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Il tafano

Spesso, a casa o in altri luoghi, ci capita di osservare qualche insetto, che una volta entrato cerca disperatamente di uscire. Sbatte violentemente contro la finestra, cade e si scaglia ripetutamente contro lo stesso punto, sempre nel tentativo di volare via. Allora apriamo la finestra e cerchiamo di farlo uscire. Ma niente!
“Stupido! Ti ho aperto la finestra. Esci. Non da lì, idiota!” Poi, dopo vari tentativi, finalmente esce. Altre persone fanno prima. Lo ammazzano direttamente. “Mi fanno schifo gli insetti!” Che bisogno c’era?
In queste situazioni mi viene in mente una parabola zen letta non so dove.

“Un giorno il maestro Fúgai, che abitava in un tempio ormai in rovina a Osaka, ricevette la visita di un uomo ricco, che cominciò a raccontargli i suoi problemi. A quel punto, un tafano volò improvvisamente nella stanza e iniziò a sbattere contro la finestra. Il maestro osservava attentamente il tafano, e sembrava non prestare ascolto al suo ospite. Il riccone, spazientito, disse con sarcasmo: « Mi pare che a lei piaccia moltissimo quel tafano ». Al che il maestro rispose: « Scusate, ma mi fa troppa pena. Questo tempio, come è ben noto, è in sfacelo. Poiché ci sono buchi dappertutto, il tafano potrebbe uscire da qualsiasi parte. Ma si ostina a volare solo verso la fessura che ha scelto, e continua a sbattere la testa. Poverino: se continua così, finirà per morire. Eppure non è solo il tafano a farmi pena ».”

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