AN 3.88: Sikkha Sutta - Pratiche (1)

Traduzione in Inglese dalla versione Pali di Thanissaro Bhikkhu.
PTS: A i 235 - Thai III.90
Copyright © 1998 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 1998
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
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"Ci sono queste tre pratiche. Quali tre? La pratica della virtù elevata, la pratica della mente elevata, la pratica della conoscenza elevata.

E qual è la pratica della virtù elevata? Quando un monaco è virtuoso. Segue le regole del Patimokkha, completo nel suo comportamento e nella sfera delle attività. Si esercita, avendo intrapreso la pratica raggiunge l'autocontrollo. Questa è chiamata la pratica della virtù elevata.

E qual è la pratica della mente elevata? Quando un monaco - controllando le proprietà dei suoi sensi e le qualità mentali nocive - entra e dimora nel primo jhana: estasi e piacere nati dal distacco, accompagnati dal pensiero sostenuto e dalla valutazione. Con il pensiero sostenuto e con la valutazione, egli entra e dimora nel secondo jhana: estasi e piaceri nate dalla calma, dall'unificazione della mente, libero dal pensiero sostenuto e dalla valutazione - consapevolmente calmo. Con l'evanescenza dell'estasi lui rimane in equanimità, attento e vigile, e fisicamente sensibile al piacere. Egli entra e dimora nel terzo jhana, di cui i Nobili dichiarano: "Equanime e consapevole egli ha una piacevole dimora." Con l'abbandono del piacere e del dolore - con la prima scomparsa della preoccupazione e dell'angoscia - egli entra e dimora nel quarto jhana: purezza dell'equanimità e della consapevolezza, né piacere né dolore. Questa è chiamata la pratica della mente elevata.

E qual è la pratica della conoscenza elevata? Quando un monaco discerne come realmente è, e cioè: 'Questo è dolore... Questa è l'origine del dolore .. Questa è la cessazione del dolore... Questo è il percorso di pratica che conduce alla cessazione del dolore.' Questa è chiamata lla pratica della conoscenza elevata. Queste sono le tre pratiche."