ANGUTTARA NIKAYA 7.68
Aggikkhandopama Sutta
I paragoni del fuoco
Traduzione in Inglese dalla versione Pali
di
Thanissaro Bhikkhu
PTS: A iv 5
Copyright © 1997 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 1997
fonte: www.accesstoinsight.org
Tradotto in italiano da Enzo Alfano
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne
che a fini di lucro
Così ho sentito. Una volta il Beato viaggiava nel Kosala con una grande
comunità di monaci. Camminando lungo un’ampia strada il Beato
vide da lontano un grande fuoco che bruciava ed ardeva. Dopo averlo visto
si allontanò dalla strada per sedersi ai piedi di un albero. Appena
seduto il Beato così disse ai monaci: “Vedete, monaci, quel grande
fuoco che brucia ed arde? – “Sì, Venerabile Signore.”
[1] “Cosa ne pensate, monaci? Che cosa è più piacevole?
Abbracciare quel grande fuoco, ardente e rovente, sedersi o giacere con esso?
O, abbracciare una giovane donna figlia di qualche nobile o di un bramano
o di un capofamiglia, sedere o giacere con lei?
- Sicuramente è più piacevole abbracciare una giovane donna
figlia di qualche nobile o di un bramano o di un capofamiglia, sedere o giacere
con lei. Mentre è molto doloroso abbracciare quel grande fuoco, ardente
e rovente, sedersi o giacere con esso.
Monaci, vi dico è sicuramente più piacevole abbracciare quel
grande fuoco, ardente e rovente, sedersi o riposare con esso per chi possiede
una misera condotta, una mente rivolta al male, un lurido malvagio fautore
che agisce solo per compiere il male, per chi finge di essere un asceta ma
non lo è, chi finge di vivere la vita santa ma non la vive, un essere
putrido, d’impura natura. Perché? Perché a causa delle
sue azioni, monaci, va verso la morte, verso un mortale dolore, infatti alla
dissoluzione del corpo rinascerà in un mondo di sofferenza, in un mondo
miserevole, in un mondo di dolore, in un purgatorio.
Allo stesso modo, monaci, chi possiede una misera condotta, una mente rivolta
al male, un lurido malvagio fautore che agisce solo per compiere il male,
per chi finge di essere un asceta ma non lo è, chi finge di vivere
la vita santa ma non la vive, un essere putrido, d’impura natura dovesse
abbracciare una giovane donna figlia di qualche nobile o di un bramano o di
un capofamiglia, sedere o giacere con lei, costui, monaci, avrebbe un lungo
periodo di dolore e sofferenza, e alla dissoluzione del corpo rinascerà
in un mondo di sofferenza, in un mondo miserevole, in un mondo di dolore,
in un purgatorio.
[2] “Cosa ne pensate, monaci? Che cosa è più piacevole?
Essere legati con una robusta fune da un possente uomo, il quale stringe sempre
più forte questa fune intorno a voi, tanto da segare la pelle, e dopo
aver segato la pelle segare ciò che sta sotto la pelle, quindi segare
la carne, e dopo la carne i tendini, e dopo i tendini le ossa, tanto da lasciare
solo il midollo? O, godere delle offerte di un nobile, di un ricco bramano
o di un ricco capofamiglia?” - “Sicuramente godere delle offerte
di un nobile, di un ricco bramano o di un ricco capofamiglia, Signore.”
“Monaci, vi dico, è sicuramente più piacevole essere legati
con una robusta fune da un possente uomo, …… per chi possiede
una misera condotta, una mente rivolta al male, un lurido malvagio fautore
che agisce solo per compiere il male, per chi finge di essere un asceta ma
non lo è, chi finge di vivere la vita santa ma non la vive, un essere
putrido, d’impura natura. Perché? Perché a causa delle
sue azioni, monaci, va verso la morte, verso un mortale dolore, infatti alla
dissoluzione del corpo rinascerà in un mondo di sofferenza, in un mondo
miserevole, in un mondo di dolore, in un purgatorio.
Allo stesso modo, monaci, …..
[3] “Cosa ne pensate, monaci? Che cosa è più piacevole?
Farsi lacerare le parti basse da un possente uomo con un coltello affilato,
o con una tagliente spada? O, godere delle lodi di un ricco nobile, di un
ricco bramano o di un ricco capofamiglia?
Monaci, vi dico, è sicuramente più piacevole per chi possiede
una misera condotta, una natura impura, farsi lacerare le parti basse da un
possente uomo con un coltello affilato, o con una tagliente spada.
[4] “Cosa ne pensate, monaci? Che cosa è più piacevole?
Essere legati con una rovente lamella di ferro da un possente uomo? O, godere
dei vestiti donati da ricchi nobili, ricchi bramani o ricchi capifamiglia?
Monaci, vi dico, è sicuramente più piacevole per chi possiede
una misera condotta, una natura impura, farsi legare con una rovente lamella
di ferro da un possente uomo.
[5] “Cosa ne pensate, monaci? Che cosa è più piacevole?
Farsi spalancare la bocca da un possente uomo con uno spillo rovente, ed ingoiare
una palla ardente, rovente ed infuocata, tanto da bruciare le labbra, la bocca,
la lingua, la gola, il petto, ed espellerla da dietro una volta giunta nell’intestino?
O, godere del cibo ricevuto durante la questua da ricchi fedeli come nobili,
bramani o capifamiglia?”
Monaci, vi dico, è sicuramente più piacevole per chi possiede
una misera condotta, una natura impura, farsi spalancare la bocca da un possente
uomo con uno spillo rovente, ed ingoiare una palla ardente, rovente ed infuocata,
tanto da bruciare le labbra, la bocca, la lingua, la gola, il petto, ed espellerla
da dietro una volta giunta nell’intestino.
[6] “Cosa ne pensate, monaci? Che cosa è più piacevole?
Sedere o giacere su una sedia o su un letto infuocato costretti con violenza
da un possente uomo? O, godere della sedia donata da ricchi fedeli come nobili,
bramani o capifamiglia?”
Monaci, vi dico, è sicuramente più piacevole per chi possiede
una misera condotta, una natura impura, sedere o giacere su una sedia o su
un letto infuocato costretti con violenza da un possente uomo.
[7] “Cosa ne pensate, monaci? Che cosa è più piacevole?
Essere immersi forzatamente in un infuocato, rovente calderone da un possente
uomo, e bollire lentamente? O, godere della dimora donata da ricchi fedeli
come nobili, bramani o capifamiglia?”
Monaci, vi dico, è sicuramente più piacevole per chi possiede
una misera condotta, una natura impura, essere immersi forzatamente in un
infuocato, rovente calderone da un possente uomo, e bollire lentamente.
Vi ho detto questo, monaci, per esortarvi ad esercitarvi, in modo che i doni
ricevuti che usiamo – vestiti, ciotole per la questua, sedie, letti,
e medicine per curare le malattie – diano grandi frutti, grandi meriti
a coloro (che ce li hanno offerti), così la nostra pratica non sarà
vana, ma sarà fruttifera e benefica. Perciò esercitatevi rettamente,
per il vostro beneficio, monaci, con consapevolezza; esercitatevi rettamente,
per il beneficio degli altri, con consapevolezza; esercitatevi rettamente,
per il beneficio di entrambi, con consapevolezza.”
Così parlò il Beato. Durante questa dissertazione, il sangue
delle passioni si destò dalla bocca di 60 monaci; altri 60 monaci abbandonarono
la pratica e ritornarono alla loro vita precedente, dicendo: “E’
difficile da seguire, Beato, è troppo difficile.”, mentre le
menti di altri 60 monaci furono liberate dagli influssi impuri e dall’attaccamento.