AN 3.2: Lakkhana Sutta - Caratterizzato (dall'azione)

Traduzione in Inglese dalla versione Pali di Thanissaro Bhikkhu.
PTS: A i 102
Copyright © 1997 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 1997
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro.

"Esistono [questi] tre principi diretti. Quali sono? Il Sé come principio diretto, il cosmo come principio diretto ed il Dhamma come principio diretto.

E che cos'è il Sé come principio diretto? È il caso dove un monaco, essendosi ritirato in un luogo deserto, al piede di un albero, o vicino ad un'abitazione vuota, riflette del tipo: 'Non è per amore per gli abiti che ho lasciato il mio focolare per entrare nella vita senza focolare; non è per amore per gli elemosinanti, per amore per gli alloggi, o per amore per tale o tale stato di [futuro] diventare, che ho lasciato il mio focolare per entrare nella vita senza focolare. Questo è semplicemente perché sono assalito dalla nascita, dalla vecchiaia e dalla morte; per le pene, i lamenti, le sofferenze, gli sconforti e le disperazioni; sono assalito dalle tensioni, sommerso per le tensioni, [ed io spero,] "Forse che la cessazione di tutta questa massa di sofferenze e di tentazioni può essere conosciuta"! Adesso, se dovessi ricercare gli stessi tipi di piaceri sensuali che [quelli che] ho abbandonato lasciando il mio focolare per entrare nella vita senza focolare ; o dei tipi [di piaceri sensuali] pessimi; ciò non sarebbe benefico per me.' Così, riflette a questo: ' La mia perseveranza sarà stimolata e non rilassata, la mia attenzione sarà [fermamente] invalsa e non confusa; il mio corpo sarà calmo e non eccitato; la mia mente sarà concentrata ed unificata.' Avendo fatto suo questo principio diretto, abbandona ciò che è improduttivo, coltiva ciò che è portatore di grandi frutti, abbandona ciò che è sorgente di biasimo e sviluppa ciò che è sorgente di merito e presta attenzione a sé restando su un nobile veda. Questo è chiamato il Sé come principio diretto.

E che cos'è il cosmo come principio diretto? È il caso dove un monaco, essendosi ritirato in un luogo deserto, al piede di un albero, o vicino ad un'abitazione vuota, riflette del tipo: 'Non è per amore per gli abiti che ho lasciato il mio focolare per entrare nella vita senza focolare; non è per amore per gli elemosinanti, per amore per gli alloggi, o per amore per tale o tale stato di [futuro] diventare, che ho lasciato il mio focolare per entrare nella vita senza focolare. Questo è semplicemente perché sono assalito dalla nascita, dalla vecchiaia e dalla morte; per le pene, i lamenti, le sofferenze, gli sconforti e le disperazioni; sono assalito dalle tensioni, sommerso per le tensioni, [ed io spero,] "Forse che la cessazione di tutta questa massa di sofferenze e di tentazioni può essere conosciuta"! Adesso, se io, avendo lasciato il mio focolare per la vita senza focolare, dovessi avere dei pensieri sensuali, pensieri malevoli, o pensieri offensivi: grande è la comunità di questo cosmo. Ed in questa grande comunità di questo cosmo, ci sono dei religiosi e dei meditanti dotati di poteri psichici, chiaroveggenti, abili [nell'arte di leggere] le menti degli altri. Possono vedere anche a distanza. Stesso molto vicino, restano invisibili. Con essi [con chiara] coscienza, conoscono la mente degli altri. Saprebbero ciò al mio proposito: "Guardate, miei amici, quest’uomo ha lasciato il suo focolare per la vita senza focolare; casa sommersa per il male, per le qualità mentali improduttive". Ci sono anche dei deva dotati di poteri psichici, chiaroveggenti, abili [nell'arte di leggere] la mente degli altri. Possono vedere anche a distanza. Stesso molto vicino, restano invisibili. Con essi [con chiara] coscienza, conoscono la mente degli altri. Saprebbero ciò al mio proposito: "Guardate, miei amici, quest’uomo con fede ha lasciato il suo focolare per la vita senza focolare; casa sommersa per il male, per le qualità mentali improduttive". ' Così, riflette : ' La mia perseveranza sarà stimolata e non rilassata, la mia attenzione sarà [fermamente] invalsa e non confusa; il mio corpo sarà calmo e non eccitato; la mia mente sarà concentrata ed unificata.' Avendo fatto suo questo principio diretto, abbandona ciò che è improduttivo, coltiva ciò che è portatore di grandi frutti, abbandona ciò che è sorgente di biasimo e sviluppa ciò che non è sorgente di biasimo e presta attenzione a sé restando su un nobile veda. Questo è chiamato il cosmo come principio diretto.

E che cos'è il Dhamma come principio diretto? È il caso dove un monaco, essendosi ritirato in un luogo deserto, al piede di un albero, o vicino ad un'abitazione vuota, riflette del tipo: 'Non è per amore per gli abiti che ho lasciato il mio focolare per entrare nella vita senza focolare; non è per amore per gli elemosinanti, per amore per gli alloggi, o per amore per tale o tale stato di [futuro] diventare, che ho lasciato il mio focolare per entrare nella vita senza focolare. Questo è semplicemente perché sono assalito dalla nascita, dalla vecchiaia e dalla morte; per le pene, i lamenti, le sofferenze, gli sconforti e le disperazioni; sono assalito dalle tensioni, sommerso per le tensioni, [ed io spero,] "Forse che la cessazione di tutta questa massa di sofferenze e di tentazioni può essere conosciuta"! Adesso, il Dhamma è ben insegnato dal Beato, accessibile qui ed ora, immateriale, invitando ciascuno a venire ed a vedere [per se stesso], pertinente, accessibile per i saggi stessi. Ci sono dei membri che praticano la castità che rimangono sapendo e vedendo ciò. Se io avendo lasciato il mio focolare per la vita senza focolare, dovessi restare pigro e spensierato, ciò non sarebbe benefico per me.' Così, riflette a questo: ' La mia perseveranza sarà stimolata e non rilassata, la mia attenzione sarà [fermamente] invalsa e non confusa; il mio corpo sarà calmo e non eccitato; la mia mente sarà concentrata ed unificata.' Avendo fatto suo il Dhamma come principio diretto, abbandona ciò che è improduttivo, coltiva ciò che è produttivo, abbandona ciò che è sorgente di biasimo e sviluppa ciò che è sorgente di merito e presta attenzione a sé restando su un nobile veda. Questo è chiamato il Dhamma come principio diretto. Ecco i tre principi diretti."

Non c'è
nel cosmo
nessun
luogo
segreto
per
colui che ha commesso
una
cattiva
azione

Tu sai
se sei giusto
o no.

Sottovaluti la pura saggezza
che è in te,
tu con questo male
in te
che nascondi.

I deva ed i Tathâgata vedono lo stupido
che agisce
in disaccordo col cosmo.

Così dovresti andare
governato da te stesso,
attento;
governato dal cosmo,
imperioso,
assorbito nei jhana;
governato dal Dhamma,
agendo in accordo
col Dhamma.

Il saggio che fa uno sforzo
in verità
non si riammala.

Chiunque per lo sforzo
--dominante Mara,
conquistando il Maligno--
toccato dalla cessazione della nascita,
è Tale,

Un conoscitore del cosmo,
saggio,
un saggio
che non è influenzato
da nessuna cosa.

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ANGUTTARA NIKAYA

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