ANGUTTARA NIKAYA 7.58
Capala Sutta
Sonnolenza
Traduzione in Inglese dalla versione Pali
di
Thanissaro Bhikkhu
PTS: A iv 85
Copyright © 1997 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 1997
fonte: www.accesstoinsight.org
Tradotto in italiano da Enzo Alfano
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne
che a fini di lucro
Una volta il Beato soggiornava presso i Bhagga nel Parco del Cervo al boschetto
di Bhesakala, nei pressi della Tana del Coccodrillo. In quel tempo il Ven.
Maha Moggallana [prima del suo risveglio] sedeva sonnecchiando nei pressi
del villaggio di Kallavalaputta, nel Magadha. Il Beato, attraverso il sovrumano
puro occhio divino, vide che il Ven. Maha Moggallana sedeva sonnecchiando
nei pressi del villaggio di Kallavalaputta, nel Magadha. Allora –come
un uomo forte stende il braccio o lo flette – molto rapidamente scomparve
tra i Bhagga nel Parco del Cervo al boschetto di Bhesakala, nei pressi della
Tana del Coccodrillo, e riapparve dinanzi al Ven. Maha Moggallana. Lì
si sedette. Appena seduto disse al Ven. Maha Moggallana: “Sonnecchi,
Moggallana? Stai sonnecchiando?”
“Sì, signore.”
“Allora, Moggallana, abbandona ogni percezione mentale quando la sonnolenza
ti sorprende. Così facendo potrai liberarti della sonnolenza.
Ma se non riesci a liberarti della sonnolenza, allora richiama la tua attenzione
al Dhamma che hai sentito e memorizzato, riporta la tua mente e concentrati
su di esso. Così facendo potrai liberarti della sonnolenza.
Ma anche facendo in questo modo non riesci ad allontanare la sonnolenza, allora
ripeti a voce alta il Dhamma che hai sentito e memorizzato. Così facendo
potrai liberarti della sonnolenza.
Ma anche facendo in questo modo non riesci ad allontanare la sonnolenza, allora
tira i lobi dell'orecchie e stropicciali con le mani. Così facendo
potrai liberarti della sonnolenza.
Ma anche facendo in questo modo non riesci ad allontanare la sonnolenza, allora
alzati e, dopo aver sciacquato la faccia, guarda in ogni direzione e esamina
le stelle e le costellazioni più importanti. Così facendo potrai
liberarti della sonnolenza.
Ma anche facendo in questo modo non riesci ad allontanare la sonnolenza, allora
concentrati sulla percezione della luce, analizza la percezione odierna, [dimorando]
come di notte così di giorno, come di giorno così di notte.
Con una consapevolezza aperta e non impedita, sviluppa una chiara mente. Così
facendo potrai liberarti della sonnolenza.
Ma anche facendo in questo modo non riesci ad allontanare la sonnolenza, allora
– percependo ciò che sta davanti e ciò che sta dietro
– inizia una meditazione camminata, con i sensi internamente concentrati,
non facendo fuorviare la mente. Così facendo potrai liberarti della
sonnolenza.
Ma anche facendo in questo modo non riesci ad allontanare la sonnolenza, allora
– reclinato sul lato destro – assumi la posizione del leone, un
piede sull’altro, mentalmente presente, vigile ed attento. Appena sveglio,
alzati con questo pensiero: “Non dimorerò nel piacere del riposo,
nel piacere di stare coricato, nel piacere della sonnolenza.” Così
devi esercitarti.
Inoltre, Moggallana, così dovresti esercitarti: “Non renderò
visita a famiglie pieno d’orgoglio.” Così dovresti esercitarti.
Non renderò visita a famiglie oberate di lavoro, perché non
hanno tempo di occuparsi di un monaco. Se un monaco li rende visita pieno
d’orgoglio, penserà: “Chi mi ha allontanato da questa famiglia?
Costoro non provano simpatia nei mie confronti.” Non ottenendo niente,
egli rimane perplesso. Perplesso, si agita. Agitato, allontana la sua mente
dalla concentrazione.
Inoltre, Moggallana, così dovresti esercitarti: “Non inizierò
nessuna discussione.” Così dovresti esercitarti. Quando vi è
discussione, vi è agitazione. Se si è agitati , si allontana
la mente dalla concentrazione.
Non è il caso, Moggallana, di elogiare ogni tipo di compagnia. Ma non
è neanche il caso di disprezzare ogni tipo di compagnia. Io non elogio
la compagnia di capifamiglia e di seguaci laici. Io elogio la compagnia di
luoghi silenziosi, solitari, isolati, senza la presenza di altri esseri umani.”
Dopo queste parole, il Ven. Moggallana chiese al Beato: “Brevemente,
signore, come un monaco è totalmente liberato dalla brama, totalmente
libero da legami, un seguace della vita santa, totalmente perfetto: primo
tra esseri umani e divini?”
“Moggallana, quando un monaco ha sentito: “Ogni fenomeno non è
degno di attaccamento.” Avendo sentito che tutti i fenomeni non sono
degni di attaccamento, è consapevole del tutto. Essendo consapevole
del tutto, egli comprende il tutto. Comprendendo il tutto, allora sperimenta
ogni di tipo di sensazione – piacevole, spiacevole e neutra –
e dimora concentrato sull’impermanenza, sul distacco, sulla cessazione,
sull’abbandono di quella sensazione. Così concentrato sull’impermanenza,
sul distacco, sulla cessazione, sull’abbandono di quella sensazione,
egli non si aggrappa a nulla nel mondo. Non agitato, è totalmente liberato.
Egli sa: “La nascita è distrutta, la vita santa vissuta, lo scopo
raggiunto. Non rimane altro da compiere in questo mondo.
In questo modo, Moggallana, che un monaco, brevemente, è totalmente
liberato dalla brama, totalmente libero da legami, un seguace della vita santa,
totalmente perfetto: primo tra esseri umani e divini.”