ANGUTTARA NIKAYA 8.6
Lokavipatti Sutta
Le debolezze del Mondo

Traduzione in Inglese dalla versione Pali
di
Thanissaro Bhikkhu
PTS: A iv 157
Copyright © 1997 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 1997
fonte: www.accesstoinsight.org
Tradotto in italiano da Enzo Alfano
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro

"Monaci, queste otto condizioni terrene girano intorno al mondo ed il mondo gira intorno a queste otto condizioni terrene. Quali otto? Il guadagno, la perdita, il prestigio, il disonore, la censura, l'encomio, il piacere e il dolore. Queste sono le otto condizioni terrene che girano intorno al mondo ed il mondo gira intorno a queste otto condizioni terrene.

"Per una persona ordinaria non istruita nascono il guadagno, la perdita, il prestigio, il disonore, la censura, l'encomio, il piacere e il dolore. Anche per un discepolo istruito dai nobili nascono il guadagno, la perdita, il prestigio, il disonore, la censura, l'encomio, il piacere e il dolore. Quindi qual è la differenza tra il discepolo istruito dai nobili e la persona ordinaria non istruita? "

"Per noi, signore, gli insegnamenti hanno il Beato come radice, come guida e come giudice. Sarebbe bene se il Beato spiegasse il significato di questa asserzione. Avendola sentita dal Beato, i monaci la ricorderanno."

"Allora, monaci, ascoltate e prestate attenzione. Vado a parlare."

"Come vuole, signore" - i monaci risposero.

Il Beato disse: "Il guadagno sorge per una persona ordinaria non istruita. Egli non riflette: 'Il guadagno è sorto per me. È impermannete, doloroso e destinato a cambiare.' Egli non lo discerne come realmente è.

"La perdita sorge...

Il prestigio sorge...

Il disonore sorge...

La censura sorge...

L'encomio sorge...

Il piacere sorge...

Il dolore sorge .....

" La sua mente rimane attaccata al guadagno, attaccata dalla perdita... dal prestigio... dal disonore... dalla censura...dall'encomio...dal piacere....... dal dolore.

"Gioisce con il guadagno sorto e si ribella contro la perdita sorta. Gioisce con il prestigio sorto e si ribella contro il disonore sorto. Gioisce con l'encomio sorto e si ribella contro la censura sorta. Gioisce con il piacere sorto e si ribella contro il dolore sorto. Così egli prende parte al piacere e al dolore che ne derivano, egli non è libero da nascita, vecchiaia o morte; dai dolori, lamentazioni, pene, angosce o disperazioni. Non è libero, vi dico, dalla sofferenza e dal dolore.

"Ora, il guadagno sorge per un discepolo istruito dai nobili. Egli riflette: 'Il guadagno è sorto per me. È impermanente, doloroso e destinato a cambiare.' Lui lo discerne come realmente è.

"Così la perdita... il prestigio ... il disonore ... la censura ... l'encomio ... il piacere ...il dolore

Egli riflette, 'Il dolore è sorto per me. È impermanente, doloroso e destinato a cambiare.' Egli lo discerne come realmente è.

"La sua mente non rimane attaccata al guadagno, alla perdita... al prestigio... al disonore... alla censura... all'encomio... al piacere e al dolore.

"Non gioisce con il guadagno sorto, o si ribella contro la perdita sorta. Non gioisce con il prestigio sorto, o si ribella contro il disonore sorto. Non gioisce con l'encomio sorto, o si ribella contro la censura sorta. Non gioisce con il piacere sorto, o si ribella contro il dolore sorto. Non gioisce e non si ribella, è libero da nascita, vecchiaia e morte; dai dolori, lamentazioni, pene, angosce e disperazioni. E' libero, vi dico, dalla sofferenza e dal dolore.

"Questa è la differenza tra il discepolo istruito dal nobile e la persona ordinaria non istruita."

Guadagno/perdita,

prestigio/disonore,

censura/encomio,

piacere/dolore:

queste condizioni fra esseri umani

sono impermanenti,

instabili,

soggette a cambiare.

Sapendo questo, la persona saggia, attenta,

pondera queste condizioni incostanti.

Cose desiderabili non incantano la mente,

cose indesiderabili non portano resistenza.

Il suo accogliere

e il ribellarsi sono dispersi,

finiti,

non esistono.

Egli discerne giustamente,

è andato, oltre il divenire,

all'Ultima Riva.

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Libro degli otto