ANGUTTARA NIKAYA 8.13
Ajañña Sutta
Il Purosangue
Traduzione in Inglese dalla versione Pali
di
Thanissaro Bhikkhu
PTS: A iv 188
Copyright © 2004 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 2004
fonte: www.accesstoinsight.org
Tradotto in italiano da Enzo Alfano
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne
che a fini di lucro
"Dotato di queste otto qualità, un purosangue è degno
di un re, è utile ad un re, è una parte importante. Quali otto?
[1] Quando un purosangue è di ottima nascita, sia da parte di padre
sia da parte di madre; è nato in luoghi dove sono nati altri purosangue.
[2] Quando mangia, sia cibo fresco che secco, lo fa con attenzione, senza
distrarsi.
[3] Prova disgusto fermarsi o giacere fra urine o escrementi.
[4] E’ docile, e non molesta gli altri cavalli.
[5] Non usa trucchi o inganni o espedienti, e se li usa li mostra al suo addestratore,
così da essere corretti adeguatamente.
[6] Riesce a superare qualsiasi difficoltà.
[7] Quando cammina segue il sentiero.
[8] E’ costante e rimane costante fino alla morte.
Dotato di queste otto qualità, un purosangue è degno di un re,
è utile ad un re, è una parte importante.”
“Allo stesso modo, un monaco dotato di queste otto qualità è
degno di offerte, degno di ospitalità, degno di doni, degno di rispetto,
un incomparabile campo di meriti per il mondo. Quali otto?
[1] Quando un monaco è virtuoso. Egli dimora solitario seguendo le
regole del Patimokka, lodevole nel suo comportamento ed in ogni sua attività.
Si esercita, segue le regole della pratica, vedendo il pericolo anche nelle
colpe più sottili.
[2] Quando mangia, sia cibo raffinato sia grezzo, lo fa con consapevolezza,
senza lamentarsi.
[3] Prova disgusto per la cattiva condotta fisica, verbale e mentale, nello
sviluppare il male, e nelle qualità mentali nocive.
[4] E’ gentile e socievole, e non disturba gli altri monaci.
[5] Non usa trucchi o inganni o espedienti durante la pratica, e nel momento
in cui li usa li riferisce al suo Maestro o ai suoi compagni che praticano
la vita santa, in modo che il Maestro o i suoi compagni di vita santa possano
correggerli.
[6] Se trova qualche difficoltà durante la pratica, così pensa:
“Se ci sono riusciti gli altri monaci, posso riuscirci anch’io.”
[7] Segue sempre il retto sentiero, e cioè: retta visione, retto proposito,
retta parola, retta azione, retto modo di vivere, retto sforzo, retta presenza
mentale, retta concentrazione.
[8] Dimora con la sua perseveranza destata, (pensando): “Con piacere
abbandono carne e sangue di questo corpo, pelle, tendini ed ossa, ma se non
raggiungo ciò che devo raggiungere tramite l’umano proposito,
l’umana perseveranza, l’umano sforzo, non devo mai abbandonare.”
Dotato di queste otto qualità un monaco è degno di offerte,
degno di ospitalità, degno di doni, degno di rispetto, un incomparabile
campo di meriti per il mondo."