremenda, essendo dotata di 176.470.000.000 rotazioni al milionesimo di secondo. Le unità si disperdono dalle masse in tutto l’universo, creando un costante flusso di energia… Quando l’atomo è suddiviso nelle quattro parti che lo compongono, le unità energetiche disperse dall’atomo divengono ciascuna una forza d’azione… Oltre alle forze di carica componenti l’atomo, ve ne sono di più sottili, costituenti le unità dello spirito, che sono potenziali d’energia e di movimento.”
Può parere straordinario che il Buddha abbia parlato di atomo e di scissione nucleare 2500 anni or sono. Ma questo non è tutto. Disse anche: “Esiste anche un non-nato, non-divenuto, non-fatto, non-composto; e se ciò non esistesse, non vi sarebbe possibilità di evadere da ciò che è nato, divenuto, fatto, composto”. Per la stessa legge dell’Universo in equilibrio, ciò che è in questo mondo corrisponde a ciò che non è in un antimondo: il Buddha giunse a stabilire la sussistenza dell’antimateria, teoria solo di recente avanzata dalla fisica occidentale, e tuttora in una fase di sviluppo che si prospetta importantissima per gli studi scientifici che ne deriveranno. A questa teoria, empiricamente religiosa ma nella sostanza scientifica, altre ne seguirono, chiarite dalla fisica d’oggi più di quanto non abbiano fatto i ponderosi commentari dei secoli scorsi: “Come un carro non esiste in sé – egli disse – ma è un composto di vari elementi, così nulla esiste in sé e di per sé, ma tutto è in rapporto: l’intero Universo è in correlazione”. Questa “teoria della relatività” abbraccia tutto. L’anima stessa è soggetta a un continuo variare di stati d’animo; la nostra conoscenza soggettiva è soggetta a quanto, in modo impreciso, percepiscono i sensi; la salvezza dipende dalla via che ognuno di noi può tracciarsi da sé solo: ‘Come una scimmia in fuga nella foresta afferra un ramo lasciandolo poi tosto per afferrarsi ad un altro, e poi ad un altro ancora, così quello che voi chiamate spirito, pensiero, conoscenza, si forma e si dissolve di continuo.” E ancora: “Colui che afferra la dipendenza causale afferra la verità… e colui che ha capito, giudica di egual valore sabbia e oro. Il cielo e il palmo della sua mano sono, ai suoi occhi, identici”.

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