AN 3.40: Adhipateyya Sutta - Influenti principi

Traduzione in Inglese dalla versione Pali di Thanissaro Bhikkhu.
PTS: A i 147
Copyright © 1998 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 1998
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro.

"Esistono [questi] tre principi influenti. Quali sono? Il Sé come principio influente, il cosmo come principio influente ed il Dhamma come principio influente.

E che cos'è il Sé come principio influente? Quando un monaco, essendosi ritirato in un luogo deserto, ai piedi di un albero, o vicino ad dimora disabitata, così riflette : 'Non è per amore per gli abiti che ho lasciato la casa per intraprendere la vita ascetica; non è per amore per gli elemosinanti, per amore delle dimore, o per amore per tale o tale stato di una [futura] rinascita, che ho lasciato la casa per intraprendere la vita ascetica. Questo è semplicemente perché sono assalito dalla nascita, dalla vecchiaia e dalla morte; dalle pene, dai lamenti, dalle sofferenze, dagli sconforti e dalle disperazioni; sono assalito dalle tensioni, sommerso dalle tensioni, [e spero] "Forse che la cessazione di tutta questa massa di sofferenze e di tentazioni possa essere conosciuta"! Adesso, se dovessi ricercare gli stessi tipi di piaceri sensuali che ho abbandonato lasciando la casa per intraprendere la vita ascetica; o dei tipi [di piaceri sensuali] pessimi; ciò non sarebbe benefico per me.' Così, riflettendo: ' La mia perseveranza sarà stimolata e non rilassata, la mia attenzione sarà [fermamente] salda e non confusa; il mio corpo sarà calmo e non eccitato; la mia mente sarà concentrata ed unificata.' Avendo fatto suo questo principio influente, abbandona ciò che è improduttivo, coltiva ciò che è portatore di grandi frutti, abbandona ciò che è sorgente di biasimo e sviluppa ciò che è sorgente di merito e presta attenzione a sé restando su un nobile veda. Questo è chiamato il Sé come principio influente.

E che cos'è il cosmo come principio influente? Quando un monaco, essendosi ritirato in un luogo deserto, ai piedi di un albero, o vicino ad dimora disabitata, così riflette : 'Non è per amore per gli abiti che ho lasciato la casa per intraprendere la vita ascetica; non è per amore per gli elemosinanti, per amore delle dimore, o per amore per tale o tale stato di una [futura] rinascita, che ho lasciato la casa per intraprendere la vita ascetica. Questo è semplicemente perché sono assalito dalla nascita, dalla vecchiaia e dalla morte; dalle pene, dai lamenti, dalle sofferenze, dagli sconforti e dalle disperazioni; sono assalito dalle tensioni, sommerso dalle tensioni, [e spero] "Forse che la cessazione di tutta questa massa di sofferenze e di tentazioni possa essere conosciuta"! Adesso, se , dopo aver lasciato la vita familiare per la vita ascetica, dovessi avere dei pensieri sensuali, pensieri malevoli, o pensieri offensivi: grande è la comunità di questo cosmo. Ed in questa grande comunità di questo cosmo, ci sono dei religiosi e dei meditanti dotati di poteri psichici, chiaroveggenti, abili [nell'arte di leggere] le menti degli altri. Possono vedere anche a distanza. Anche molto vicini, restano invisibili. Essi [con chiara] coscienza, conoscendo la mente degli altri, saprebbero : "Guardate, miei amici, quest’uomo ha lasciato la vita familiare per la vita ascetica; casa sommersa dal male, a causa delle qualità mentali improduttive". Ci sono anche dei deva dotati di poteri psichici, chiaroveggenti, abili [nell'arte di leggere] la mente degli altri. Possono vedere anche a distanza. Anche molto vicini, restano invisibili. Essi [con chiara] coscienza, conoscendo la mente degli altri, saprebbero ciò al mio proposito: "Guardate, miei amici, quest’uomo con fede ha lasciato la vita familiare per la vita ascetica; casa sommersa dal male, a causa delle qualità mentali improduttive". Così, riflette : 'La mia perseveranza sarà stimolata e non rilassata, la mia attenzione sarà [fermamente] salda e non confusa; il mio corpo sarà calmo e non eccitato; la mia mente sarà concentrata ed unificata.' Avendo fatto suo questo principio influente, abbandona ciò che è improduttivo, coltiva ciò che è portatore di grandi frutti, abbandona ciò che è sorgente di biasimo e sviluppa ciò che non è sorgente di biasimo e presta attenzione a sé restando su un nobile veda. Questo è chiamato il cosmo come principio influente.

E che cos'è il Dhamma come principio influente? Quando un monaco, essendosi ritirato in un luogo deserto, ai piedi di un albero, o vicino ad dimora disabitata, così riflette : 'Non è per amore per gli abiti che ho lasciato la casa per intraprendere la vita ascetica; non è per amore per gli elemosinanti, per amore delle dimore, o per amore per tale o tale stato di una [futura] rinascita, che ho lasciato la casa per intraprendere la vita ascetica. Questo è semplicemente perché sono assalito dalla nascita, dalla vecchiaia e dalla morte; dalle pene, dai lamenti, dalle sofferenze, dagli sconforti e dalle disperazioni; sono assalito dalle tensioni, sommerso dalle tensioni, [e spero] "Forse che la cessazione di tutta questa massa di sofferenze e di tentazioni possa essere conosciuta"! Adesso, il Dhamma è ben insegnato dal Beato, accessibile in questa vita, immateriale, invitando ognuno alla conoscenza per esperienza diretta, pertinente, accessibile per i saggi stessi. Se, dopo aver lasciato la vita domestica per la vita ascetica, dovessi restare pigro e spensierato, ciò non sarebbe benefico per me.' Così, riflette : ' 'La mia perseveranza sarà stimolata e non rilassata, la mia attenzione sarà [fermamente] salda e non confusa; il mio corpo sarà calmo e non eccitato; la mia mente sarà concentrata ed unificata.' Avendo fatto suo questo principio influente, abbandona ciò che è improduttivo, coltiva ciò che è portatore di grandi frutti, abbandona ciò che è sorgente di biasimo e sviluppa ciò che non è sorgente di biasimo e presta attenzione a sé restando su un nobile veda. Questo è chiamato il Dhamma come principio influente. Ecco i tre principi diretti."

Non c'è
nel cosmo
nessun
luogo
segreto
per
colui che ha commesso
una
cattiva
azione

Tu sai
se sei giusto
o no.

Sottovaluti la pura saggezza
che è in te,
tu con questo male
in te
che nascondi.

I deva ed i Tathâgata vedono lo stupido
che agisce
in disaccordo col cosmo.

Così dovresti andare
governato da te stesso,
attento;
governato dal cosmo,
imperioso,
assorbito nei jhana;
governato dal Dhamma,
agendo in accordo
col Dhamma.

Il saggio che fa uno sforzo
in verità
non si riammala.

Chiunque per lo sforzo
--dominando Mara,
conquistando il Maligno--
toccato dalla cessazione della nascita,
è Equanime,
Un conoscitore del cosmo,
saggio,
un saggio
che non è influenzato
da nessuna cosa.